.

Na strende m'agghje 'ndise atturne o core / de fueche. Na u fa cchjรน, ca pozze more. Da “Nu viecchju diarie d'amore” di Pietro Gatti

martedรฌ 12 agosto 2008

Alto Salento FolkfEst

Le Risonanze Folk, gruppo di Villa Castelli (BR), nascono nel 2004 da vari membri di noti gruppi locali. La loro passione per il folk-rock e per la musica popolare pugliese, li ha spinti dopo varie esperienze in gruppi rock, a creare questo progetto, detto appunto Risonanze Folk, che si spinge ad esplorare sonorità balcaniche, melodie irlandesi e musica popolare pugliese e in generale del sud-Italia, senza dimenticare un certo spirito rock, con strumenti "tradizionali" come l'organetto, le tammorre e la chitarra battente affiancati alle chitarre elettriche e alle tastiere. South Italy Combat Folk è stato definito il loro genere. Oltre a pezzi propri il loro repertorio spazia dai Folkabbestia ai Modena City Ramblers, da Fabrizio De Andrè a famosi pezzi folk.
Fonte
Sito del gruppo


Risonanze Folk


 


Mercoledì 13 agosto, ore 22.00
Piazza Plebiscito
Ceglie Messapica (BR)



 


Fa parte del gruppo Domenico Nisi, al violino, di Ceglie Messapica.

sabato 9 agosto 2008

Emilio Notte a Villa d'Este

Quando Villa d'Este a Tivoli entrò a far parte delle proprietà dello Stato Italiano, fu aperta al pubblico e interamente restaurata negli anni 1920-30. L’esecuzione del fregio di una sala del palazzo fu affidata al pittore Emilio Notte.
Villa d'Este, il capolavoro del giardino "all'italiana" ideato da Pirro Ligorio per il cardinale Ippolito II d'Este, ha rappresentato una novità assoluta nel panorama delle ville del XVI secolo.
Con la nomina a Governatore di Tivoli nel 1550 Ippolito II inizia a concepire il grandioso progetto di trasformazione dell'antico monastero annesso alla chiesa di S. Maria Maggiore e dei terreni circostanti in un insieme residenziale degno di competere con la Villa imperiale di Adriano.
Mai prima di allora, ad eccezione dei modelli antichi, la natura e 1'orografia del luogo erano state così massicciamente rimodellate per articolare il giardino in pendii e terrazzi digradanti, con un'impresa che destò lo stupore dei contemporanei. Per la grandiosità dell'impresa, la ricchezza delle decorazioni e la straordinaria varietà dei giochi d'acqua, Villa d'Este ebbe immediata celebrità tra i contemporanei e costituì un modello in Europa fino all’affermarsi del “giardino francese" di Versailles e Vaux-Le-Vicomte.
Le sale del Palazzo vennero decorate sotto la direzione di protagonisti del tardo manierismo romano come Livio Agresti, Federico Zuccari, Durante Alberti, Girolamo Muziano, Cesare Nebbia e Antonio Tempesta. La sistemazione era quasi completata alla morte del cardinale (1572).


Emilio Notte - Villa d


Foto AhiCeglie


Descrizione della Sala delle Arti e Mestieri:
“Nel 1925, quando la villa era oramai proprietà dello stato, venne realizzata la piacevole decorazione di gusto eclettico del fregio eseguita a tempera dal pittore Emilio Notte (1891-1982), che tenta di stabilire una assonanza figurativa con le decorazioni cinquecentesche, mantenendo lo schema compositivo e tematico degli ambienti che precedono. Accanto ai ridondanti cartigli neocinquecenteschi con medaglioni ispirati alla mitologia tiburtina troviamo però, al posto delle consuete virtù o divinità, una serie di dodici figure che impersonano le corporazioni di arte e mestieri di Tivoli, affiancando la figura paludata di Tibur Superbum che sfoglia il libro degli statuti civici. Vediamo così succedersi i Falegnami,i Muratori,i Fabbri,gli Asinari,i Carrettieri,gli Ortolani,i Calzolai,i Mercanti e Sarti,i Mulinari,i Macellai e i Buttari. Secondo le cronache, per tali figure avrebbero posato veri artigiani, commercianti e contadini di Tivoli.”
In realtà oggi sappiamo che i diversi volti appartengono ai cittadini di Castel Madama, luogo di origine e residenza di Attilio Rossi, Conservatore onorario della villa.

Emilio Notte a Villa d'Este

Quando Villa d'Este a Tivoli entrò a far parte delle proprietà dello Stato Italiano, fu aperta al pubblico e interamente restaurata negli anni 1920-30. L’esecuzione del fregio di una sala del palazzo fu affidata al pittore Emilio Notte.
Villa d'Este, il capolavoro del giardino "all'italiana" ideato da Pirro Ligorio per il cardinale Ippolito II d'Este, ha rappresentato una novità assoluta nel panorama delle ville del XVI secolo.
Con la nomina a Governatore di Tivoli nel 1550 Ippolito II inizia a concepire il grandioso progetto di trasformazione dell'antico monastero annesso alla chiesa di S. Maria Maggiore e dei terreni circostanti in un insieme residenziale degno di competere con la Villa imperiale di Adriano.
Mai prima di allora, ad eccezione dei modelli antichi, la natura e 1'orografia del luogo erano state così massicciamente rimodellate per articolare il giardino in pendii e terrazzi digradanti, con un'impresa che destò lo stupore dei contemporanei. Per la grandiosità dell'impresa, la ricchezza delle decorazioni e la straordinaria varietà dei giochi d'acqua, Villa d'Este ebbe immediata celebrità tra i contemporanei e costituì un modello in Europa fino all’affermarsi del “giardino francese" di Versailles e Vaux-Le-Vicomte.
Le sale del Palazzo vennero decorate sotto la direzione di protagonisti del tardo manierismo romano come Livio Agresti, Federico Zuccari, Durante Alberti, Girolamo Muziano, Cesare Nebbia e Antonio Tempesta. La sistemazione era quasi completata alla morte del cardinale (1572).


