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Na strende m'agghje 'ndise atturne o core / de fueche. Na u fa cchjù, ca pozze more. Da “Nu viecchju diarie d'amore” di Pietro Gatti

giovedì 17 gennaio 2019

Paese mio Vivrai


Cari/e vi passo la cover del mio ultimo libro di memorialistica e storia "Paese Mio Vivrai" illustrato dalla foto del bravo fotografo Vincenzo Suma. Il libro sarà disponibile negli store della youcanprint e dai primi giorni di febbraio anche presso l'edicola di Viale Aldo Moro,1 e, se volete, potete anche prenotarlo presso l'edicola stessa. 
"Paese Mio Vivrai" analizza la vita sociale, culturale e politica di Ceglie nel primo ventennio del nuovo secolo attraverso ritratti di cegliesi nel mondo della ricerca, delle professioni, del cinema, dell'enogastronomia e dell'artigianato. I nuovi alfabeti sono analizzati con interviste a blogger, politici e intellettuali che si sono distinti in questo scorcio di secolo. Il testo è corredato da analisi critiche sulle nuove tendenze figurative e letterarie cegliesi. Il libro cerca di trovare ed indicare un senso e una prospettiva per la nostra comunità che ormai vive nella postmodernità.

mercoledì 16 gennaio 2019

Il trullo di zio Michele


Domenica 20 gennaio, alle ore 20.00, l'Associazione Culturale socio-ricreativo Centro Anziani di Ceglie Messapica propone una serata di puro divertimento con l'Associazione Teatrale  di Montalbano, "Gli Amici di Giùáannéedd", che presenteranno una loro commedia in dialetto locale.
E' una delle tante attività culturali e sociali, a scopo benefico, del Centro Anziani per la rivalutazione della lingua dialettale in genere, degli usi e dei costumi dei nostri nonni e, da non sottovalutare, per i vari momenti di incontri con persone e personaggi di una realtà simile alla nostra. 
Appuntamento, quindi, con "Gli Amici di Giùáannéedd" per assistere al loro lavoro teatrale: "Uú káasìidd d z' Mkéel" - (Il trullo di zio Michele).  Fatti e misfatti di vita quotidiana. Una commedia ambientata  dapprima negli '30, per poi passare agli anni '70 ed, infine, arrivare ai giorni nostri. Il ricavato sarà devoluto in beneficenza.


