.

Na strende m'agghje 'ndise atturne o core / de fueche. Na u fa cchjù, ca pozze more. Da “Nu viecchju diarie d'amore” di Pietro Gatti

a

domenica 31 agosto 2008

Buona serata con APRÈS LA CLASSE

APRÈS LA CLASSE
LUNA PARK "DAL VIVO" TOUR



Domenica 31 agosto ore 22
Palazzetto dello Sport
Ceglie Messapica (BR)
Ingresso gratuito


Gli Après La Classe sono un gruppo salentino di musica reggae-pop e ska.Legati alle tradizione musicale della propria terra, gli Après la Classe hanno realizzato riarrangiamenti e riproposizioni di brani classici del repertorio canoro salentino, come "Kalì Nifta", "Lu rusciu te lu mare", nonché cover di canzoni famose come "Ricominciamo" di Adriano Pappalardo, la cui versione mixata ha conosciuto notevole popolarità nelle discoteche. Hanno anche all'attivo collaborazioni con gruppi affermati come i Sud Sound System e artisti noti come CapaRezza. I generi musicali del gruppo spaziano dal reggae al pop al rock, passando per lo ska e il dance. La band ha scritto e cantato anche delle canzoni in francese, lingua madre del cantante.


Come raggiungere il Palazzetto dello Sport



Visualizzazione ingrandita della mappa

Buona serata con APRÈS LA CLASSE

APRÈS LA CLASSE
LUNA PARK "DAL VIVO" TOUR



Domenica 31 agosto ore 22
Palazzetto dello Sport
Ceglie Messapica (BR)
Ingresso gratuito


Gli Après La Classe sono un gruppo salentino di musica reggae-pop e ska.Legati alle tradizione musicale della propria terra, gli Après la Classe hanno realizzato riarrangiamenti e riproposizioni di brani classici del repertorio canoro salentino, come "Kalì Nifta", "Lu rusciu te lu mare", nonché cover di canzoni famose come "Ricominciamo" di Adriano Pappalardo, la cui versione mixata ha conosciuto notevole popolarità nelle discoteche. Hanno anche all'attivo collaborazioni con gruppi affermati come i Sud Sound System e artisti noti come CapaRezza. I generi musicali del gruppo spaziano dal reggae al pop al rock, passando per lo ska e il dance. La band ha scritto e cantato anche delle canzoni in francese, lingua madre del cantante.


Come raggiungere il Palazzetto dello Sport



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giovedì 28 agosto 2008

Barocco Festival:Sonatemi un balletto

VENERDI 29 AGOSTO ORE 21,00

Ceglie Messapica - Sagrato Chiesa Matrice

Sonatemi un balletto

Il Rinascimento tra musica e danza









Paola Incani Soprano

Gianpiero Catelli ghironda, spinetta, percussioni

Luca Dragani flauti, viole da gamba, cornamuti

Luca Matani viella e violino

Dana Stancu viella, ribeca, violino

Roberto Torto flauti, percussioni, cromorni

 

CONCERTO DELLE DAME

danzatrici

Jasmine Di Benedetto, Severina Di Flauro, Luisa Leonarduzzi, Erika Croce, Lucrezia Daniele, Catiuscia Palumbo

Maria Cristina Esposito Coreografie e ricostruzioni coreografiche

 

Musiche di : Thoinot Arbeau, Tylman Susato, Adrian Le Roy, Pierre Certon, Orazio Vecchi e altri.




Belle qui tiens ma vie,Thoinot Arbeau
La danza qui


Il movimento del corpo, meglio se leggiadro e `gratioso', completa il suono degli strumenti al pari della parola. E' così inevitabile che dall'Umanesimo in poi l'intreccio e la compenetrazione di Humanae Scientiae quali poesia, danza e musica portino ad un proficuo interscambio di materiali.Se è poi vero che il Rinascimento ha visto la fioritura di una vastissima messe di composizioni pensate esclusivamente per la danza, è anche vero che in molte occasioni i temi delle danze più note sono derivate da composizioni vocali che hanno goduto di particolare fortuna.Questo fenomeno è analogo ma con alcune differenze all'uso che si fa di temi vocali per sviluppare composizioni destinate alla pura esecuzione strumentale. Al contrario, non vi sono evidenze che temi di danza siano poi divenuti chanson o ballate vocali. Nel presente programma abbiamo raccolto diverse composizioni vocali che hanno dato origine poi a brani di danza, proponendole versioni vocale e danzata in successione e, in alcuni casi, in combinazione quando il tema è davvero coincidente nelle due composizioni. Accanto ad esse, alcune composizioni puramente concepite per l'arte coreutica rinascimentale non potevano mancare, a raffronto e complemento.