Emilio Notte - Villa d


Foto AhiCeglie


Descrizione della Sala delle Arti e Mestieri:
“Nel 1925, quando la villa era oramai proprietà dello stato, venne realizzata la piacevole decorazione di gusto eclettico del fregio eseguita a tempera dal pittore Emilio Notte (1891-1982), che tenta di stabilire una assonanza figurativa con le decorazioni cinquecentesche, mantenendo lo schema compositivo e tematico degli ambienti che precedono. Accanto ai ridondanti cartigli neocinquecenteschi con medaglioni ispirati alla mitologia tiburtina troviamo però, al posto delle consuete virtù o divinità, una serie di dodici figure che impersonano le corporazioni di arte e mestieri di Tivoli, affiancando la figura paludata di Tibur Superbum che sfoglia il libro degli statuti civici. Vediamo così succedersi i Falegnami,i Muratori,i Fabbri,gli Asinari,i Carrettieri,gli Ortolani,i Calzolai,i Mercanti e Sarti,i Mulinari,i Macellai e i Buttari. Secondo le cronache, per tali figure avrebbero posato veri artigiani, commercianti e contadini di Tivoli.”
In realtà oggi sappiamo che i diversi volti appartengono ai cittadini di Castel Madama, luogo di origine e residenza di Attilio Rossi, Conservatore onorario della villa.

sabato 26 luglio 2008

Ultima serata ieri del CeglieJazz Open Festival 2008

Cegliejazz open festival 08-John Tchicai


John Tchicai & The Open Orchestra

Gianni Lenoci, pianoforte
Antonio Borghini, contrabbasso
Marcello Magliocchi, batteria, percussione
Pasquale Innarella, sax alto, tenore e soprano
Stefano Maltese, sax alto e soprano
John Tchicai, sax tenore, wooden flute
Tony Cattano, trombone
Luca Bonvini trombone, slide trumpet
Angelo Olivieri, tromba, flicorno
Mario Fragiacomo, tromba, flicorno

Ultima serata ieri del CeglieJazz Open Festival 2008

Cegliejazz open festival 08-John Tchicai


John Tchicai & The Open Orchestra

Gianni Lenoci, pianoforte
Antonio Borghini, contrabbasso
Marcello Magliocchi, batteria, percussione
Pasquale Innarella, sax alto, tenore e soprano
Stefano Maltese, sax alto e soprano
John Tchicai, sax tenore, wooden flute
Tony Cattano, trombone
Luca Bonvini trombone, slide trumpet
Angelo Olivieri, tromba, flicorno
Mario Fragiacomo, tromba, flicorno

giovedรฌ 24 luglio 2008

CeglieJazz Open Festival 2008:Comanda Barabba

Comanda Barabba è frutto dell'incontro tra musicisti con provenienze diverse, in senso artistico e geografico, interessati all'esplorazione di forme non convenzionali per l'espressione musicale.Nato da un quartetto di formazione jazzistica, attivo dal 2000 a Bologna, ha poi ampliato il suo organico e ha impostato il proprio repertorio sull'elaborazione di materiale originale. Con lo scopo di creare un suono collettivo diversificato e al contempo corale, il gruppo si è arricchito della collaborazione con i nuovi componenti e con occasionali ospiti, sviluppando così un linguaggio tendente alla contaminazione fra le differenti esperienze di cui i musicisti si fanno portatori, senza compromettere la coerenza e la compattezza di un lavoro costituito in anni di esperienze comuni.Le composizioni sono articolate alternando parti arrangiate in dettaglio a situazioni improvvisative completamente libere o sviluppate partendo da elementi predefiniti, in modo da offrire all'ascoltatore una forma riconoscibile ed efficace, garantendo nel contempo ai singoli la libertà di interpretare lo spazio dedicato all'improvvisazione, secondo il proprio modo di sentire. La musica che ne scaturisce è ogni volta differente, con l'intento di invitare ad un clima di attenzione aperto e svincolato da clichè e consuetudini.
Fonte


24 luglio, Chiesa Matrice ore 21
spazio “What’s new?”


Comanda Barabba


Christian Ferlaino, sax alto e baritono
Tim Trevor-Briscoe, sax alto e tenore
Nicola Guazzaloca, piano
Luca Bernard, contrabbasso
Gaetano Alfonsi, batteria

CeglieJazz Open Festival 2008:Comanda Barabba

Comanda Barabba è frutto dell'incontro tra musicisti con provenienze diverse, in senso artistico e geografico, interessati all'esplorazione di forme non convenzionali per l'espressione musicale.Nato da un quartetto di formazione jazzistica, attivo dal 2000 a Bologna, ha poi ampliato il suo organico e ha impostato il proprio repertorio sull'elaborazione di materiale originale. Con lo scopo di creare un suono collettivo diversificato e al contempo corale, il gruppo si è arricchito della collaborazione con i nuovi componenti e con occasionali ospiti, sviluppando così un linguaggio tendente alla contaminazione fra le differenti esperienze di cui i musicisti si fanno portatori, senza compromettere la coerenza e la compattezza di un lavoro costituito in anni di esperienze comuni.Le composizioni sono articolate alternando parti arrangiate in dettaglio a situazioni improvvisative completamente libere o sviluppate partendo da elementi predefiniti, in modo da offrire all'ascoltatore una forma riconoscibile ed efficace, garantendo nel contempo ai singoli la libertà di interpretare lo spazio dedicato all'improvvisazione, secondo il proprio modo di sentire. La musica che ne scaturisce è ogni volta differente, con l'intento di invitare ad un clima di attenzione aperto e svincolato da clichè e consuetudini.
Fonte


24 luglio, Chiesa Matrice ore 21
spazio “What’s new?”


Comanda Barabba


Christian Ferlaino, sax alto e baritono
Tim Trevor-Briscoe, sax alto e tenore
Nicola Guazzaloca, piano
Luca Bernard, contrabbasso
Gaetano Alfonsi, batteria

CeglieJazz Open Festival 2008:Prima serata.

Cegliejazz open festival 08-Jazzerie

CeglieJazz Open Festival 2008:Prima serata.

Cegliejazz open festival 08-Jazzerie

martedรฌ 22 luglio 2008

CeglieJazz Open Festival 2008

logoInizia mercoledì 23 luglio, alle 21 in largo Ognissanti, la quarta edizione del CeglieJazz Open Festival, rassegna dedicata al jazz di ricerca che si caratterizza per la presentazione di produzioni originali e per la documentazione discografica.


Al sassofonista Mario Schiano è dedicata questa edizione del CeglieJazz Open Festival (21-25 luglio), manifestazione che, ospitando esponenti “radicali” come il contrabbassista William Parker, il batterista Hamid Drake e il pianista Matthew Shipp, in pochi anni si è imposta con il suo sguardo sul free storico e i rapporti con il jazz contemporaneo. Il successo della manifestazione è sottolineato dal patrocinio di Radio3, della SIdMA (Società Italiana di Musicologia Afroamericana) e di All About Jazz.


In realtà il festival è già iniziato con il workshop di composizione jazz condotto da John Tchicai presso il conservatorio "Nino Rota" di Monopoli.


Il primo concerto, che sarà preceduto da una proiezione video in ricordo di Mario Schiano, prevede l’esibizione di  JAZZERIE '08, progetto in esclusiva del Festival. Il gruppo pugliese si riunisce a distanza di venti anni, quando si impose in piena epoca “fusion” con il suo jazz fresco ed elegante, dal carattere corposo e dalle ricche trame armoniche.