martedì 15 gennaio 2019

5° Corri a Ceglie

Gara Podistica sulla distanza di 10 km - 1^ Tappa del Trofeo sulle Vie di Brento 2019
L'A.S.D. “ATLETICA CEGLIE MESSAPICA”, con l’autorizzazione della FIDAL BRINDISI e con il patrocinio della CITTÀ DI CEGLIE MESSAPICA,
INDICE ED ORGANIZZA,
Domenica 20 gennaio 2019, ore 9:30 la “5a CORRI A CEGLIE“
Gara provinciale competitiva di corsa su strada di km 10 (dieci)
1a Tappa del Circuito provinciale “Sulle Vie di Brento 2019”
Il primo assoluto 2018 Luigi Zullo
La gara si svolgerà nel centro cittadino della città messapica, con partenza ed arrivo in via S. Rocco.
Regolamento della manifestazione e iscrizioni
Alla gara di km 10 (dieci) possono partecipare:
 - Atleti tesserati FIDAL delle categorie maschili e femminili: Allievi, Juniores, Promesse,
Seniores e Senior Master;
 - Atleti tesserati RunCard FIDAL con tesserino in corso di validità e con allegato certificato
 medico per attività agonistica.
Le iscrizioni dovranno essere effettuate entro e non oltre le ore 24:00 di giovedì 17 gennaio 2019 e saranno interamente gestite attraverso il portale http://www.cronogare.it/.
La quota di partecipazione è fissata in € 5,00 (cinque/00), ovvero € 6,00 (sei/00) per avere diritto al
premio di partecipazione: berretto da running con logo manifestazione e tris biscotto tipico cegliese (garantito per i primi 500 iscritti; gli altri saranno soddisfatti nel giro di qualche giorno).
In collaborazione con ADMO Puglia (Associazione Donatori Midollo Osseo) saranno messi in palio n.6 (sei) premi per i primi 3 “tipizzati” e le prime 3 “tipizzate” (iscritti nel registro ADMO) che comunicheranno all’atto dell’iscrizione, via e-mail ad atleticaceglie@gmail.com il proprio numero di
tessera.
L’assistenza sanitaria durante l’intera manifestazione sarà garantita dalla Croce Rossa Italiana. Il servizio d’ordine, coordinato dalla Polizia Municipale, sarà garantito dalla Protezione Civile e dagli addetti dell’organizzazione. La manifestazione sarà coperta da assicurazione per rischio contro terzi. L'organizzazione declina ogni responsabilità per eventuali danni a persone o cose prima, durante e dopo la gara.
Eventuali reclami dovranno pervenire per iscritto ai giudici di gara entro 15 minuti dall’annuncio dei
risultati, nei modi previsti dalle norme federali.
Tutti gli iscritti alla gara con l’atto dell’iscrizione concedono al Comitato Organizzatore, senza alcun compenso a proprio favore, il diritto di utilizzare foto, filmati etc., ripresi durante la manifestazione, per fini promozionali/pubblicitari e autorizzano l’A.S.D. Atletica Ceglie Messapica al trattamento dei dati personali in conformità al Decreto Legislativo n. 196 del 30.06.2003.
L’atto dell’iscrizione equivale all’accettazione del presente regolamento, che il Comitato Organizzatore si riserva di poter variare per causa di forza maggiore, e per motivi che ritenga opportuno per la migliore riuscita della manifestazione, comunicandolo tempestivamente ai concorrenti.
Il rilevamento dei tempi e l’elaborazione delle classifiche, sarà effettuato con sistema informatico con l’ausilio dei chip che ogni atleta riceverà al ritiro del pettorale e che dovrà restituire all'arrivo. Chi non dovesse restituire il chip dovrà versare all’organizzazione €15,00 (euro-quindici/00).
La gara si svolgerà con qualsiasi condizione atmosferica, ed il tempo massimo a disposizione per
svolgerla sarà di 1 ora e 30 minuti.
La gara si avvarrà della presenza del Gruppo Giudici Gara della FIDAL.
Non saranno accettate iscrizioni, cambi, sostituzioni il giorno della gara. Le Società sono responsabili
dei propri atleti e qualora ci siano scambi di pettorali o chip, il Comitato Provinciale FIDAL penalizzerà la Società e gli atleti con l'azzeramento dei punti acquisiti.
Per quanto non contemplato nel presente regolamento, valgono le norme FIDAL in vigore.

Regolamento tecnico organizzativo:
Ore 08:00 Ritrovo giuria e concorrenti per ritiro pettorali e pacco gara;
Ore 09:30 Partenza gara da Via San Rocco;
A partire dalle ore 11:00 Premiazioni maschili e femminili:
- I primi 3 giunti al traguardo;
I primi 3 di tutte le categorie (Allievi, Juniores,Promesse categoria unificata);
- I primi 3 “tipizzati” ADMO giunti al traguardo;
- La prima Società col maggior numero di atleti giunti al traguardo (4° Trofeo Sant’Antonio Abate in
valle d’Itria)
I premi non sono cumulabili.
Il Presidente A.S.D. ATLETICA CEGLIE MESSAPICA
 Giuseppe Oliva

C.P. FIDAL BRINDISI: SI APPROVA
Il presente regolamento viene approvato dal C.P. FIDAL Brindisi per le parti che competono, in osservanza alle “Norme per l’organizzazione delle manifestazioni 2019”, approvate dal Consiglio Federale della FIDAL, nonché alla normativa vigente in materia di “Tutela della salute” per l’attività agonistica e non, con specifico riferimento all’Atletica Leggera.
Brindisi, 20 dicembre 2018
 Il Delegato al Settore Master Il Presidente Fidal Brindisi
 Ferdinando Dragone Giancosimo Pagliara