Gian Piero Catelli


Barocco Festival:Sonatemi un balletto

VENERDI 29 AGOSTO ORE 21,00

Ceglie Messapica - Sagrato Chiesa Matrice

Sonatemi un balletto

Il Rinascimento tra musica e danza









Paola Incani Soprano

Gianpiero Catelli ghironda, spinetta, percussioni

Luca Dragani flauti, viole da gamba, cornamuti

Luca Matani viella e violino

Dana Stancu viella, ribeca, violino

Roberto Torto flauti, percussioni, cromorni

 

CONCERTO DELLE DAME

danzatrici

Jasmine Di Benedetto, Severina Di Flauro, Luisa Leonarduzzi, Erika Croce, Lucrezia Daniele, Catiuscia Palumbo

Maria Cristina Esposito Coreografie e ricostruzioni coreografiche

 

Musiche di : Thoinot Arbeau, Tylman Susato, Adrian Le Roy, Pierre Certon, Orazio Vecchi e altri.




Belle qui tiens ma vie,Thoinot Arbeau
La danza qui


Il movimento del corpo, meglio se leggiadro e `gratioso', completa il suono degli strumenti al pari della parola. E' così inevitabile che dall'Umanesimo in poi l'intreccio e la compenetrazione di Humanae Scientiae quali poesia, danza e musica portino ad un proficuo interscambio di materiali.Se è poi vero che il Rinascimento ha visto la fioritura di una vastissima messe di composizioni pensate esclusivamente per la danza, è anche vero che in molte occasioni i temi delle danze più note sono derivate da composizioni vocali che hanno goduto di particolare fortuna.Questo fenomeno è analogo ma con alcune differenze all'uso che si fa di temi vocali per sviluppare composizioni destinate alla pura esecuzione strumentale. Al contrario, non vi sono evidenze che temi di danza siano poi divenuti chanson o ballate vocali. Nel presente programma abbiamo raccolto diverse composizioni vocali che hanno dato origine poi a brani di danza, proponendole versioni vocale e danzata in successione e, in alcuni casi, in combinazione quando il tema è davvero coincidente nelle due composizioni. Accanto ad esse, alcune composizioni puramente concepite per l'arte coreutica rinascimentale non potevano mancare, a raffronto e complemento.


Gian Piero Catelli


lunedì 25 agosto 2008

Indovinello


Int’o vosch∂ nasc∂,
Int’o prat∂ pasc∂.
U viv∂ port u muert∂
e u muert∂ son∂.

Cè jet∂ ?








Fonte e voce della signora Immacolata Vitale


Trad. : Nel bosco nasce, nel prato pasce, il vivo porta il morto e il morto suona.

Indovinello


Int’o vosch∂ nasc∂,
Int’o prat∂ pasc∂.
U viv∂ port u muert∂
e u muert∂ son∂.

Cè jet∂ ?








Fonte e voce della signora Immacolata Vitale


Trad. : Nel bosco nasce, nel prato pasce, il vivo porta il morto e il morto suona.

domenica 24 agosto 2008

Barocco Festival:Nei teatri e nelle corti d'Europa

Barocco Festival 2008_01


Stefano Montinari violino,
Barbara Ferrara oboe,
Angela Nisi soprano.
Orchestra barocca: La Confraternita de' Musici
Cosimo Prontera direttore al cembalo.


Musiche di W. Boyce, G. Sanz, J.S. Bach, J.B. Lully, L. Leo, G. Latilla, A. Vivaldi

Barocco Festival:Nei teatri e nelle corti d'Europa

Barocco Festival 2008_01


Stefano Montinari violino,
Barbara Ferrara oboe,
Angela Nisi soprano.
Orchestra barocca: La Confraternita de' Musici
Cosimo Prontera direttore al cembalo.


Musiche di W. Boyce, G. Sanz, J.S. Bach, J.B. Lully, L. Leo, G. Latilla, A. Vivaldi

venerdì 22 agosto 2008

Barocco Festival

“Arrivando in questa città ero preparato all’idea di trovarvi la musica al più alto grado di perfezione:
solo Napoli poteva offrirmi tutto ciò che la musica può offrire in Italia
quanto alla qualità e alla raffinatezza.”
Charles Burney,1770



Inizia domani a S. Vito dei Normanni l’undicesima edizione del Barocco Festival ‘Leonardo Leo’ che si svolgerà dal 23 agosto al 3 settembre nei comuni di San Vito dei Normanni, Brindisi e Ceglie Messapica.Questo festival,organizzato dalla Provincia di Brindisi e dal Comune di San Vito dei Normanni con il sostegno della Regione Puglia e dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana, si propone di far conoscere e valorizzare le opere, anche in prima esecuzione in tempi moderni, di Leonardo Leo, celebre compositore e capostipite della bella scuola napoletana che in S. Vito ha avuto i natali, e di altri autori dello stesso periodo o precedente. Inoltre la particolarità del festival è quella di proporre musica con strumenti d’epoca,voci adeguate e accordature che rispettano gli studi di filologia musicale. Oltre ai concerti ci sarà la presentazione di un libro e una mostra di liuteria.
Biografia di Leonardo Leo


Il programma del festival:


Sabato 23 agosto: serata inaugurale a San Vito dei Normanni (Villa Europa – ore 21) con ‘Nei teatri e nelle Corti d’Europa La Musica nel ‘700’; Stefano Montanari violino solista, Orchestra barocca ‘La Confraternita dè Muisici’, direttore al cembalo Cosimo Prontera; Barbara Ferrara, oboe solista; Angela Nisi, soprano.