 


JAZZERIE '08


Roberto Ottaviano, sax


Nico Stufano, chitarra


Maurizio Quintavalle, contrabbasso


Mimmo Campanale, batteria


Chi sono?


Clicca sul nome.



Molto spesso la musica sa essere apparentemente in­comprensibile. E dico apparentemente perché è soltanto un'illusione. La musica si comprende anche quando non si comprende, anche quando le parole cantate sembrano un codice segreto. Avviene la stessa cosa, Andrea, anche quando ci sono parole da tradurre, anche quando ci sono soltanto note, che non significano nient'altro che quello che significano: interruttori della sensibilità, interruttori che accendono emozioni intermittenti, senza che nessuno sia mai riuscito veramente a capire come le accendono e perché.


Roberto Cotroneo, Chiedimi chi erano i Beatles.

CeglieJazz Open Festival 2008

logoInizia mercoledì 23 luglio, alle 21 in largo Ognissanti, la quarta edizione del CeglieJazz Open Festival, rassegna dedicata al jazz di ricerca che si caratterizza per la presentazione di produzioni originali e per la documentazione discografica.


Al sassofonista Mario Schiano è dedicata questa edizione del CeglieJazz Open Festival (21-25 luglio), manifestazione che, ospitando esponenti “radicali” come il contrabbassista William Parker, il batterista Hamid Drake e il pianista Matthew Shipp, in pochi anni si è imposta con il suo sguardo sul free storico e i rapporti con il jazz contemporaneo. Il successo della manifestazione è sottolineato dal patrocinio di Radio3, della SIdMA (Società Italiana di Musicologia Afroamericana) e di All About Jazz.


In realtà il festival è già iniziato con il workshop di composizione jazz condotto da John Tchicai presso il conservatorio "Nino Rota" di Monopoli.


Il primo concerto, che sarà preceduto da una proiezione video in ricordo di Mario Schiano, prevede l’esibizione di  JAZZERIE '08, progetto in esclusiva del Festival. Il gruppo pugliese si riunisce a distanza di venti anni, quando si impose in piena epoca “fusion” con il suo jazz fresco ed elegante, dal carattere corposo e dalle ricche trame armoniche.


 


JAZZERIE '08


Roberto Ottaviano, sax


Nico Stufano, chitarra


Maurizio Quintavalle, contrabbasso


Mimmo Campanale, batteria


Chi sono?


Clicca sul nome.



Molto spesso la musica sa essere apparentemente in­comprensibile. E dico apparentemente perché è soltanto un'illusione. La musica si comprende anche quando non si comprende, anche quando le parole cantate sembrano un codice segreto. Avviene la stessa cosa, Andrea, anche quando ci sono parole da tradurre, anche quando ci sono soltanto note, che non significano nient'altro che quello che significano: interruttori della sensibilità, interruttori che accendono emozioni intermittenti, senza che nessuno sia mai riuscito veramente a capire come le accendono e perché.


Roberto Cotroneo, Chiedimi chi erano i Beatles.

martedรฌ 15 luglio 2008

Jazz: Rag Time

Impropriamente molti storici fanno rientrare negli stili jazzistici il ragtime. Impropriamente, perché al ragtime manca una delle caratteristiche essenziali del jazz: l’improvvisazione. Il ragtime è infatti frutto della composizione ed è musica scritta essenzialmente per pianoforte. Quello che lo avvicina al jazz è il senso del ritmo: lo swing e la comune derivazione afro americana.


Un altro importante elemento che avvicina il ragtime al jazz è il fatto che questo genere musicale si suonava prevalentemente nei bar di St. Louis, nei teatri di Kansas City, nei bordelli di New Orleans: importante perché come nel jazz i musicisti fanno del ragtime, di questo singolare modo di suonare il pianoforte, il loro lavoro, la loro fonte di sostentamento.


Il maggiore esempio di questa musica lo costituiscono le composizioni del pianista Scott Joplin, alla fine del secolo XIX.


 ahiceglie


Scott Joplin
Stoptime Rag


 


 The Entertainer

Jazz: Rag Time

Impropriamente molti storici fanno rientrare negli stili jazzistici il ragtime. Impropriamente, perché al ragtime manca una delle caratteristiche essenziali del jazz: l’improvvisazione. Il ragtime è infatti frutto della composizione ed è musica scritta essenzialmente per pianoforte. Quello che lo avvicina al jazz è il senso del ritmo: lo swing e la comune derivazione afro americana.


Un altro importante elemento che avvicina il ragtime al jazz è il fatto che questo genere musicale si suonava prevalentemente nei bar di St. Louis, nei teatri di Kansas City, nei bordelli di New Orleans: importante perché come nel jazz i musicisti fanno del ragtime, di questo singolare modo di suonare il pianoforte, il loro lavoro, la loro fonte di sostentamento.


Il maggiore esempio di questa musica lo costituiscono le composizioni del pianista Scott Joplin, alla fine del secolo XIX.


 ahiceglie


Scott Joplin
Stoptime Rag


 


 The Entertainer

sabato 12 luglio 2008

Jazz: le origini.

Il jazz non deve essere proprietà di una piccola élite di persone che possiedono una vasta conoscenza della sua storia, dei suoi interpreti e delle sue peculiarità. Tuttavia, poiché è una forma artistica evoluta ed ha una storia ampia, è importante conoscere le basi della tradizione jazzistica per apprezzare e comprendere quello che si ascolta.


Proverò ad individuare i movimenti più importanti ed i musicisti più rappresentativi. Non essendo un esperto della materia, ma solo un semplice appassionato, perdonerete gli errori e le lacune che inevitabilmente ci saranno.


 


Le origini del Jazz.


Le origini del jazz provengono tanto dai campi del Sud degli Stati Uniti, come dalle sue città. In particolare New Orleans, centro di confluenza di varie culture, come la francese, la spagnola e quella locale costituita dai neri giunti dall’Africa, costituì il centro cristallizzante delle tendenze e degli stili originari del jazz.


Il jazz sorse agli inizi del secolo XX dall'unione di due tradizioni musicali differenti:  l'Africana Occidentale e l'Europea. La musica africana mise a disposizione del jazz l’impulso ritmico, la musica europea gli strumenti ed alcuni elementi compositivi, quali l’armonia e la melodia.


Il miscuglio di queste due tradizioni produsse una musica che giocava col ritmo ed inventava combinazioni di note musicali, che esprimevano sia tristezza che felicità.


