.

Na strende m'agghje 'ndise atturne o core / de fueche. Na u fa cchjù, ca pozze more. Da “Nu viecchju diarie d'amore” di Pietro Gatti

mercoledì 19 aprile 2017

Le processioni dell'Addolorata

I testi e le foto pubblicate nella mostra organizzata dall'Archeoclub di Ceglie sui Riti della Settimana Santa.

Anni '40 - Processione dell'Addolorata dei Cappuccini in via Umberto I
(fototeca "Michele Ciracì")
Restauro a colori di Francesco Moro

Le processioni dell'Addolorata nella tradizione del Giovedì Santo cegliese
di Francesco Moro, Oronzo Suma e Giuseppe Lodedo

I riti del Giovedì Santo costituiscono una delle nostre più importanti tradizioni religiose, cancellate dallo scorrere del tempo, ma presenti nella memoria delle persone anziane e nella documentazione storica, musicale e fotografica. Come segni tangibili di tali riti , tra l’altro, restano 5 delle 6 statue raffiguranti la Madonna Addolorata, portate un tempo in processione tra il Giovedì e il Venerdì Santo, una delle "unicità" dei riti della Settimana Santa della città di Ceglie Messapica rispetto ai comuni vicini e altre località del Sud Italia.
I riti del Giovedì Santo erano sicuramente l'elemento caratterizzante della Settimana Santa Cegliese; infatti, per le vie della città tra le ore 10:00 del Giovedì e l'alba del Venerdì Santo sfilavano ben sei cortei sacri.
La peculiarità della tradizione cegliese è da individuarsi proprio nel numero delle processioni dedicate all'Addolorata, come detto 6, e alla loro durata temporale di quasi 24 ore, alle quali l'intera popolazione partecipava con grande devozione. Tutte le statue erano adornate con preziosi oggetti donati dai fedeli come ex voto.  
La devozione del popolo cegliese nei confronti della Madonna Addolorata è ancora oggi testimoniata dalla presenza in alcune case cegliesi di campane di vetro, contenenti questo simulacro. Nelle case di alcuni notabili era possibile vedere statue, raffiguranti la Madonna Addolorata ad  altezza naturale.

1 commento:

  1. Si potrebbero riprendere queste antiche tradizioni come un fatto culturale e turistico

    RispondiElimina