lunedì 14 gennaio 2019

Sezione Greca dell’AEDE in visita a Ceglie

Questa mattina il Presidente Christos Collocas e la Segretaria Generale Panagiota Jiulia Karadima della Sezione Greca dell’AEDE (Associazione Europea degli Insegnanti) sono stati in visita a Ceglie Messapica. I rappresentanti greci erano accompagnati dal nostro concittadino il Preside Silvano Marseglia Presidente Europeo AEDE. Un bel confronto tra realtà culturali che condividono i valori fondativi dell’Europa nata dalle radici greche, romane e cristiane.
Hanno accolto i responsabili dell’AEDE presso il Municipio di Ceglie Messapica il Sindaco Luigi Caroli e l’Assessore alla Cultura e Associazionismo Antonello Laveneziana.



Attorno ad un tavolo


TEATRO DA MANGIARE?
Teatro delle Ariette
Martedì 15 e mercoledì 16 gennaio| h. 21.00
Teatro Comunale Ceglie Messapica

EVENTO PER  30 COMMENSALI
Stagione Teatrale di Prosa organizzata in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese


Ritornano, dopo tre anni, a Ceglie Messapica gli amici del Teatro delle Ariette con lo spettacolo "Teatro da mangiare?". 

"Sì, al Teatro da mangiare? si mangia davvero, si mangiano le cose che facciamo da ventuno anni, da quando è cominciata la nostra vita di contadini. 
Si mangiano le cose che coltiviamo e trasformiamo nella nostra azienda agricola, che tiriamo fuori dalla nostra terra. Seduti attorno a un tavolo, preparando e consumando un vero pasto, raccontiamo a modo nostro la nostra singolare esperienza di contadini-attori: dieci anni di vita in campagna e di teatro fatto fuori dai teatri. 
Attorno al grande tavolo dove ci ritroviamo, attori e spettatori, si compie un rito così profondamente umano da catapultarci nel cuore del nostro presente,  senza mediazione, nell'evidente e disarmante verità delle nostre vite."

ATTORNO A UN TAVOLO
Teatro delle Ariette
Giovedì 17 e venerdì 18 gennaio| h. 21.00
Teatro Comunale Ceglie Messapica

EVENTO PER  30 COMMENSALI 
Stagione Teatrale di Prosa organizzata in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese

Uno spazio scenico condiviso: una Cucina. Un grande tavolo al centro. Attorno ci sono tavoli da lavoro, forno, pentole, fornelli, taglieri e mattarelli.  Paola, Stefano e Maurizio accolgono gli spettatori, li fanno accomodare attorno al tavolo e apparecchiano. 
Così comincia la cena (o il pranzo) e i tre attori, servendo acqua e vino, focacce, formaggio, verdure e tagliatelle, raccontano storie di vita (di teatro, di agricoltura, di paura di volare, di amici e di cinghiali), esperienze personali, piccoli fallimenti apparentemente senza importanza, inquietudini che attraversano il nostro presente. 
Lo fanno con leggerezza, senza drammatizzare, piuttosto con la voglia di giocare. 
Nella Cucina-Teatro delle Ariette tentano di creare, per il tempo effimero dello spettacolo, una comunità provvisoria, forse ancora possibile. 


Il Teatro delle Ariette è un’ associazione culturale che produce, studia, organizza e promuove teatro. 
E’ nata nel 1996 e da allora fa teatro nelle case, nei forni, negli ospedali, nelle scuole, per le strade, nelle piazze, persino nei campi e in mezzo alle campagne, ma anche nei teatri e in importanti festival e rassegne teatrali nazionali ed europei. 
I loro spettacoli hanno fatto più di 1500 repliche in sede, sul territorio e in tournée in Italia e in Europa (Germania, Francia, Spagna, Svizzera, Belgio, Portogallo). 
I loro spettacoli affrontano spesso i temi autobiografici del rapporto dell’uomo con le materie prime, con gli animali, con gli altri uomini e con la terra, ne accettano le contraddizioni, interrogano il proprio passato e il futuro cercando nell’attimo presente una condivisione profonda tra attori e spettatori. 
In questi spettacoli, oltre ai pensieri e ai sentimenti, si maneggiano mattarelli, farina, acqua, coltelli e piatti, formaggi, carote, uova, animali, musica di canzoni e suoni di attrezzi, si parla di amore, di gioia, di vita e di morte. 
Il nome dell’Associazione viene dal nome del podere dove ha sede: Le Ariette (Castello di Serravalle, ora Valsamoggia, in provincia di Bologna), dove dal 1989 Paola Berselli e Stefano Pasquini (due dei soci fondatori) conducono l’omonima azienda agricola. 