I canti degli schiavi che lavoravano nei campi di cotone si fusero con i suoni urbani e moderni dei musicisti ambulanti di New Orleans per creare un ritmo nuovo: il blues. La musica gospel, con gli spirituals (salmi o canzoni religiose) integrandosi col blues, mise a disposizione un modello di vocalizzazione, che fu imitato ampiamente dagli strumentisti.



ahiceglie


Gospel


Thomas A. Dorsey


 


Country blues
Charlie Patton


 


City blues
Bessie Smith


 

Jazz: le origini.

Il jazz non deve essere proprietà di una piccola élite di persone che possiedono una vasta conoscenza della sua storia, dei suoi interpreti e delle sue peculiarità. Tuttavia, poiché è una forma artistica evoluta ed ha una storia ampia, è importante conoscere le basi della tradizione jazzistica per apprezzare e comprendere quello che si ascolta.


Proverò ad individuare i movimenti più importanti ed i musicisti più rappresentativi. Non essendo un esperto della materia, ma solo un semplice appassionato, perdonerete gli errori e le lacune che inevitabilmente ci saranno.


 


Le origini del Jazz.


Le origini del jazz provengono tanto dai campi del Sud degli Stati Uniti, come dalle sue città. In particolare New Orleans, centro di confluenza di varie culture, come la francese, la spagnola e quella locale costituita dai neri giunti dall’Africa, costituì il centro cristallizzante delle tendenze e degli stili originari del jazz.


Il jazz sorse agli inizi del secolo XX dall'unione di due tradizioni musicali differenti:  l'Africana Occidentale e l'Europea. La musica africana mise a disposizione del jazz l’impulso ritmico, la musica europea gli strumenti ed alcuni elementi compositivi, quali l’armonia e la melodia.


Il miscuglio di queste due tradizioni produsse una musica che giocava col ritmo ed inventava combinazioni di note musicali, che esprimevano sia tristezza che felicità.


I canti degli schiavi che lavoravano nei campi di cotone si fusero con i suoni urbani e moderni dei musicisti ambulanti di New Orleans per creare un ritmo nuovo: il blues. La musica gospel, con gli spirituals (salmi o canzoni religiose) integrandosi col blues, mise a disposizione un modello di vocalizzazione, che fu imitato ampiamente dagli strumentisti.



ahiceglie


Gospel


Thomas A. Dorsey


 


Country blues
Charlie Patton


 


City blues
Bessie Smith


 

mercoledรฌ 9 luglio 2008

Smaltimento Elettrodomestici

Il decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151 attua le direttive 2002/95/Ce, 2002/96/Ce e 2003/108/Ce, relative alla riduzione dell'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonché allo smaltimento dei rifiuti. 


Con questo provvedimento doveva partire la raccolta differenziata e la gestione finalizzata al recupero di televisori, computer, telefonini, videogame ed affini giunti a fine vita. L'obbligo di avviare il nuovo sistema di gestione dei rifiuti (insieme a quello di evitare in fase di costruzione l'utilizzo di determinate sostanze pericolose) graverà sui produttori; su distributori e venditori, invece, l'obbligo di assicurare il ritiro dei prodotti a fine vita all'atto di acquisto dei nuovi. Il commerciante non potrà rifiutarsi in alcun modo altrimenti scatteranno sanzioni nei suoi confronti. In tutti i casi, il produttore potrà aggiungere al prezzo una cifra fissa (l'eco-contributo RAEE) a seconda del tipo di apparecchio sostituito.


Purtroppo la finanziaria 2008 ha fatto slittare al 31 dicembre 2008 quanto prevedeva il suddetto decreto.


Nel frattempo, è compito del cittadino portare gli elettrodomestici, che non utilizza più, presso il centro di raccolta ( ? ) del comune di residenza in modo che possano essere smaltiti correttamente.


Per gli apparecchi più grande, esiste la possibilità di chiamare ( ? )  i servizi di smaltimento rifiuti affinché si prendano carico dell'elettrodomestico ingombrante.

Smaltimento Elettrodomestici

Il decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151 attua le direttive 2002/95/Ce, 2002/96/Ce e 2003/108/Ce, relative alla riduzione dell'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonché allo smaltimento dei rifiuti. 


Con questo provvedimento doveva partire la raccolta differenziata e la gestione finalizzata al recupero di televisori, computer, telefonini, videogame ed affini giunti a fine vita. L'obbligo di avviare il nuovo sistema di gestione dei rifiuti (insieme a quello di evitare in fase di costruzione l'utilizzo di determinate sostanze pericolose) graverà sui produttori; su distributori e venditori, invece, l'obbligo di assicurare il ritiro dei prodotti a fine vita all'atto di acquisto dei nuovi. Il commerciante non potrà rifiutarsi in alcun modo altrimenti scatteranno sanzioni nei suoi confronti. In tutti i casi, il produttore potrà aggiungere al prezzo una cifra fissa (l'eco-contributo RAEE) a seconda del tipo di apparecchio sostituito.


Purtroppo la finanziaria 2008 ha fatto slittare al 31 dicembre 2008 quanto prevedeva il suddetto decreto.


Nel frattempo, è compito del cittadino portare gli elettrodomestici, che non utilizza più, presso il centro di raccolta ( ? ) del comune di residenza in modo che possano essere smaltiti correttamente.


Per gli apparecchi più grande, esiste la possibilità di chiamare ( ? )  i servizi di smaltimento rifiuti affinché si prendano carico dell'elettrodomestico ingombrante.

sabato 5 luglio 2008

Indovinello

Cummà Zumb∂r∂bell∂
ten∂ carn∂ joss∂ e pell∂.
La figghj∂ di cummà Zumb∂r∂bell∂
nna tten∂  na carn∂, na joss∂, na pell∂ .
Cè jet∂ ?










Fonte e voce della signora Immacolata Vitale


Trad. : Comare "Zumb∂r∂bell∂" / ha carne ossa e pelle. / La figlia di comare "Zumb∂r∂bell∂" / non ha nè carne, nè ossa, nè pelle. / Che cosa è ?


