.

Na strende m'agghje 'ndise atturne o core / de fueche. Na u fa cchjù, ca pozze more. Da “Nu viecchju diarie d'amore” di Pietro Gatti

venerdì 27 giugno 2008

CEGLIESTATE

logo CegliEstate miniDa uno sguardo veloce al programma di CegliEstate un giudizio rapido e sintetico, rinviando quello definitivo allo svolgimento delle singole manifestazioni.


Note positive:


CeglieJazz Open Festival 2008, Barocco Festival “Leonardo Leo” di S.Vito, La Ghironda  e le due serate dedicate alla presentazione di due libri.


Presente la pinacoteca Emilio Notte.


Note dolenti:


Rispetto allo scorso anno è stata inserita una serata di musica classica, manca però la serata con gli allievi del conservatorio. Che fine ha fatto “Musica al chiostro”? Troppo costosa? Non credo. Peccato!


Assente la sinergia con il conservatorio Tito Schipa.


Assente il Centro di documentazione archeologica.


P.S. Quest'anno non ci sarà la polemica sulle feste di partito, se non si lamentano quelli del PD.


Il programma cliccando sul logo.

martedì 24 giugno 2008

APRèS LA CLASSE

Aspettando il programma di Cegliestate ....


APRÈS LA CLASSE
LUNA PARK "DAL VIVO" TOUR



Domenica 31 agosto
Piazza Plebiscito
Ceglie Messapica (BR)


Gli Après La Classe sono un gruppo salentino di musica reggae-pop e ska.


Altri appuntamenti:


Venerdì 04 Luglio 2008
Francesco Merola in Piazza Plebiscito


Mercoledi  13 Agosto 2008
ALTOSALENTO FOLK FESTIVAL in Piazza Plebiscito


Agosto 2008
Le Vibrazioni
ingresso con biglietto

domenica 22 giugno 2008

Buona domenica

Musica


Nino Rota 21-06-08


L'omaggio a Nino Rota del Collegium Musicum diretto dal M° Rino Marrone ha visto l'esecuzione delle suite per alcuni film di Federico Fellini e di Francis Ford Coppola: La strada, La dolce vita, Amarcord, Otto e mezzo e Il Padrino. 


Patrimonio storico 1


La vita è un carcere ..... 


Asilo 01


 


Asilo 02


bisogna abituarsi da piccoli.



Patrimonio storico 2


Cappella ruraleCappella rurale di Ceglie Messapica (BR)
continua ...

venerdì 20 giugno 2008

OMAGGIO A NINO ROTA

Teatro Comunale - Ceglie Messapica (BR)
Sabato 21 giugno ore 20.30



Collegium Musicum
OMAGGIO A NINO ROTA
Dirige il  M° Rino Marrone


Nino Rota
Ad undici anni è allievo di Ildebrando Pizzetti e a 15 di Alfredo Casella. Perfeziona i suoi studi negli Stati Uniti; rientra in Italia e a 37 anni è direttore del Conservatorio di Bari. La dote di Nino Rota è la semplicità di configurare la musica a livelli di una facilità d’ascolto molto elevata, derivata principalmente dalla semplicità di vena, inserita in prospettive tradizionali e sorretta da una creatività eccezionale. Dopo la guerra diventa uno dei più prolifici e richiesti compositori per il cinema, fornendo partiture a registi italiani (Soldati, Lattuada, Castellani, Monicelli, Visconti, Zeffirelli, Wertmüller) e stranieri (Vidor, Clément, Bondarcuk, Coppola); ma soprattutto con Fellini stabilisce un sodalizio di ferro. Vasta anche la sua produzione teatrale (Ariodante, 1942; Il cappello di paglia di Firenze, 1955; La notte di un nevrastenico, 1959; Aladino e la lampada magica, 1968; La visita meravigliosa, 1970) e strumentale - sinfonie e orchestra - (Concerto per arpa e orchestra, 1948; Variazioni sopra un tema gioviale, 1953; Concerto per orchestra, 1958; Napoli milionaria, 1977, dal testo di Eduardo De Filippo). Ha inoltre composto musica corale (Il Natale Degli Innocenti, 1969), balletti (Torquemada, 1943) e musica da camera (Sonata in sol per Viola e Pianoforte, 1934). Tra i numerosi riconoscimeni critici il Nastro d'Argento, postumo, per la sua ultima composizione, Prova d’orchestra .