Martedì 26 agosto: a Brindisi, Castello Alfonsino (Forte a Mare – ore 21), ‘Al ballo della ciaccona Dalle strade ai palazzi della Spagna barocca’, Ensemble ‘Antiqua Viiva’.


Mercoledì 27 agosto: a San Vito dei normanni (Chiostro dei Domenicani – ore 20.15), ‘Non solo Madonne, ma anche liuti, arpe e violini. Fra Giacomo da San Vito, un frate che nel ‘600 al fianco delle Madonne e dei Santi dipinge la musica’, conferenza a cura di massimo Guastella.


Dal 28 agosto al 1° settembre: presso l’ex Convento di Santa Chiara a Brindisi, si terrà la mostra di liuteria a cura di Gian Piero Catelli dal titolo: 'Gli strumenti musicali tra il Medioevo e il Barocco'.


Venerdì 29 agosto: Ceglie Messapica (sagrato chiesa Matrice - ore 20,15), 'Sonatemi un balletto: Il Rinascimento tra musica e danza', esegue Ensemble 'Schola Hadriensis'.


Domenica 31 agosto: San Vito dei Normanni (Teatro Malacca - ore 19,00), presentazione dei volumi 'La Serenata tra il 600 e il 700' a cura di Niccolò Maccavino e Gaetano Pitarresi. Presentano, alla presenza degli autori, Giovanni Tasso, Piero Mioli, Dinko Fabris; segue ore 21,00, 'Diana Amante', serenata: libretto di anonimo con musica di Leonardo Leo. Si tratterà della prima rappresentazione in forma scenica in tempi moderni. Esecuzione orchestra barocca 'La Confraternita dè Musici' diretta da Cosimo Prontera, regia Annemette Schlosser.


Lunedì 1° settembre: Brindisi (Ex Convento di Santa Chiara - 20,15), 'La bella nueva Villanelle, madrigali e moresche nell'Italia del XVII sec.', Ensemble 'L'Accordone'.


Mercoledì 3 settembre: serata finale a San Vito dei Normanni (Chiostro dei Domenicani - ore 20,15), 'Le Follie del Barocco Vivaldi, Corelli, Veracini, Falconieri e le trascrizioni del tempo', esegue Ensemble 'Accademia del Ricercare'.

Barocco Festival

“Arrivando in questa città ero preparato all’idea di trovarvi la musica al più alto grado di perfezione:
solo Napoli poteva offrirmi tutto ciò che la musica può offrire in Italia
quanto alla qualità e alla raffinatezza.”
Charles Burney,1770



Inizia domani a S. Vito dei Normanni l’undicesima edizione del Barocco Festival ‘Leonardo Leo’ che si svolgerà dal 23 agosto al 3 settembre nei comuni di San Vito dei Normanni, Brindisi e Ceglie Messapica.Questo festival,organizzato dalla Provincia di Brindisi e dal Comune di San Vito dei Normanni con il sostegno della Regione Puglia e dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana, si propone di far conoscere e valorizzare le opere, anche in prima esecuzione in tempi moderni, di Leonardo Leo, celebre compositore e capostipite della bella scuola napoletana che in S. Vito ha avuto i natali, e di altri autori dello stesso periodo o precedente. Inoltre la particolarità del festival è quella di proporre musica con strumenti d’epoca,voci adeguate e accordature che rispettano gli studi di filologia musicale. Oltre ai concerti ci sarà la presentazione di un libro e una mostra di liuteria.
Biografia di Leonardo Leo


Il programma del festival:


Sabato 23 agosto: serata inaugurale a San Vito dei Normanni (Villa Europa – ore 21) con ‘Nei teatri e nelle Corti d’Europa La Musica nel ‘700’; Stefano Montanari violino solista, Orchestra barocca ‘La Confraternita dè Muisici’, direttore al cembalo Cosimo Prontera; Barbara Ferrara, oboe solista; Angela Nisi, soprano.


Martedì 26 agosto: a Brindisi, Castello Alfonsino (Forte a Mare – ore 21), ‘Al ballo della ciaccona Dalle strade ai palazzi della Spagna barocca’, Ensemble ‘Antiqua Viiva’.


Mercoledì 27 agosto: a San Vito dei normanni (Chiostro dei Domenicani – ore 20.15), ‘Non solo Madonne, ma anche liuti, arpe e violini. Fra Giacomo da San Vito, un frate che nel ‘600 al fianco delle Madonne e dei Santi dipinge la musica’, conferenza a cura di massimo Guastella.


Dal 28 agosto al 1° settembre: presso l’ex Convento di Santa Chiara a Brindisi, si terrà la mostra di liuteria a cura di Gian Piero Catelli dal titolo: 'Gli strumenti musicali tra il Medioevo e il Barocco'.


Venerdì 29 agosto: Ceglie Messapica (sagrato chiesa Matrice - ore 20,15), 'Sonatemi un balletto: Il Rinascimento tra musica e danza', esegue Ensemble 'Schola Hadriensis'.