Le origini dell'Indovinello.
Si chiama più comunemente con questo nome l'enigma popolare, breve, riferentesi a cose comunissime.
L'indovinello popolare ha generalmente struttura metrica e comincia con una formula che varia da luogo a luogo ( "Indovina, indovinaglia" in Sicilia; "Cosa, cosella" in Lucania; "Devine, devinaille" in Bretagna; "Adivina, adivinanza" in Andalusia; ecc.).
A seconda del tipo si chiama: dubbio, quando contiene molteplici proposte e risposte; acchiapparello, quando serve ad "acchiappare" (burlare) con una seconda proposta a chi ha fatto la prima; passerotto, quando fa pensare l'interrogato a tante cose diverse, mentre la risposta è semplice e naturale.
Comunemente è descrittivo, ma può essere anche narrativo (indovinello-storia), e nell'una e nell'altra forma può trovarsi intercalato in un racconto, in una facezia, in una fiaba, se pure il racconto non abbia come motivo centrale l'indovinello stesso e la sua soluzione.
L'uso di questo componimento è universale, presso i popoli antichi e gli odierni, ma non sempre ha carattere di divertimento.
Da alcune tradizioni popolari si rileva che agl'indovinelli venne talvolta attribuito un carattere ordalico, onde la soluzione faceva guadagnare la vita al condannato a morte, ottenere una sposa d'alto lignaggio a un uomo povero o di modesti natali e così via.
L'origine dell'indovinello è oscura; la si può far risalire al periodo mitico dell'umanità, quando alcune espressioni relative a fatti e fenomeni naturali avrebbero acquistato significato simbolico col passare di bocca in bocca e di generazione in generazione.
Fonte

Indovinello

Cummà Zumb∂r∂bell∂
ten∂ carn∂ joss∂ e pell∂.
La figghj∂ di cummà Zumb∂r∂bell∂
nna tten∂  na carn∂, na joss∂, na pell∂ .
Cè jet∂ ?










Fonte e voce della signora Immacolata Vitale


Trad. : Comare "Zumb∂r∂bell∂" / ha carne ossa e pelle. / La figlia di comare "Zumb∂r∂bell∂" / non ha nè carne, nè ossa, nè pelle. / Che cosa è ?


Le origini dell'Indovinello.
Si chiama più comunemente con questo nome l'enigma popolare, breve, riferentesi a cose comunissime.
L'indovinello popolare ha generalmente struttura metrica e comincia con una formula che varia da luogo a luogo ( "Indovina, indovinaglia" in Sicilia; "Cosa, cosella" in Lucania; "Devine, devinaille" in Bretagna; "Adivina, adivinanza" in Andalusia; ecc.).
A seconda del tipo si chiama: dubbio, quando contiene molteplici proposte e risposte; acchiapparello, quando serve ad "acchiappare" (burlare) con una seconda proposta a chi ha fatto la prima; passerotto, quando fa pensare l'interrogato a tante cose diverse, mentre la risposta è semplice e naturale.
Comunemente è descrittivo, ma può essere anche narrativo (indovinello-storia), e nell'una e nell'altra forma può trovarsi intercalato in un racconto, in una facezia, in una fiaba, se pure il racconto non abbia come motivo centrale l'indovinello stesso e la sua soluzione.
L'uso di questo componimento è universale, presso i popoli antichi e gli odierni, ma non sempre ha carattere di divertimento.
Da alcune tradizioni popolari si rileva che agl'indovinelli venne talvolta attribuito un carattere ordalico, onde la soluzione faceva guadagnare la vita al condannato a morte, ottenere una sposa d'alto lignaggio a un uomo povero o di modesti natali e così via.
L'origine dell'indovinello è oscura; la si può far risalire al periodo mitico dell'umanità, quando alcune espressioni relative a fatti e fenomeni naturali avrebbero acquistato significato simbolico col passare di bocca in bocca e di generazione in generazione.
Fonte

venerdรฌ 4 luglio 2008

I concerti di CeglieJazz Open Festival 2008

CeglieJazz Open Festival  08CEGLIEJAZZ OPEN FESTIVAL
dedicato a Mario Schiano

21-22 luglio Monopoli,
Conservatorio “Nino Rota”, ore 16-19
workshop di composizione jazz condotto da John Tchicai.


Ceglie Messapica


23 luglio largo Ognissanti ore 21
“Un cielo di stelle”: un ricordo di Mario Schiano (proiezione video)


Jazzerie ‘08
[produzione originale]


Roberto Ottaviano, sax soprano
Nico Stufano, chitarra
Maurizio Quintavalle, contrabbasso
Mimmo Campanale, batteria



24 luglio, sagrato chiesa matrice ore 21
spazio “What’s new?”


Comanda Barabba


Christian Ferlaino, sax alto e baritono
Tim Trevor-Briscoe, sax alto e tenore
Nicola Guazzaloca, piano
Luca Bernard, contrabbasso
Gaetano Alfonsi, batteria



25 luglio piazza Plebiscito ore 21


John Tchicai & The Open Orchestra
[produzione originale]

Gianni Lenoci pianoforte
Antonio Borghini, contrabbasso
Marcello Magliocchi, batteria, percussione
Pasquale Innarella, sax alto, tenore e soprano
Stefano Maltese, sax alto e soprano
John Tchicai, sax tenore, wooden flute
Tony Cattano trombone
Luca Bonvini trombone, slide trumpet
Angelo Olivieri tromba, flicorno
Mario Fragiacomo tromba, flicorno


Oltre ai concerti sono previste varie iniziative collaterali:
le prove dell’Orchestra, una mostra fotografica di “CeglieJazz Open Festival” a cura di Nico Elia presso lo show room “Rocco Schifano”, installazioni video e happenings mattutini.


Info:
www.cegliejazzopenfestival.com
Comune di Ceglie Messapica 0831 387299-387235

I concerti di CeglieJazz Open Festival 2008

CeglieJazz Open Festival  08CEGLIEJAZZ OPEN FESTIVAL
dedicato a Mario Schiano

21-22 luglio Monopoli,
Conservatorio “Nino Rota”, ore 16-19
workshop di composizione jazz condotto da John Tchicai.


Ceglie Messapica


23 luglio largo Ognissanti ore 21
“Un cielo di stelle”: un ricordo di Mario Schiano (proiezione video)


Jazzerie ‘08
[produzione originale]


Roberto Ottaviano, sax soprano
Nico Stufano, chitarra
Maurizio Quintavalle, contrabbasso
Mimmo Campanale, batteria



24 luglio, sagrato chiesa matrice ore 21
spazio “What’s new?”


Comanda Barabba


Christian Ferlaino, sax alto e baritono
Tim Trevor-Briscoe, sax alto e tenore
Nicola Guazzaloca, piano
Luca Bernard, contrabbasso
Gaetano Alfonsi, batteria



25 luglio piazza Plebiscito ore 21


John Tchicai & The Open Orchestra
[produzione originale]

Gianni Lenoci pianoforte
Antonio Borghini, contrabbasso
Marcello Magliocchi, batteria, percussione
Pasquale Innarella, sax alto, tenore e soprano
Stefano Maltese, sax alto e soprano
John Tchicai, sax tenore, wooden flute
Tony Cattano trombone
Luca Bonvini trombone, slide trumpet
Angelo Olivieri tromba, flicorno
Mario Fragiacomo tromba, flicorno


Oltre ai concerti sono previste varie iniziative collaterali:
le prove dell’Orchestra, una mostra fotografica di “CeglieJazz Open Festival” a cura di Nico Elia presso lo show room “Rocco Schifano”, installazioni video e happenings mattutini.