Alcune colonne sonore:
1954  Senso, 1954  La strada, 1957  Le notti di Cabiria, 1957  Guerra e pace, 1960  Rocco e i suoi fratelli, 1963  Il Gattopardo, 1964  Otto e mezzo, 1966  Giulietta degli spiriti, 1967  La bisbetica domata, 1968  Romeo e Giulietta, 1970  I clowns, 1972  Il padrino, 1973  Amarcord, 1974  Il padrino - Parte seconda, 1977  Il Casanova, 1978  Assassinio sul Nilo, 1979  Prova d’orchestra.
Fonte


    

mercoledì 18 giugno 2008

Castariedde


Castariedde (Gheppio)


...
a 'm mienz'a lle rascche a lle strazze d'a fame
de ciende i ciende castariedde
...

Pietro Gatti, 'Nguna vite.


... tra i graffi e gli squarci della fame di cento e cento gheppi ...





Gheppio - Falcus tinnunculus - Falconidae
Piccolo rapace diurno, raggiunge circa 44 cm, con apertura alare di circa 75cm. Peso medio 70-270 gr. Durante la caccia lo si vede volare in modo stazionario, detto "spirito santo" (sbatte velocemente le ali, controvento, rimanendo immobile).
L'habitat ed illuogo di caccia preferiti sono le zone aperte. Eccellente cacciatore, si nutre di piccoli mammiferi, piccoli roditori, insetti vari, lucertole, molti invertebrati (lombrichi, cavallette, grillotalpa, etc.), piccoli serpenti ed uccelli, come storni, allodole, pipistrelli e passeri.
Fonte

sabato 14 giugno 2008

Uno studio sui proverbi cegliesi - 2

Presagi e proverbi meteorologici nel sapere contadino di Ceglie Messapica


Cosimo Francesco Palmisano


Riflessioni-Umanesimo della Pietra, Martina Franca, Luglio 1998 



Il bello e il cattivo tempo nei presagi della campagna


 


È in campagna più facile riscontrare la so­pravvivenza di una mentalità magica, che un tempo aveva maggiore consistenza e che, oggi, resiste con sempre maggiore fatica all'assalto delle macchine e dei sistemi di produzione del­l’industria, applicati all'agricoltura. La soprav­vivenza, secondo l'antropologo inglese Edward Burnett Tylor, innalza tuttora in mezzo a noi monumenti primordiali di pensiero e di vita. 5


I presagi meteorologici, di cui rimane traccia sempre più labile anche nella campagna ceglie­se, documentano mirabilmente il tema della so­pravvivenza.


La cultura contadina aveva proprie forme di divinazione, relativamente a ciascuno dei quat­tro elementi naturali (aria, acqua, terra, fuoco) ma qui saranno riesumate alcune credenze, so­stanziate da presagi, legate a due degli elementi fondamentali della campagna, ossia l'acqua e la terra.


1 presagi per comodità si prestano a essere suddivisi in due ampie categorie: presagi segni­ci, fondati sull'interpretazione di segni, quali la mistica di particolari numeri e il comporta­mento degli animali; presagi oracolari, i quali si manifestano attraverso le forme di un sapere empirico, trasmesso oralmente, mediante i pro­verbi.


Nel novero dei primi s'include la conta bu­strofedica dei primi ventiquattro giorni del me­se di dicembre per trarre auspici sul ciclo delle piogge nell'anno successivo.


La pioggia in alcuni dei primi dodici giorni di dicembre sarebbe coincisa, nei primi quindici giorni dei mesi dell'anno successivo con preci­pitazioni meteoriche più o meno copiose: per esempio, un 3 dicembre piovoso consentiva al contadino di Ceglie di pronosticare un mese di marzo altrettanto ricco di piogge nella prima metà.


Dall'osservazione dei fenomeni meteorolo­gici dal 13 al 24 dicembre era possibile, a ritroso, prevedere il ciclo delle piogge degli ultimi quin­dici giorni dei mesi dell'anno seguente: la piog­gia il 14 dicembre, pertanto, sarebbe coincisa con una seconda quindicina di novembre pio­vosa; un 15 dicembre asciutto, invece, avrebbe resa parimenti asciutta la seconda quindicina di ottobre dell'anno seguente e così via a decresce­re.