Domenica 31 agosto: San Vito dei Normanni (Teatro Malacca - ore 19,00), presentazione dei volumi 'La Serenata tra il 600 e il 700' a cura di Niccolò Maccavino e Gaetano Pitarresi. Presentano, alla presenza degli autori, Giovanni Tasso, Piero Mioli, Dinko Fabris; segue ore 21,00, 'Diana Amante', serenata: libretto di anonimo con musica di Leonardo Leo. Si tratterà della prima rappresentazione in forma scenica in tempi moderni. Esecuzione orchestra barocca 'La Confraternita dè Musici' diretta da Cosimo Prontera, regia Annemette Schlosser.


Lunedì 1° settembre: Brindisi (Ex Convento di Santa Chiara - 20,15), 'La bella nueva Villanelle, madrigali e moresche nell'Italia del XVII sec.', Ensemble 'L'Accordone'.


Mercoledì 3 settembre: serata finale a San Vito dei Normanni (Chiostro dei Domenicani - ore 20,15), 'Le Follie del Barocco Vivaldi, Corelli, Veracini, Falconieri e le trascrizioni del tempo', esegue Ensemble 'Accademia del Ricercare'.

giovedì 21 agosto 2008

Coppa Messapica

Si è svolta oggi  la 49' Coppa Messapica, gara ciclistica riservata agli atleti under 23. Gli iscritti alla gara sono stati 170 appartenenti a 21 squadre provenienti da tutta Italia e dall'estero con la presenza della nazionale argentina. Gara molto combattuta su un percorso impegnativo conclusasi allo sprint con la vittoria di Gianfraco Visconti su Fabio Piscopiello, al terzo posto Mattia Vaccari. Numeroso il pubblico distribuito lungo i 5 chilometri del circuito.


49 coppa messapica


Segue reportage fotografico.

Coppa Messapica

Si è svolta oggi  la 49' Coppa Messapica, gara ciclistica riservata agli atleti under 23. Gli iscritti alla gara sono stati 170 appartenenti a 21 squadre provenienti da tutta Italia e dall'estero con la presenza della nazionale argentina. Gara molto combattuta su un percorso impegnativo conclusasi allo sprint con la vittoria di Gianfraco Visconti su Fabio Piscopiello, al terzo posto Mattia Vaccari. Numeroso il pubblico distribuito lungo i 5 chilometri del circuito.


49 coppa messapica


Segue reportage fotografico.

mercoledì 20 agosto 2008

Via Crucis

Edicola Via Crucis

Una di queste edicole, collocata subito dopo l'ex macello, non c'è più:
un incidente automobilistico.
Questa mattina operai l'hanno demolita. 
E' stata portata in discarica? E' stata smontata per ricostruirla?
Répondez, s'il vous plaît.

Via Crucis

Edicola Via Crucis

Una di queste edicole, collocata subito dopo l'ex macello, non c'è più:
un incidente automobilistico.
Questa mattina operai l'hanno demolita. 
E' stata portata in discarica? E' stata smontata per ricostruirla?
Répondez, s'il vous plaît.

domenica 17 agosto 2008

Festa S. Rocco


Domenica 17 agosto
piazza Plebiscito
Ceglie Messapica




Premiata Grande Orchestra Sinfonica
"Padre Serafino Marinosci"
di Francavilla Fontana.


..........
ed una flotta di bambini festosi
si mise a suonare come fa la banda
........
E tanta gente dai portoni
cantando sbucò
e tanta gente in ogni vicolo
si riversò
.......


Quando la banda era segno di festa,
quando la banda era l'unico modo di poter ascoltare la musica "colta",
quando la banda era scuola di musica ....
da un'intervista a Pietro Principalli:


"Ho iniziato a studiare da giovanissimo, ho studiato musica, insomma ero preso da qualche cosa oltre la sartoria. C'era sempre poco tempo perché la mattina si andava a scuola, il pomeriggio ho incominciato a studiare musica, i compiti dovevo farmeli la sera. E poi non è che c'era tanto tempo per raccontare....
Per esempio, tornando indietro agli anni trenta. Io suonavo già con la banda.
Allora le bande viaggiavano con i traini, con i cavalli, e questa povera gente che si avventurava con i cavalli! Se c'era la salita allora bisognava cambiare il peso, cioè passare avanti il peso, per bilanciare; quando c'era la discesa il contrario. Allora le bande erano voluminose da portare; almeno quaranta elementi. Ci volevano, diciamo, quattro o cinque traini. Si andava non troppo lontano; fino a Lecce, massimo. Per allontanarsi con i cavalli, che so, fino a Bari, ci voleva un sacco di tempo.
Si viaggiava anche di notte, per arrivare la mattina. I mezzi di oggi sono meravigliosi, consentono anche gli spostamenti di centinaia di chilometri, mentre ieri si stringeva nel cerchio di pochi chilometri. Oggi magari si passa dalla Calabria all'Abruzzo.
Nell'esperienza della banda succedono un sacco di storielle. Per esempio allora c'era gente che, malgrado che stava nella banda, erano dei bevitori; e questi bevitori ogni tanto venivano fuori. Molte volte bevevano e davano fastidio. C'erano sempre degli elementi turbolenti, maleducati, e le bande erano cosi. I livelli non sono uguali né artisticamente né come uomini, qualche tafferuglio succedeva!
Molte volte era questione di invidia o di tante cose che succedono nella vita..... L'ospitalità, 1'essere trattati bene o 1'essere trattati meno bene, dipendeva dal comportamento. Magari si arrivava tardi e  venivi preso sott'occhio. Perché allora era rigido: alle otto la banda doveva uscire! Se arrivava alle nove si cominciava che volevano tagliare quando ti pagavano.
Le commissioni, poi, non tutte vengono fatte da persone piuttosto elevate. Ci sono pure gente cafona in mezzo a loro, e questa gente non ti trattava come era necessario.
L'apprezzamento artistico viene anche dalla competenza di chi ti ascolta perche, se c'e gente che ascolta e capisce 1'importanza, 1'apprezzamento viene fatto a un certo livello. Magari c'e gente che applaude solo perche la tromba ha fatto un assolo e magari la banda non serve.
La banda è composta da tante classi: quella dei clarinetti, quella delle trombe, e via di seguito. Se la banda è immersa in tutte queste classi allora la banda corrisponde. Chi la giudica deve essere competente; diversamente non può giudicarla.
Gli arrangiamenti si sono sempre fatti, specialmente nelle bande più mediocri. Magari mancava il flauto. Quella parte a chi la davano? A un piccolo in la bemolle. Allora si impegnava quello strumento al posto del flauto. Era un ripiego, ma se il suonatore era bravo non c'era difficoltà.
Di avventure no, perche la vita mia è stata basata sempre sulla serietà, sull'impegno, non ce ne sono state chiacchiere.
La mia preparazione era da un maestro privato. Noi tenevamo il Maestro Chirico, un bravissimo maestro locale, cegliese. Lui ha fatto tanti allievi bravi. Allora il conservatorio non era uno scherzo, e noi eravamo una famiglia di operai. E chi andava al conservatorio? Allora cosa c'era? Napoli, e come si andava a Napoli? Uno si doveva spostare da qui per andare a Napoli, vivere a Napoli, pagare... No, un artigiano non poteva assolutamente.
lo facevo parte della classe dei clarinetti, pero suonavo il piccolo in la bemolle e non ero inferiore a nessuno, almeno all'epoca mia.
Dall’intervista a Pietro Principalli contenuta in
L. Lezzi, S.Miscuglio, La memoria raccontata–Una ricerca sulla narrativa orale a Ceglie Messapica, Edizioni Aramirè, 2006

Festa S. Rocco


Domenica 17 agosto
piazza Plebiscito
Ceglie Messapica




Premiata Grande Orchestra Sinfonica
"Padre Serafino Marinosci"
di Francavilla Fontana.


..........
ed una flotta di bambini festosi
si mise a suonare come fa la banda
........
E tanta gente dai portoni
cantando sbucò
e tanta gente in ogni vicolo
si riversò
.......


Quando la banda era segno di festa,
quando la banda era l'unico modo di poter ascoltare la musica "colta",
quando la banda era scuola di musica ....
da un'intervista a Pietro Principalli:


"Ho iniziato a studiare da giovanissimo, ho studiato musica, insomma ero preso da qualche cosa oltre la sartoria. C'era sempre poco tempo perché la mattina si andava a scuola, il pomeriggio ho incominciato a studiare musica, i compiti dovevo farmeli la sera. E poi non è che c'era tanto tempo per raccontare....
Per esempio, tornando indietro agli anni trenta. Io suonavo già con la banda.
Allora le bande viaggiavano con i traini, con i cavalli, e questa povera gente che si avventurava con i cavalli! Se c'era la salita allora bisognava cambiare il peso, cioè passare avanti il peso, per bilanciare; quando c'era la discesa il contrario. Allora le bande erano voluminose da portare; almeno quaranta elementi. Ci volevano, diciamo, quattro o cinque traini. Si andava non troppo lontano; fino a Lecce, massimo. Per allontanarsi con i cavalli, che so, fino a Bari, ci voleva un sacco di tempo.
Si viaggiava anche di notte, per arrivare la mattina. I mezzi di oggi sono meravigliosi, consentono anche gli spostamenti di centinaia di chilometri, mentre ieri si stringeva nel cerchio di pochi chilometri. Oggi magari si passa dalla Calabria all'Abruzzo.
Nell'esperienza della banda succedono un sacco di storielle. Per esempio allora c'era gente che, malgrado che stava nella banda, erano dei bevitori; e questi bevitori ogni tanto venivano fuori. Molte volte bevevano e davano fastidio. C'erano sempre degli elementi turbolenti, maleducati, e le bande erano cosi. I livelli non sono uguali né artisticamente né come uomini, qualche tafferuglio succedeva!
Molte volte era questione di invidia o di tante cose che succedono nella vita..... L'ospitalità, 1'essere trattati bene o 1'essere trattati meno bene, dipendeva dal comportamento. Magari si arrivava tardi e  venivi preso sott'occhio. Perché allora era rigido: alle otto la banda doveva uscire! Se arrivava alle nove si cominciava che volevano tagliare quando ti pagavano.
Le commissioni, poi, non tutte vengono fatte da persone piuttosto elevate. Ci sono pure gente cafona in mezzo a loro, e questa gente non ti trattava come era necessario.
L'apprezzamento artistico viene anche dalla competenza di chi ti ascolta perche, se c'e gente che ascolta e capisce 1'importanza, 1'apprezzamento viene fatto a un certo livello. Magari c'e gente che applaude solo perche la tromba ha fatto un assolo e magari la banda non serve.
La banda è composta da tante classi: quella dei clarinetti, quella delle trombe, e via di seguito. Se la banda è immersa in tutte queste classi allora la banda corrisponde. Chi la giudica deve essere competente; diversamente non può giudicarla.
Gli arrangiamenti si sono sempre fatti, specialmente nelle bande più mediocri. Magari mancava il flauto. Quella parte a chi la davano? A un piccolo in la bemolle. Allora si impegnava quello strumento al posto del flauto. Era un ripiego, ma se il suonatore era bravo non c'era difficoltà.
Di avventure no, perche la vita mia è stata basata sempre sulla serietà, sull'impegno, non ce ne sono state chiacchiere.
La mia preparazione era da un maestro privato. Noi tenevamo il Maestro Chirico, un bravissimo maestro locale, cegliese. Lui ha fatto tanti allievi bravi. Allora il conservatorio non era uno scherzo, e noi eravamo una famiglia di operai. E chi andava al conservatorio? Allora cosa c'era? Napoli, e come si andava a Napoli? Uno si doveva spostare da qui per andare a Napoli, vivere a Napoli, pagare... No, un artigiano non poteva assolutamente.
lo facevo parte della classe dei clarinetti, pero suonavo il piccolo in la bemolle e non ero inferiore a nessuno, almeno all'epoca mia.
Dall’intervista a Pietro Principalli contenuta in
L. Lezzi, S.Miscuglio, La memoria raccontata–Una ricerca sulla narrativa orale a Ceglie Messapica, Edizioni Aramirè, 2006