Info:
www.cegliejazzopenfestival.com
Comune di Ceglie Messapica 0831 387299-387235

mercoledรฌ 2 luglio 2008

CeglieJazz Open Festival 2008


Venerdì alle ore 11, presso la sala di rappresentanza del comune di Ceglie Messapica, conferenza stampa di presentazione di CeglieJazz Open Festival 2008.

CeglieJazz Open Festival 2008


Venerdì alle ore 11, presso la sala di rappresentanza del comune di Ceglie Messapica, conferenza stampa di presentazione di CeglieJazz Open Festival 2008.

martedรฌ 1 luglio 2008

FAI e Madonna della Grotta


Ha avuto inizio lo scorso 5 giugno il nuovo censimento nazionale del FAI, il Fondo per l'ambiente italiano, “I Luoghi del Cuore”.


 


Come sempre il censimento, che quest’anno giunge alla quarta edizione, intende sensibilizzare cittadini e istituzioni e dare voce alle segnalazioni di ognuno di noi.


Segnalare le brutture che si vorrebbero cancellare da un luogo amato, ciò che deturpa e compromette l’equilibrio e l’originaria bellezza del nostro patrimonio naturalistico, artistico, storico e architettonico.


 


Questo l’invito rivolto dal FAI a tutti i cittadini italiani in occasione dell’edizione 2008 del Censimento nazionale “I Luoghi del Cuore”, che quest’anno affronta con una prospettiva diversa l’appello alla salvaguardia dei luoghi che arricchiscono l’Italia e il cuore di chi li sa apprezzare.



Stiamo organizzando una campagna a favore di Madonna della Grotta,uno dei monumenti della storia cegliese da salvare dal degrado in cui versa.


 


CLICCA QUI e scrivi


 


"Chiedo la cancellazione degli ostacoli materiali e giuridici che impediscono la fruizione di Madonna della Grotta"

FAI e Madonna della Grotta


Ha avuto inizio lo scorso 5 giugno il nuovo censimento nazionale del FAI, il Fondo per l'ambiente italiano, “I Luoghi del Cuore”.


 


Come sempre il censimento, che quest’anno giunge alla quarta edizione, intende sensibilizzare cittadini e istituzioni e dare voce alle segnalazioni di ognuno di noi.


Segnalare le brutture che si vorrebbero cancellare da un luogo amato, ciò che deturpa e compromette l’equilibrio e l’originaria bellezza del nostro patrimonio naturalistico, artistico, storico e architettonico.


 


Questo l’invito rivolto dal FAI a tutti i cittadini italiani in occasione dell’edizione 2008 del Censimento nazionale “I Luoghi del Cuore”, che quest’anno affronta con una prospettiva diversa l’appello alla salvaguardia dei luoghi che arricchiscono l’Italia e il cuore di chi li sa apprezzare.



Stiamo organizzando una campagna a favore di Madonna della Grotta,uno dei monumenti della storia cegliese da salvare dal degrado in cui versa.


 


CLICCA QUI e scrivi


 


"Chiedo la cancellazione degli ostacoli materiali e giuridici che impediscono la fruizione di Madonna della Grotta"

venerdรฌ 27 giugno 2008

CEGLIESTATE

logo CegliEstate miniDa uno sguardo veloce al programma di CegliEstate un giudizio rapido e sintetico, rinviando quello definitivo allo svolgimento delle singole manifestazioni.


Note positive:


CeglieJazz Open Festival 2008, Barocco Festival “Leonardo Leo” di S.Vito, La Ghironda  e le due serate dedicate alla presentazione di due libri.


Presente la pinacoteca Emilio Notte.


Note dolenti:


Rispetto allo scorso anno è stata inserita una serata di musica classica, manca però la serata con gli allievi del conservatorio. Che fine ha fatto “Musica al chiostro”? Troppo costosa? Non credo. Peccato!


Assente la sinergia con il conservatorio Tito Schipa.


Assente il Centro di documentazione archeologica.


P.S. Quest'anno non ci sarà la polemica sulle feste di partito, se non si lamentano quelli del PD.


Il programma cliccando sul logo.

martedรฌ 24 giugno 2008

APRรจS LA CLASSE

Aspettando il programma di Cegliestate ....


APRÈS LA CLASSE
LUNA PARK "DAL VIVO" TOUR



Domenica 31 agosto
Piazza Plebiscito
Ceglie Messapica (BR)


Gli Après La Classe sono un gruppo salentino di musica reggae-pop e ska.


Altri appuntamenti:


Venerdì 04 Luglio 2008
Francesco Merola in Piazza Plebiscito


Mercoledi  13 Agosto 2008
ALTOSALENTO FOLK FESTIVAL in Piazza Plebiscito


Agosto 2008
Le Vibrazioni
ingresso con biglietto

domenica 22 giugno 2008

Buona domenica

Musica


Nino Rota 21-06-08


L'omaggio a Nino Rota del Collegium Musicum diretto dal M° Rino Marrone ha visto l'esecuzione delle suite per alcuni film di Federico Fellini e di Francis Ford Coppola: La strada, La dolce vita, Amarcord, Otto e mezzo e Il Padrino. 


Patrimonio storico 1


La vita è un carcere ..... 


Asilo 01


 


Asilo 02


bisogna abituarsi da piccoli.



Patrimonio storico 2


Cappella ruraleCappella rurale di Ceglie Messapica (BR)
continua ...

venerdรฌ 20 giugno 2008

OMAGGIO A NINO ROTA

Teatro Comunale - Ceglie Messapica (BR)
Sabato 21 giugno ore 20.30



Collegium Musicum
OMAGGIO A NINO ROTA
Dirige il  M° Rino Marrone


Nino Rota
Ad undici anni è allievo di Ildebrando Pizzetti e a 15 di Alfredo Casella. Perfeziona i suoi studi negli Stati Uniti; rientra in Italia e a 37 anni è direttore del Conservatorio di Bari. La dote di Nino Rota è la semplicità di configurare la musica a livelli di una facilità d’ascolto molto elevata, derivata principalmente dalla semplicità di vena, inserita in prospettive tradizionali e sorretta da una creatività eccezionale. Dopo la guerra diventa uno dei più prolifici e richiesti compositori per il cinema, fornendo partiture a registi italiani (Soldati, Lattuada, Castellani, Monicelli, Visconti, Zeffirelli, Wertmüller) e stranieri (Vidor, Clément, Bondarcuk, Coppola); ma soprattutto con Fellini stabilisce un sodalizio di ferro. Vasta anche la sua produzione teatrale (Ariodante, 1942; Il cappello di paglia di Firenze, 1955; La notte di un nevrastenico, 1959; Aladino e la lampada magica, 1968; La visita meravigliosa, 1970) e strumentale - sinfonie e orchestra - (Concerto per arpa e orchestra, 1948; Variazioni sopra un tema gioviale, 1953; Concerto per orchestra, 1958; Napoli milionaria, 1977, dal testo di Eduardo De Filippo). Ha inoltre composto musica corale (Il Natale Degli Innocenti, 1969), balletti (Torquemada, 1943) e musica da camera (Sonata in sol per Viola e Pianoforte, 1934). Tra i numerosi riconoscimeni critici il Nastro d'Argento, postumo, per la sua ultima composizione, Prova d’orchestra .