sabato 12 gennaio 2019

Peter Pan



Il posto delle favole
PETER PAN
Una storia di pochi centimetri e piume
Compagnia Teatrale Eccentrici Dadarò
Domenica 13 gennaio ore 17.30
Teatro Comunale - Ceglie Messapica 

Un sogno o una storia vera.. un viaggio oppure no.. una storia che racconta dei grandi e dei piccoli: dei grandi che dimenticano e di quelli che cercano di ricordare.. di chi ha smesso e di chi continua a guadare le stelle.. dei genitori e dei figli: un invito a darsi la mano per non avere paura di cercare orizzonti lontani.

Uno spettacolo nato per i bambini e consigliato agli adulti…per accompagnare in volo”Arturo”, un professore che crede soltanto ai numeri, allergico alla parola fantasia, e Wendy, sua figlia, in fuga per non diventare grande.. alla ricerca di Peter Pan, l’eterno bambino fuggito a soli sette giorni di vita.. e un’Isola di piume leggere, bolle di sapone e navi invisibili… per riaprire una finestra sbarrata da troppo tempo… e forse scoprire che diventare grandi non significa dimenticare di aver avuto un giorno le ali.

Premi
vincitore premio ETI Stregagatto “Visioni d’infanzia” 2004 
MIGLIORE COMPAGNIA EMERGENTE
Vincitore Premio Benevento Città Ragazzi 2004 

Formula BENVENUTI NONNI: per ogni bambino pagante un nonno entra gratis 
E' consigliata la prenotazione al 389 265 6069. 
I biglietti al botteghino dovranno essere ritirati entro le ore 17. In caso contrario, la prenotazione decade.



venerdì 11 gennaio 2019

Il Castello di Vito Elia

Foto matteobigi
Egr. Direttore,
seguo con autentica sofferenza le vicissitudini che accompagnano la parte più antica e la torre merlata del castello ducale di Ceglie Messapica, la mia amata città natia. La mia viva speranza è che veramente ora si sia finalmente compreso che non è più concesso attendere altro tempo, perché tutto il complesso castellare venga messo in sicurezza, evitando altri nuovi crolli e sottoponendo a restauro un patrimonio immobiliare che non è solo dei cegliesi, ma che appartiene a tutti coloro a cui sta veramente a cuore non solo la particolare architettura del manufatto fortificato, ma la sua lunga storia, scritta attraverso il procedere dei secoli. 
Io credo di essere tra i pochi fortunati a cui è stato concesso l'onore di salire sino in cima alla torre merlata, molti e molti anni or sono, ciò che allo stato delle cose non è più possibile ad alcuna altra persona. Anche per questa amara constatazione, ritengo sia giunto il momento di fare in fretta per regalare ai cegliesi e al movimento turistico un altro pezzo consistente del maniero che, ne sono certo, oltre a rappresentare un ulteriore potenziale contenitore culturale futuro, saprà dare un contributo importante alla città di Ceglie, per
Foto Lorenzo Melle
divenire sempre più attraente. Desidero, anzi voglio, fortissimamente voglio ripetere l'esperienza vissuta molti anni addietro, risalendo in cima alla torre dove, posso garantire, ci si sente proiettati nel cielo infinito. Ma questa volta lo voglio fare pagando il biglietto, come ho fatto ripetutamente, visitando le più celebri torri italiane, da quella senese di Piazza del Campo a quella pisana di Piazza dei Miracoli, solo per citarne alcune. Pagare il biglietto, per salire in cima alla torre, è doveroso ed è una soluzione ottimale irrinunciabile, per procacciarsi risorse per un'altrettanta irrinunciabile manutenzione ordinaria e continua nel tempo.
E' per queste motivazioni che ho pensato bene di dedicare a tutti i cegliesi un mio modesto scritto aggiuntivo, la cui enfasi letteraria altro non vuole che esaltare la sensazione di inenarrabile meraviglia provata da chi scrive in cima alla torre merlata, nella speranza che tutto ciò funga da catalizzatore di un fare che, è mio auspicio, accenda sino in fondo le energie di tutti i cegliesi, e delle istituzioni, verso un improcrastinabile immediato restauro del più insigne dei monumenti cegliesi, in cui è possibile riscontrare buona parte del nostro Genius loci.
L'occasione mi giunge propizia per augurare a Lei e a tutti i cittadini cegliesi, nessuno escluso, un meraviglioso anno 2019.