Di questo elaborato sistema cabalistico, di cui si va perdendo memoria, ovviamente esistono varianti: alcuni escludono dalla conta il 13 di­cembre, antico giorno solstiziale e ancor oggi fe­sta della rinascita del sole presso molte culture nordiche. 6


Il computo si estenderebbe, così, al 25 dicem­bre ma l'impalcatura bustrofedica del conteg­gio rimane immutata.


Un altro modo di trarre presagi secondo una procedura numerica consisteva nell'associare i tuoni di marzo alla quantità di grano da racco­gliere: raccolto scarso se tuonava in principio del mese ma, se i tuoni venivano uditi dopo il giorno 15, i tomoli di grano da raccogliere sareb­bero stati pari al numero del giorno in cui il fe­nomeno si manifestava.


Va ricordato, per inciso, che il mese di marzo nell'antico anno romano occupava il primo po­sto e che, tuttora, al pari di dicembre, esso con­serva una posizione liminare in ragion della quale molte culture contadine traggono presagi dai fenomeni uranici di detti mesi. 7


Non a caso un proverbio, vulgato a Ceglie e in molti comuni viciniori, ha codificato: Ci chiov di Sanda Bibbian_ (2 dicembre) chiove nu mes i na sittiman.


Remotissimo è anche l'uso di osservare la lu­na per trarre presagi sul tempo a venire: Luna... si nigrum obscuro comprenderit aëra cornu, maxu­mus agricolis pelagoque parabitur imber (la luna se mai avrà rappreso dell'aria nera nella falce oscura, copiosissima pioggia si procurerà agli agricoltori ed al mare), avvertiva già Virgilio nelle Georgiche. 8


I contadini di Ceglie e di altri comuni conter­mini, quasi analogamente, alla vista della luna offuscata da un cerchio di luce, presagivano la pioggia. 9


Il gracidio delle cornacchie era un altro sinto­mo di tempesta imminente, cosa che Virgilio annotava nelle Georgiche: tum cornix plena plu­viam vocat improba voce (allora la cornacchia ma­ligna chiama a gran voce la pioggia). 10


Presagi segnici di pioggia, non solo nella cam­pagna cegliese ma anche in quella di comuni fi­nitimi, come Putignano, 11 sono, anche: il gatto che si lava la faccia o la comparsa delle formiche alate.


Il cane, che riproduce il verso del lupo, è un segno ambivalente: alcuni dicono che prean­nunci l'arrivo del grande freddo, analogamente all'orso intento a fabbricarsi un riparo nell'ulti­mo triduo di gennaio; 12 altri sostengono che es­so presagisca una morte imminente nel nucleo famigliare di chi ascolta l'ululato o nel vicina­to. 13


Indizio di gran freddo sopravveniente è, pu­re, la fiamma del camino, quando, secondo la credenza, si mantiene bassa e s'avvinghia alla pa­letta o all'attizzatoio.


Dall'osservazione di segni il sapere popolare è passato, poi, alla codificazione di un patrimo­nio di conoscenze, intorno agli auspici sul bello e sul cattivo tempo, attraverso proverbi dalla semplice scrittura, che prevede un paio di versi­coli in rima fra loro, condensazione di una tra­smissione orale attraverso varie generazioni.


Alcuni proverbi trovano riscontro anche in italiano, come: Tiemp russ di ser / Tiempu buen si sper, Tiemp russ di matin / Tiempu brutt s'av­vicin; Ciel' a picuredd /Jacqu a catinedd. 14


Altri, elaborati nella campagna di Ceglie, hanno qualche affinità con quelli di contadi vi­ciniori: Levand / Jacqu annand; / Quann u gio­vidi u sol pone anzak / Fin a dimenik ma javì l'ac­qu. Il primo di questi adagi allude all'approssi­marsi della piogga con il vento di levante; il se­condo ai presagi connessi con il giovedì, giorno centrale della settimana in cui si vuole che, se il sole tramonta fra le nuvole, pioverà fino alla do­menica. 15