Alcune colonne sonore:
1954  Senso, 1954  La strada, 1957  Le notti di Cabiria, 1957  Guerra e pace, 1960  Rocco e i suoi fratelli, 1963  Il Gattopardo, 1964  Otto e mezzo, 1966  Giulietta degli spiriti, 1967  La bisbetica domata, 1968  Romeo e Giulietta, 1970  I clowns, 1972  Il padrino, 1973  Amarcord, 1974  Il padrino - Parte seconda, 1977  Il Casanova, 1978  Assassinio sul Nilo, 1979  Prova d’orchestra.
Fonte


    

mercoledรฌ 18 giugno 2008

Castariedde


Castariedde (Gheppio)


...
a 'm mienz'a lle rascche a lle strazze d'a fame
de ciende i ciende castariedde
...

Pietro Gatti, 'Nguna vite.


... tra i graffi e gli squarci della fame di cento e cento gheppi ...





Gheppio - Falcus tinnunculus - Falconidae
Piccolo rapace diurno, raggiunge circa 44 cm, con apertura alare di circa 75cm. Peso medio 70-270 gr. Durante la caccia lo si vede volare in modo stazionario, detto "spirito santo" (sbatte velocemente le ali, controvento, rimanendo immobile).
L'habitat ed illuogo di caccia preferiti sono le zone aperte. Eccellente cacciatore, si nutre di piccoli mammiferi, piccoli roditori, insetti vari, lucertole, molti invertebrati (lombrichi, cavallette, grillotalpa, etc.), piccoli serpenti ed uccelli, come storni, allodole, pipistrelli e passeri.
Fonte

sabato 14 giugno 2008

Uno studio sui proverbi cegliesi - 2

Presagi e proverbi meteorologici nel sapere contadino di Ceglie Messapica


Cosimo Francesco Palmisano


Riflessioni-Umanesimo della Pietra, Martina Franca, Luglio 1998 



Il bello e il cattivo tempo nei presagi della campagna


 


È in campagna più facile riscontrare la so­pravvivenza di una mentalità magica, che un tempo aveva maggiore consistenza e che, oggi, resiste con sempre maggiore fatica all'assalto delle macchine e dei sistemi di produzione del­l’industria, applicati all'agricoltura. La soprav­vivenza, secondo l'antropologo inglese Edward Burnett Tylor, innalza tuttora in mezzo a noi monumenti primordiali di pensiero e di vita. 5


I presagi meteorologici, di cui rimane traccia sempre più labile anche nella campagna ceglie­se, documentano mirabilmente il tema della so­pravvivenza.


La cultura contadina aveva proprie forme di divinazione, relativamente a ciascuno dei quat­tro elementi naturali (aria, acqua, terra, fuoco) ma qui saranno riesumate alcune credenze, so­stanziate da presagi, legate a due degli elementi fondamentali della campagna, ossia l'acqua e la terra.


1 presagi per comodità si prestano a essere suddivisi in due ampie categorie: presagi segni­ci, fondati sull'interpretazione di segni, quali la mistica di particolari numeri e il comporta­mento degli animali; presagi oracolari, i quali si manifestano attraverso le forme di un sapere empirico, trasmesso oralmente, mediante i pro­verbi.


Nel novero dei primi s'include la conta bu­strofedica dei primi ventiquattro giorni del me­se di dicembre per trarre auspici sul ciclo delle piogge nell'anno successivo.


La pioggia in alcuni dei primi dodici giorni di dicembre sarebbe coincisa, nei primi quindici giorni dei mesi dell'anno successivo con preci­pitazioni meteoriche più o meno copiose: per esempio, un 3 dicembre piovoso consentiva al contadino di Ceglie di pronosticare un mese di marzo altrettanto ricco di piogge nella prima metà.


Dall'osservazione dei fenomeni meteorolo­gici dal 13 al 24 dicembre era possibile, a ritroso, prevedere il ciclo delle piogge degli ultimi quin­dici giorni dei mesi dell'anno seguente: la piog­gia il 14 dicembre, pertanto, sarebbe coincisa con una seconda quindicina di novembre pio­vosa; un 15 dicembre asciutto, invece, avrebbe resa parimenti asciutta la seconda quindicina di ottobre dell'anno seguente e così via a decresce­re.


Di questo elaborato sistema cabalistico, di cui si va perdendo memoria, ovviamente esistono varianti: alcuni escludono dalla conta il 13 di­cembre, antico giorno solstiziale e ancor oggi fe­sta della rinascita del sole presso molte culture nordiche. 6


Il computo si estenderebbe, così, al 25 dicem­bre ma l'impalcatura bustrofedica del conteg­gio rimane immutata.


Un altro modo di trarre presagi secondo una procedura numerica consisteva nell'associare i tuoni di marzo alla quantità di grano da racco­gliere: raccolto scarso se tuonava in principio del mese ma, se i tuoni venivano uditi dopo il giorno 15, i tomoli di grano da raccogliere sareb­bero stati pari al numero del giorno in cui il fe­nomeno si manifestava.


Va ricordato, per inciso, che il mese di marzo nell'antico anno romano occupava il primo po­sto e che, tuttora, al pari di dicembre, esso con­serva una posizione liminare in ragion della quale molte culture contadine traggono presagi dai fenomeni uranici di detti mesi. 7


Non a caso un proverbio, vulgato a Ceglie e in molti comuni viciniori, ha codificato: Ci chiov∂ di Sanda Bibbian∂_ (2 dicembre) chiove nu mes∂ i na sittiman∂.