Vito Elia

In cima alla torre merlata del Castello ducale di Ceglie Messapica
(tra sogno e realtà)

Foto Alberica Suma
Sono ormai trascorsi quasi cinquant'anni dal giorno in cui l'allora mia fidanzatina lasciò, unitamente alla sua famiglia, l'appartamento situato proprio sopra l'ingresso del castello ducale di Ceglie Messapica, per potersi trasferire in altra abitazione della medesima città. Ora che ci penso, chissà quante volte ho fatto su e giù per quelle scale, quelle lunghe e ripide scale che, partendo dal cortile interno del castello, e poggiando su una delle sue parti più antiche, portano a quella dimora. E chissà quante volte ho mirato e contemplato ogni angolo del vecchio maniero. Chissà quante volte mi sono chiesto cosa vi fosse al di là della vetusta parete della torre normanna e chissà quante volte ho fantasticato su cosa avrei potuto ammirare, stando sulla vetta della torre merlata, proprio in cima al punto più alto di città, dove nessuno o quasi ha mai osato.
E' vero, a volte i sogni diventano realtà, ma occorre crederci, occorre perseveranza ed io ci ho creduto e perseverato. Mi spiego. Per quanto lunghe e verticali e mi portassero dalla mia amata, salire quelle scale ripetutamente non mi è più bastato. Poco per volta, ho avvertito l'insorgere di un desiderio, che è andato crescendo salita dopo salita, alzata dopo pedata, sino a divenire un'ossessione, per carità, una
Foto Domenico Demitri
piacevole, irresistibile e seducente ossessione. Quella torre merlata, che domina l'urbe messapica e il territorio tutt'intorno a perdita d'occhio, tanto amata ed ammirata dai cegliesi, appariva ai miei occhi tanto misteriosa quanto irraggiungibile, un tabu', insomma un sito interdetto, di una interdizione insopportabile non solo per me, ma credo, senza timore di essere smentito, per l'intera cittadinanza. Eppure, quella torre merlata era lì, ed era come stampata da secoli negli occhi e nei cuori tutti dei cegliesi, come una cosa propria che ci apparteneva, ma paradossalmente lontana nella sua misteriosa maestosità, quasi fosse irraggiungibile dimora degli dei.
Si sa, quando si è giovani, spesso i tabù finiscono per cadere, ma bisogna crederci, occorre volerli infrangere, mettendosi in gioco. Io a tutto ciò vi ho ottemperato.
 A quel tempo, ad abitare una delle parti padronali del castello, ormai quasi disabitato, vi era ancora una coppia di attempati signori. Non una coppia qualsiasi, di umili natali, ma una coppia entro cui scorreva aristocratico sangue, quello dei Verusio, nobile casato napoletano ed ultimi possessori, in ordine di tempo, dello storico maniero.
 Ebbene si, devo proprio a quella nobile coppia se mi è stato possibile ciò che prima poteva sembrare assolutamente impossibile. E lo stato d'animo d'un colpo s'è fatto di impazienza, di ansia di scoperta, di trepidazione diffusa, persino di sogno ad occhi aperti. Sapere di stare sul punto di compiere qualcosa al di fuori dell'ordinario, in quel contesto storico-ambientale, personalmente mi dava la netta sensazione di non starci più nella pelle. Pensate, un tabù stava per essere infranto, quella torre, alta ed irraggiungibile agli occhi miei, e non solo miei, stava per essere raggiunta e domata, quasi fosse alta vetta di montagna.
Foto Gianluca Laneve