sabato 16 agosto 2008

Festa S. Rocco

Enza Pagliara in concerto



Sabato 16 agosto ore 21.30
piazza Plebiscito
Ceglie Messapica


Enza Pagliara, ha portato con la sua voce  il canto tradizionale del salento nei più importanti teatri del mondo tra cui citiamo il Bolshoj di Mosca, Esplanade di Singapore, quello di Hong Kong, è considerata in italia e all’estero una delle più interessanti voci nell’ambito del “canto di tradizione orale italiano”. Ha al suo attivo importanti collaborazioni con artisti di fama mondiale, quali Stewart Copeland ex-Police, Noa, Giovanna Marini, Nuova Compagnia di Canto Popolare,  Canzoniere Italiano, e altri ancora. Voce solista del progetto Notte della Taranta, La Pagliara è stata ospite di Una Notte con Zeus (rai3, 2005), Primo Maggio (rai3, 2004), premio Barocco (rai 1, Gallipoli 2004) , ha inoltre cantato per alcune colonne sonore di Film, documentari, trasmessi dalle reti nazionali.
Blog dell'artista con alcuni brani musicali.

Festa S. Rocco

Enza Pagliara in concerto



Sabato 16 agosto ore 21.30
piazza Plebiscito
Ceglie Messapica


Enza Pagliara, ha portato con la sua voce  il canto tradizionale del salento nei più importanti teatri del mondo tra cui citiamo il Bolshoj di Mosca, Esplanade di Singapore, quello di Hong Kong, è considerata in italia e all’estero una delle più interessanti voci nell’ambito del “canto di tradizione orale italiano”. Ha al suo attivo importanti collaborazioni con artisti di fama mondiale, quali Stewart Copeland ex-Police, Noa, Giovanna Marini, Nuova Compagnia di Canto Popolare,  Canzoniere Italiano, e altri ancora. Voce solista del progetto Notte della Taranta, La Pagliara è stata ospite di Una Notte con Zeus (rai3, 2005), Primo Maggio (rai3, 2004), premio Barocco (rai 1, Gallipoli 2004) , ha inoltre cantato per alcune colonne sonore di Film, documentari, trasmessi dalle reti nazionali.
Blog dell'artista con alcuni brani musicali.

mercoledì 13 agosto 2008

Uno sguardo su Ceglie nella prima metà del '700

LONGIUS HOSTIS ABI TENET HAEC PALATIA


LONGIUS HOSTIS ABI TENET HAEC PALATIA
VIRGO
VIRGO CUI TOTUM MILITAT EMPYRIUM
MDCCXXVI

O nemico, va più lontano, la Vergine difende queste case (opp. questo palazzo)
la Vergine in favore della quale combatte l’intera milizia celeste.
1726


Questa iscrizione apotropaica, “che chiama in causa i soggetti quotidiani dell’esperienza del sacro”, è posta in vico I Annunziata al numero 9 nel centro storico di Ceglie Messapica ed è stata attribuita dal prof. Cosimo Francesco Palmisano in Mala cuncta … vos spernam (C.R.S.E.C. 21,1997) all’arciprete Donato Maria Lombardi (1688-1752), valente latinista ,”Utroque Iure Doctor” et “Abbas”.
In occasione della Visita Pastorale di Mons. Castrese Scaia l’arciprete della Chiesa Madre, Donato Maria Lombardi, prepara una relazione datata 15/01/1748.
"Uno sguardo su Ceglie nella prima metà del '700" di Don Gianfranco Gallone si occupa dello studio di questa relazione.
Questa sera a Ceglie Messapica, alle ore 19.30, ci sarà la presentazione ufficiale del libro sul sagrato della Chiesa Madre.