Un riscontro nel libro della Genesi (9, 13-16) evidenzia il presagio Quann jess l'ark di Novè / Ci na chiov josc chiov crè (quando spunta l'ar­cobaleno, se non piove oggi, piove domani). 16


In quest’ultimo adagio si coglie un'inversio­ne dei significati comunemente connessi all'ar­cobaleno, che indica la fine della pioggia e, pres­so gli antichi Greci, anche il passaggio nel cielo di Iride, messaggera degli dei. 17




Continua...2/4


note


(1) E. LE ROY LADURIE, Tempo di festa, Tempo di carestia, Torino, 1982; Idem, La storia della pioggia e del bel tem­po, in AA.VV., Fare storia, Torino, 1981, pp. 209-234.


(2) A. CATTABIANI, Calendario, Milano, 1994, p.13.


(3) M. MESLIN, L'uomo romano, Milano, 1981, pp. 45-46, 52-53,62-63; R. GRAVES, I miti greci, Milano, 1983, par. 34, nt. 3; par. 37, nt. 2.


(4) C.F. PALMISANO, Gestualità e formularità scaramanti­che nella cultura contadina di Ceglie Messapica, in Ri­flessioni-Umanesimo della Pietra (in seguito R-UdP) Martina Franca, Luglio 1997, p. 220.


(5) E.B. TYLOR, Alle origini della cultura, Roma, 1985, vol. l, p. 26.


(6) A. CATTABIANI, op. cit., pp. 21 e 83. (7) Ivi, p.15.


(8) VIRGILIO, Georgiche, I, 427-429.


(9) M. GIULIVO, La luna e il sole nei proverbi e nelle curio­sità, in R-UdP, Martina Franca, luglio 1988, p.164. (10) VIRGILIO, Georgiche, I, 388; cfr. anche C.F. PALMISA­NO, op. cit., p. 220.


(11) M. GIULIVO, Credenze e pregiudizi nella meteorologia popolare, in R-UdP, Martina Franca, luglio 1987, p. 121,


(12) C.F. PALMISANO, op. cit., p. 220; M. GIULIVO, Creden­ze... cit., p.123.


(13) E. B. TYLOR, op. cit., p. 125.


(14) CENTRO REGIONALE SERVIZI EDUCATIVI E CULTURA­LI BR/21 (a cura del; in seguito CRSEC), Per le parole antiche-Proverbi cegliesi, Oria,1993, pp. 58-60. (15) Ivi, pp. 60 e 62.


Cfr. G. G. MARANGI, Il vento nella tradizione popolare di Martina Franca, in R-UdP, Martina Franca, lu­glio 1955, p. 7.


(16) Ivi, p. 62.


(17) A. BURGIO, Dizionario delle superstizioni, Milano, 1965, pp. 44-45.


giovedì 5 giugno 2008

concerto fine anno conservatorio di ceglie messapica

Concerto conservatorio Ceglie M. giugno 2008


Hanno suonato:


Basso cont.   Francesco Buccolieri


Chitarre        Rocco Daniele Carlucci   Marco De Luca


Clarinetti      Rocco Missere, Raffaella Palombo, Anna Romito, Angelo Semeraro


Flauto          Silvia Mazzeo, Anna Chiara Pagliara


Oboe           Viviana Macelletti


Pianoforte    Marco Biscosi, Francesco Buccolieri, Mara Caramia, Laura Gigante, Andrea Rizzo


Soprano       Maria Nicolardi


Trombone    Dario Carlucci

mercoledì 4 giugno 2008

C'è...vive ed opera in mezzo a noi.

Teatro Comunale - Ceglie Messapica (BR)


Mercoledi 4 giugno ore 20.00

CONCERTO DI FINE ANNO ACCADEMICO DEGLI ALUNNI DEL CONSERVATORIO TITO SCHIPA, SEZIONE DI CEGLIE MESSAPICA.