Se la memoria non mi inganna, saremo stati in tre, io, la mia fidanzatina A. e suo fratello C. ad avere il sommo piacere di compiere l'impresa. Esatto impresa!, quantunque si trattasse di una operazione di una scontata normalità per qualsivoglia altro luogo, qui la cosa acquisiva il sapore di una vera e propria impresa, riservata a pochi intimi. E già fantasticavo, ripeto, sognavo ad occhi aperti, pregustandone la eccitante avventura. Come per incanto, sinestesia diffusa attraversava una dopo l'altra le stanze del maniero, come attraversare secoli di storia locale, ali ai piedi, senza far rumore, risucchiati da due avvolgenti ali festanti di casati nobiliari, bucando spazi e luci d'altri tempi, come in una favola infinita.
Così, se a spalancarci le porte v'erano stati i Verusio, ecco apparire nel primo tratto da un lato i Pagano, dall'altro i Lubrano, quindi a seguire i Sisto y Britto, ma ecco ancora Svevi e Angioini, tra un tripudio di stendardi e stemmi araldici, di gonfaloni e coccarde, di scudi ed armature, di merletti e drappi d'oro, di seta jacquardati, in un'atmosfera solenne, ma festosa al tempo stesso, sublimata da soavi note e canti celestiali di stuoli di dolci creature, al nobil comando di Lionardo Leo, così, lungo tutto il nostro lento ma fluido e ovattato procedere, verso il cielo. No!, non eravamo soli nella nostra ascesa verso quell'olimpo nostrano, ovunque presenze palpabili, tra effluvi di inebrianti essenze e l'eco di voci remote eppur vicine, sotto una pioggia vellutata di petali di rose, sino all'imbocco dell'ultima rampa di scale, dove un fascio di luce sempre più fitta prendeva, poco alla volta, posto alle ombre e luci d'un chiaro stampo caravaggésco, restituendo il volto splendente d'Aurelia Sanseverino, la nostra Venere, l'immeritata dea della nostra lucente Kailia.
Finalmente, sfolgorante è l'approdo, il parto, nel punto  più alto, in cima al colle più alto di città, come sputati fuori da un opercolo, come feti eruttati dal ventre materno, là, dove finisce il possente maniero e comincia il celeste soffitto, l'immenso, lo sterminato, l'etereo cielo, entro cui si scaglia, gagliarda e padrona, la bella torre merlata, fin sopra la croce più alta dell'urbe antica.
E' lì che, volgendo a destra e a manca e su e giù, i miei occhi, stupiti e rapiti, si sono d'un tratto illuminati d'immenso.
Goduria allo stato puro, in sinestesia multi sensoriale, incommensurabile, totalizzante.
L'apoteosi.

Vito Elia


La notte nazionale del liceo classico



La V edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico, nata da un’idea del prof. Rocco Schembra, docente di Latino e Greco presso il Liceo Classico Gulli e Pennisi di Acireale (CT), vedrà la partecipazione del Liceo Classico di Ceglie Messapica assieme ad altri 433 Licei Classici sparsi su tutto il territorio italiano.
In contemporanea dalle 18:00 alle 24:00, le scuole aprono le loro porte alla cittadinanza e gli studenti dei Licei Classici d’Italia si esibiscono in svariate performances: maratone di letture di poeti antichi e moderni; drammatizzazioni in italiano e in lingua straniera; esposizioni di arti plastiche e visive; concerti ed attività musicali e coreutiche; presentazioni di libri e incontri con gli autori; cortometraggi e cineforum; esperimenti scientifici; degustazioni a tema e ispirate al mondo antico … e molto altro ancora, lasciato alla libera inventiva e creatività dei giovani guidati dai loro docenti.