Uno sguardo su Ceglie nella prima metà del '700

LONGIUS HOSTIS ABI TENET HAEC PALATIA


LONGIUS HOSTIS ABI TENET HAEC PALATIA
VIRGO
VIRGO CUI TOTUM MILITAT EMPYRIUM
MDCCXXVI

O nemico, va più lontano, la Vergine difende queste case (opp. questo palazzo)
la Vergine in favore della quale combatte l’intera milizia celeste.
1726


Questa iscrizione apotropaica, “che chiama in causa i soggetti quotidiani dell’esperienza del sacro”, è posta in vico I Annunziata al numero 9 nel centro storico di Ceglie Messapica ed è stata attribuita dal prof. Cosimo Francesco Palmisano in Mala cuncta … vos spernam (C.R.S.E.C. 21,1997) all’arciprete Donato Maria Lombardi (1688-1752), valente latinista ,”Utroque Iure Doctor” et “Abbas”.
In occasione della Visita Pastorale di Mons. Castrese Scaia l’arciprete della Chiesa Madre, Donato Maria Lombardi, prepara una relazione datata 15/01/1748.
"Uno sguardo su Ceglie nella prima metà del '700" di Don Gianfranco Gallone si occupa dello studio di questa relazione.
Questa sera a Ceglie Messapica, alle ore 19.30, ci sarà la presentazione ufficiale del libro sul sagrato della Chiesa Madre.

martedì 12 agosto 2008

Alto Salento FolkfEst

Le Risonanze Folk, gruppo di Villa Castelli (BR), nascono nel 2004 da vari membri di noti gruppi locali. La loro passione per il folk-rock e per la musica popolare pugliese, li ha spinti dopo varie esperienze in gruppi rock, a creare questo progetto, detto appunto Risonanze Folk, che si spinge ad esplorare sonorità balcaniche, melodie irlandesi e musica popolare pugliese e in generale del sud-Italia, senza dimenticare un certo spirito rock, con strumenti "tradizionali" come l'organetto, le tammorre e la chitarra battente affiancati alle chitarre elettriche e alle tastiere. South Italy Combat Folk è stato definito il loro genere. Oltre a pezzi propri il loro repertorio spazia dai Folkabbestia ai Modena City Ramblers, da Fabrizio De Andrè a famosi pezzi folk.
Fonte
Sito del gruppo


Risonanze Folk


 


Mercoledì 13 agosto, ore 22.00
Piazza Plebiscito
Ceglie Messapica (BR)



 


Fa parte del gruppo Domenico Nisi, al violino, di Ceglie Messapica.

Alto Salento FolkfEst

Le Risonanze Folk, gruppo di Villa Castelli (BR), nascono nel 2004 da vari membri di noti gruppi locali. La loro passione per il folk-rock e per la musica popolare pugliese, li ha spinti dopo varie esperienze in gruppi rock, a creare questo progetto, detto appunto Risonanze Folk, che si spinge ad esplorare sonorità balcaniche, melodie irlandesi e musica popolare pugliese e in generale del sud-Italia, senza dimenticare un certo spirito rock, con strumenti "tradizionali" come l'organetto, le tammorre e la chitarra battente affiancati alle chitarre elettriche e alle tastiere. South Italy Combat Folk è stato definito il loro genere. Oltre a pezzi propri il loro repertorio spazia dai Folkabbestia ai Modena City Ramblers, da Fabrizio De Andrè a famosi pezzi folk.
Fonte
Sito del gruppo


Risonanze Folk


 


Mercoledì 13 agosto, ore 22.00
Piazza Plebiscito
Ceglie Messapica (BR)



 


Fa parte del gruppo Domenico Nisi, al violino, di Ceglie Messapica.

sabato 9 agosto 2008

Emilio Notte a Villa d'Este

Quando Villa d'Este a Tivoli entrò a far parte delle proprietà dello Stato Italiano, fu aperta al pubblico e interamente restaurata negli anni 1920-30. L’esecuzione del fregio di una sala del palazzo fu affidata al pittore Emilio Notte.
Villa d'Este, il capolavoro del giardino "all'italiana" ideato da Pirro Ligorio per il cardinale Ippolito II d'Este, ha rappresentato una novità assoluta nel panorama delle ville del XVI secolo.
Con la nomina a Governatore di Tivoli nel 1550 Ippolito II inizia a concepire il grandioso progetto di trasformazione dell'antico monastero annesso alla chiesa di S. Maria Maggiore e dei terreni circostanti in un insieme residenziale degno di competere con la Villa imperiale di Adriano.
Mai prima di allora, ad eccezione dei modelli antichi, la natura e 1'orografia del luogo erano state così massicciamente rimodellate per articolare il giardino in pendii e terrazzi digradanti, con un'impresa che destò lo stupore dei contemporanei. Per la grandiosità dell'impresa, la ricchezza delle decorazioni e la straordinaria varietà dei giochi d'acqua, Villa d'Este ebbe immediata celebrità tra i contemporanei e costituì un modello in Europa fino all’affermarsi del “giardino francese" di Versailles e Vaux-Le-Vicomte.
Le sale del Palazzo vennero decorate sotto la direzione di protagonisti del tardo manierismo romano come Livio Agresti, Federico Zuccari, Durante Alberti, Girolamo Muziano, Cesare Nebbia e Antonio Tempesta. La sistemazione era quasi completata alla morte del cardinale (1572).