UN CONCERTO CON BRANI DAL REPERTORIO DA CAMERA ESEGUITI DAI RAGAZZI DELLE CLASSI DI CANTO, CHITARRA, OBOE, CLARINETTO, TROMBA, PIANOFORTE....

mercoledì 28 maggio 2008

Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603

U.d.P. 2006Protagonisti della storia umana sono secondo Lucien Febvre:« Gli uomini, soli oggetti della storia, gli uo­mini colti sempre nel quadro delle società di cui sono membri. Gli uomini membri di queste società in un'epoca ben determi­nata del loro sviluppo - gli uomini dotati di funzioni molte­plici, di attività diverse, di preoccupazioni e attitudini varie, che tutte si mescolano fra loro, si urtano, si contraddicono, finendo per concludere una pace di compromesso, un modus vivendi che si chiama la Vita ».


Gli uomini, che furono protagonisti della storia sociale ed economica di una città e che oggi rivivono nello studio del prof. Cosimo Francesco Palmisano pubblicato da Riflessioni-Umanesimo della Pietra, sono quelli che nel lontano 1603 furono censiti nel catasto di Ceglie del Gaudo.


Il catasto del 1603 fu compilato per fuochi, cioè per singoli nuclei familiari, in cui sono at­testati nome, cognome, età, mestiere del capo­famiglia e degli altri componenti il nucleo; di seguito compare l'eventuale importo della tas­sa di testatico, calcolata in onze, sicché ogni ca­pofuoco in grado di produrre un reddito lavorativo era tenuto al versamento di una cifra pa­ri a 6 once. Alcuni foresi privi di beni, qualificati brac­ciali, pagavano 5 onze per la testa, invece che 6, previa presentazione di una declaratione de la Camera; anche abitazioni e altri locali per uso proprio erano esentati dalla tassazione.


Venivano elencati in successione, quindi: i beni immobili, case e fondi, con i pesi censuari di cui, eventualmente, erano gravati; i capi di bestiame posseduti; la situazione debitoria e creditizia.


Erano esenti dal testatico gli huomini d'arme, alfieri de cavalli e cavalloleggeri, soldati del bat­taglione, pauperes, invalidi e viduae povere, sessagenari, nobili de consuetudine, preyti e clerici, nonché particolari figure professionali.


La prima parte dello studio, pubblicata nel 2001, contiene l’analisi dei problemi dovuti al restauro del 1961 e alle parti mancanti o lacunose, il computo della popolazione (2030 abitanti in 616 fuochi) e l’articolazione socio-professionale della popolazione.


La seconda parte, pubblicata nel 2004, si occupa dei massari, variabilmente da identificare sia come imprenditori agricoli, sia come uomini di fiducia o salariati di un ricco proprie­tario.


Con il termine massaria in passato veni­vano anche indicati “un gregge o una mandria; c'e­rano, infatti, le masserie di pecore, di giumente, di porci, diremmo così mobili e destinate all'alleva­mento... L'altro tipo erano le masserie di campo, de­stinate alla produzione cerealicola.”(Italo Palasciano).Dall’analisi delle schede dei massari risulta che a Ceglie le due tipologie coesistono.


La terza parte, pubblicata nel 2005,esamina i beni burgensatici del feudatario locale Ferrante Sanseverino, conte della Saponara e utile signore della terra di Ceglie, che denunciò solo il possesso di beni fondiari. Il conte, pur essendo tassato con 711,20 onze, non era il maggior contribuente in quanto il massaro Geronimo Nigro veniva tassato per 799,20 onze.


La quarta e la quinta parte, pubblicate da pochi giorni in due numeri di Riflessioni-Umanesimo della Pietra, si occupano dei possidenti benestanti e dei professionisti.    


I possidenti benestanti nel catasto sono qualificati con le seguenti diciture: vive del suo, vive d'intrate, vive no­bilmente, vive delle robbe sue, vivit nobilis de suo, vive nobilmente del suo, dice vivere de sue intrate.


Essi sono caratterizzati dal fatto che traevano i propri mezzi di sostentamento dalle rendite, più o meno co­spicue, derivanti dal possesso di terre, di beni edilizi e di capitali finanziari.


I professionisti presenti a Ceglie erano sei: un chirurgo, un utriusque iuris doctor, un medico fisico, uno spe­tiale e due notari. Questi capifuoco, escluso lo spetiale, erano esentati dal versamento del testatico, inU.d.P. 2007 quanto svolgevano attività determinate dall'intelletto, che, secondo la mentalità dell'epoca, era consi­derato un dono divino e, quindi, non soggetto a tassazione.