Remotissimo è anche l'uso di osservare la lu­na per trarre presagi sul tempo a venire: Luna... si nigrum obscuro comprenderit aëra cornu, maxu­mus agricolis pelagoque parabitur imber (la luna se mai avrà rappreso dell'aria nera nella falce oscura, copiosissima pioggia si procurerà agli agricoltori ed al mare), avvertiva già Virgilio nelle Georgiche. 8


I contadini di Ceglie e di altri comuni conter­mini, quasi analogamente, alla vista della luna offuscata da un cerchio di luce, presagivano la pioggia. 9


Il gracidio delle cornacchie era un altro sinto­mo di tempesta imminente, cosa che Virgilio annotava nelle Georgiche: tum cornix plena plu­viam vocat improba voce (allora la cornacchia ma­ligna chiama a gran voce la pioggia). 10


Presagi segnici di pioggia, non solo nella cam­pagna cegliese ma anche in quella di comuni fi­nitimi, come Putignano, 11 sono, anche: il gatto che si lava la faccia o la comparsa delle formiche alate.


Il cane, che riproduce il verso del lupo, è un segno ambivalente: alcuni dicono che prean­nunci l'arrivo del grande freddo, analogamente all'orso intento a fabbricarsi un riparo nell'ulti­mo triduo di gennaio; 12 altri sostengono che es­so presagisca una morte imminente nel nucleo famigliare di chi ascolta l'ululato o nel vicina­to. 13


Indizio di gran freddo sopravveniente è, pu­re, la fiamma del camino, quando, secondo la credenza, si mantiene bassa e s'avvinghia alla pa­letta o all'attizzatoio.


Dall'osservazione di segni il sapere popolare è passato, poi, alla codificazione di un patrimo­nio di conoscenze, intorno agli auspici sul bello e sul cattivo tempo, attraverso proverbi dalla semplice scrittura, che prevede un paio di versi­coli in rima fra loro, condensazione di una tra­smissione orale attraverso varie generazioni.


Alcuni proverbi trovano riscontro anche in italiano, come: Tiemp∂ russ∂ di ser∂ / Tiempu buen∂ si sper∂, Tiemp∂ russ∂ di matin∂ / Tiempu brutt∂ s'av­vicin∂; Ciel' a picuredd∂ /Jacqu∂ a catinedd∂. 14


Altri, elaborati nella campagna di Ceglie, hanno qualche affinità con quelli di contadi vi­ciniori: Levand∂ / Jacqu∂ annand∂; / Quann∂ u gio­vidi u sol∂ pone anzak∂ / Fin∂ a dimenik∂ ma javì l'ac­qu∂. Il primo di questi adagi allude all'approssi­marsi della piogga con il vento di levante; il se­condo ai presagi connessi con il giovedì, giorno centrale della settimana in cui si vuole che, se il sole tramonta fra le nuvole, pioverà fino alla do­menica. 15


Un riscontro nel libro della Genesi (9, 13-16) evidenzia il presagio Quann∂ jess∂ l'ark∂ di Novè / Ci na chiov∂ josc∂ chiov∂ crè (quando spunta l'ar­cobaleno, se non piove oggi, piove domani). 16


In quest’ultimo adagio si coglie un'inversio­ne dei significati comunemente connessi all'ar­cobaleno, che indica la fine della pioggia e, pres­so gli antichi Greci, anche il passaggio nel cielo di Iride, messaggera degli dei. 17




Continua...2/4


note


(1) E. LE ROY LADURIE, Tempo di festa, Tempo di carestia, Torino, 1982; Idem, La storia della pioggia e del bel tem­po, in AA.VV., Fare storia, Torino, 1981, pp. 209-234.


(2) A. CATTABIANI, Calendario, Milano, 1994, p.13.


(3) M. MESLIN, L'uomo romano, Milano, 1981, pp. 45-46, 52-53,62-63; R. GRAVES, I miti greci, Milano, 1983, par. 34, nt. 3; par. 37, nt. 2.


(4) C.F. PALMISANO, Gestualità e formularità scaramanti­che nella cultura contadina di Ceglie Messapica, in Ri­flessioni-Umanesimo della Pietra (in seguito R-UdP) Martina Franca, Luglio 1997, p. 220.


(5) E.B. TYLOR, Alle origini della cultura, Roma, 1985, vol. l, p. 26.


(6) A. CATTABIANI, op. cit., pp. 21 e 83. (7) Ivi, p.15.


(8) VIRGILIO, Georgiche, I, 427-429.


(9) M. GIULIVO, La luna e il sole nei proverbi e nelle curio­sità, in R-UdP, Martina Franca, luglio 1988, p.164. (10) VIRGILIO, Georgiche, I, 388; cfr. anche C.F. PALMISA­NO, op. cit., p. 220.


(11) M. GIULIVO, Credenze e pregiudizi nella meteorologia popolare, in R-UdP, Martina Franca, luglio 1987, p. 121,


(12) C.F. PALMISANO, op. cit., p. 220; M. GIULIVO, Creden­ze... cit., p.123.


(13) E. B. TYLOR, op. cit., p. 125.


(14) CENTRO REGIONALE SERVIZI EDUCATIVI E CULTURA­LI BR/21 (a cura del; in seguito CRSEC), Per le parole antiche-Proverbi cegliesi, Oria,1993, pp. 58-60. (15) Ivi, pp. 60 e 62.


Cfr. G. G. MARANGI, Il vento nella tradizione popolare di Martina Franca, in R-UdP, Martina Franca, lu­glio 1955, p. 7.


(16) Ivi, p. 62.


(17) A. BURGIO, Dizionario delle superstizioni, Milano, 1965, pp. 44-45.


giovedรฌ 5 giugno 2008

concerto fine anno conservatorio di ceglie messapica

Concerto conservatorio Ceglie M. giugno 2008


Hanno suonato:


Basso cont.   Francesco Buccolieri


Chitarre        Rocco Daniele Carlucci   Marco De Luca


Clarinetti      Rocco Missere, Raffaella Palombo, Anna Romito, Angelo Semeraro


Flauto          Silvia Mazzeo, Anna Chiara Pagliara


Oboe           Viviana Macelletti


Pianoforte    Marco Biscosi, Francesco Buccolieri, Mara Caramia, Laura Gigante, Andrea Rizzo


Soprano       Maria Nicolardi


Trombone    Dario Carlucci

mercoledรฌ 4 giugno 2008

C'รจ...vive ed opera in mezzo a noi.

Teatro Comunale - Ceglie Messapica (BR)


Mercoledi 4 giugno ore 20.00

CONCERTO DI FINE ANNO ACCADEMICO DEGLI ALUNNI DEL CONSERVATORIO TITO SCHIPA, SEZIONE DI CEGLIE MESSAPICA.

UN CONCERTO CON BRANI DAL REPERTORIO DA CAMERA ESEGUITI DAI RAGAZZI DELLE CLASSI DI CANTO, CHITARRA, OBOE, CLARINETTO, TROMBA, PIANOFORTE....