Emilio Notte - Villa d


Foto AhiCeglie


Descrizione della Sala delle Arti e Mestieri:
“Nel 1925, quando la villa era oramai proprietà dello stato, venne realizzata la piacevole decorazione di gusto eclettico del fregio eseguita a tempera dal pittore Emilio Notte (1891-1982), che tenta di stabilire una assonanza figurativa con le decorazioni cinquecentesche, mantenendo lo schema compositivo e tematico degli ambienti che precedono. Accanto ai ridondanti cartigli neocinquecenteschi con medaglioni ispirati alla mitologia tiburtina troviamo però, al posto delle consuete virtù o divinità, una serie di dodici figure che impersonano le corporazioni di arte e mestieri di Tivoli, affiancando la figura paludata di Tibur Superbum che sfoglia il libro degli statuti civici. Vediamo così succedersi i Falegnami,i Muratori,i Fabbri,gli Asinari,i Carrettieri,gli Ortolani,i Calzolai,i Mercanti e Sarti,i Mulinari,i Macellai e i Buttari. Secondo le cronache, per tali figure avrebbero posato veri artigiani, commercianti e contadini di Tivoli.”
In realtà oggi sappiamo che i diversi volti appartengono ai cittadini di Castel Madama, luogo di origine e residenza di Attilio Rossi, Conservatore onorario della villa.

Emilio Notte a Villa d'Este

Quando Villa d'Este a Tivoli entrò a far parte delle proprietà dello Stato Italiano, fu aperta al pubblico e interamente restaurata negli anni 1920-30. L’esecuzione del fregio di una sala del palazzo fu affidata al pittore Emilio Notte.
Villa d'Este, il capolavoro del giardino "all'italiana" ideato da Pirro Ligorio per il cardinale Ippolito II d'Este, ha rappresentato una novità assoluta nel panorama delle ville del XVI secolo.
Con la nomina a Governatore di Tivoli nel 1550 Ippolito II inizia a concepire il grandioso progetto di trasformazione dell'antico monastero annesso alla chiesa di S. Maria Maggiore e dei terreni circostanti in un insieme residenziale degno di competere con la Villa imperiale di Adriano.
Mai prima di allora, ad eccezione dei modelli antichi, la natura e 1'orografia del luogo erano state così massicciamente rimodellate per articolare il giardino in pendii e terrazzi digradanti, con un'impresa che destò lo stupore dei contemporanei. Per la grandiosità dell'impresa, la ricchezza delle decorazioni e la straordinaria varietà dei giochi d'acqua, Villa d'Este ebbe immediata celebrità tra i contemporanei e costituì un modello in Europa fino all’affermarsi del “giardino francese" di Versailles e Vaux-Le-Vicomte.
Le sale del Palazzo vennero decorate sotto la direzione di protagonisti del tardo manierismo romano come Livio Agresti, Federico Zuccari, Durante Alberti, Girolamo Muziano, Cesare Nebbia e Antonio Tempesta. La sistemazione era quasi completata alla morte del cardinale (1572).


Emilio Notte - Villa d


Foto AhiCeglie


Descrizione della Sala delle Arti e Mestieri:
“Nel 1925, quando la villa era oramai proprietà dello stato, venne realizzata la piacevole decorazione di gusto eclettico del fregio eseguita a tempera dal pittore Emilio Notte (1891-1982), che tenta di stabilire una assonanza figurativa con le decorazioni cinquecentesche, mantenendo lo schema compositivo e tematico degli ambienti che precedono. Accanto ai ridondanti cartigli neocinquecenteschi con medaglioni ispirati alla mitologia tiburtina troviamo però, al posto delle consuete virtù o divinità, una serie di dodici figure che impersonano le corporazioni di arte e mestieri di Tivoli, affiancando la figura paludata di Tibur Superbum che sfoglia il libro degli statuti civici. Vediamo così succedersi i Falegnami,i Muratori,i Fabbri,gli Asinari,i Carrettieri,gli Ortolani,i Calzolai,i Mercanti e Sarti,i Mulinari,i Macellai e i Buttari. Secondo le cronache, per tali figure avrebbero posato veri artigiani, commercianti e contadini di Tivoli.”
In realtà oggi sappiamo che i diversi volti appartengono ai cittadini di Castel Madama, luogo di origine e residenza di Attilio Rossi, Conservatore onorario della villa.

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