La quinta parte dell'intero lavoro,così come si presenta allo stato attuale, si conclude con un capitolo dedicato alla famiglia Clavica a Ceglie e a Francavilla fra il Cinquecento e gli inizi del Seicento.


Diversi sono i piani di lettura di questo studio, che nei prossimi anni vedrà il suo completamento. Si può leggere cercando i nomi delle famiglie, dei toponimi della città e della campagna, oppure cercando i germi dell’evoluzione che subirà il paesaggio agricolo e sociale e altro ancora.  


Una miniera di informazioni, documentate anche da fonti esterne a quella catastale, un tassello fondamentale per una moderna storia della nostra città.


 


Due numeri in edicola della rivista Riflessioni-Umanesimo della Pietra.


Cosimo Francesco Palmisano, Il catasto di Ceglie del Gaudo 1603-I possidenti benestanti in Riflessioni-Umanesimo della Pietra,Martina Franca,luglio 2006


Cosimo Francesco Palmisano, Il catasto di Ceglie del Gaudo 1603-I professionisti e la famiglia Clavica in Riflessioni-Umanesimo della Pietra,Martina Franca,luglio 2007

Musica


Teatro Comunale - Ceglie Messapica (BR)


Mercoledi 28 maggio ore 20.30


 


Accademia dei Cameristi
I concerti dell’Accademia
Stagione musicale 2008


 


Programma
Claude Debussy (1862-1918)


Trio in sol maggiore


Franz Schubert (1797-1828)  


Trio n. 2 in Mi bemolle maggiore D 929


 


Violino: Leonardo Micucci


Violoncello: Nicola Fiorino


Pianoforte: Elisabetta Mangiullo



 


 

lunedì 26 maggio 2008

Promossa

Dalla redazione sportiva


Ceglie-Castellana 1


Nuova Pallacanestro Ceglie - Athletic Club Castellana
73 - 70
22-6 / 41 - 32 / 48 - 43 / 73 - 70



La Nuova Pallacanestro Ceglie vince gara 3 ed è quindi promossa in serie C2.


Ceglie-Castellana 2

sabato 24 maggio 2008

Uno studio sui proverbi cegliesi

Presagi e proverbi meteorologici nel sapere contadino di Ceglie Messapica


 


Cosimo Francesco Palmisano


Ri­flessioni-Umanesimo della Pietra, Martina Franca, Luglio 1998


 


La storia del bello e del cattivo tempo, nata nel solco del rinnovamento degli studi storici postulato dalla scuola francese des Annales, ha il suo più avvertito assertore in Emmanuel Le Roy Ladurie, il quale, analizzando il materiale più disparato (anelli di crescita degli alberi, date delle vendemmie, registri parrocchiali), è riu­scito a costruire una storia sommativa del clima d'Europa dall'anno Mille. 1


Il suo studio mira a colmare un vuoto nella grande storia economica e sociale: carestie in conseguenza di cattivi raccolti, spostamenti in massa su grandi distanze di popolazioni, perio­di di stagnazione e di espansione economica trovano, infatti, la loro giustificazione anche in un'analisi del micro e del macroclima.


Con questo contributo si tralascerà l'impatto del bello e del cattivo tempo su aspetti di micro­storia economica e agraria e si muoverà, invece, dall'analisi dei presagi, dei proverbi, delle prati­che devozionali, connesse alla meteorologia, con riferimento alla campagna di Ceglie Messapica.


Questo cumulo di sapere empirico era parte di una mentalità magica, che in un contesto eco­nomico chiuso e prevalentemente di autocon­sumo aveva codificato, attraverso osservazioni sperimentali, un proprio patrimonio di cono­scenze orali. Tali conoscenze servivano da gui­da negli atti quotidiani del lavoro nei campi, fortemente condizionato da favorevoli o da av­verse condizioni meteorologiche, nonché dal ci­clo delle stagioni.


L'immagine circolare delle stagioni, implici­ta anche nell'etimologia di anno (dal latino an­nus, anello del tempo), 2 si sostanzia con il contri­buto del lessico vernacolare, che conserva il re­taggio di un mondo contadino arcaico, il quale ignorava le stagioni intermedie e configurava l'intero ciclo dell'anno come un eterno succe­dersi di cattiva e buona stagione: a v∂rnat∂ e a staggion∂.


Lo stesso Giano, il dio bifronte dei Romani, erede di divinità mediterranee consimili, custo­de degli ingressi e dello scorrere del tempo, in origine aveva una relazione con questa arcaica bipartizione contadina del ciclo delle stagioni, che il lessico vernacolare di Ceglie ancora con­serva. 3


La scansione più dettagliata in quattro sta­gioni e, probabilmente, una sovrapposizione postuma. I mesi, infatti, appartengono alla buo­na o alla cattiva stagione, pur non essendoci in tutto ciò una rigida e pedante distinzione. L'ap­parente contraddittorietà e la difficoltà di collo­cazione di alcuni mesi lasciano intravvedere dei margini, che li rendono, specie quelli delle sta­gioni intermedie, fluttuanti e oscillanti fra l'uno e l'altro polo stagionale.


La riprova di tutto ciò è nel fatto che nei pro­verbi si coglie quasi un'idea circolare del caldo e del freddo e, conseguenzialmente, del bello e del cattivo tempo. 4

Continua...
note
 


(1) E. LE ROY LADURIE, Tempo di festa, Tempo di carestia, Torino, 1982; Idem, La storia della pioggia e del bel tem­po, in AA.VV., Fare storia, Torino, 1981, pp. 209-234.


(2) A. CATTABIANI, Calendario, Milano, 1994, p.13.


(3) M. MESLIN, L'uomo romano, Milano, 1981, pp. 45-46, 52-53,62-63; R. GRAVES, I miti greci, Milano, 1983, par. 34, nt. 3; par. 37, nt. 2.


(4) C.F. PALMISANO, Gestualità e formularità scaramanti­che nella cultura contadina di Ceglie Messapica, in Ri­flessioni-Umanesimo della Pietra (in seguito R-UdP) Martina Franca, Luglio 1997, p. 220.


 

giovedì 22 maggio 2008

Sport

La fase finale dei campionati aveva visto tre squadre cegliesi impegnate nella lotta per la promozione nelle rispettive serie superiori con i play off. Dopo la delusione in serie C1 con l'A.Dil.Basket Ceglie, mercoledi scorso c'è stata l'eliminazione  dell'Osam Volley Ceglie, che milita in serie C1, dai play off di pallavolo femminile. L'ultima squadra impegnata è la Nuova Pallacanestro Ceglie, che questa sera giocherà a Castellana la seconda gara dopo aver perso la prima in casa. Quindi gara decisiva per la promozione in C2.
Forza Ceglie.

martedì 13 maggio 2008

Chi sono ?

Do ped  si ste mangj u  ped  sobb a tre ped.


Arriv  quatt  ped  e  si  n  port  u  ped.


U do ped pigghj u tre  ped  e  u  men a quatt  ped.


Ci sont?


Fonte A. e S.


Due piedi sta mangiando un piede su tre piedi.
Arriva quattro piedi e si porta via il piede.


Il due piedi prende il tre piedi e lo tira a quattro piedi.


Chi sono?

lunedì 12 maggio 2008

Play off pallacanestro

Dalla redazione sportiva


Pallacanestro Serie C1 Maschile - Gir. G - Play off


 CEGLIE - BARI 


 54 - 61


Ceglie Bari 11-05-08
Parziali: 15-13 / 31-25 / 42-34 / 54-61



E' finito! Un altro tentativo di promozione alla serie superiore è volato via lasciando l'amaro in bocca per il modo con cui è avvenuto.Dopo la gara di giovedi,vinta con grinta e passione,i tifosi credevano nella possibilità di vincere ieri.La partita ha il visto il Ceglie al comando per i primi tre tempi e la metà del quarto.Nella fase finale c'è stato il calo della squadra grazie anche ai tiri da tre del play barese Sardano.Ci si interroga sulle scelte dell'allenatore.Perchè ha insistito con un giocatore nervoso al punto tale da prendersi dopo pochi minuti dall'inizio un fallo tecnico per proteste?Perchè non ha fatto giocare di più Mancini e Bosi?Perchè nella fase finale Vozza(grandi applausi durante e dopo la gara ad un vero campione che ha dato anche l'anima),un pivot, su Sardano,piccolo e sgusciante,quando Torrieri era riuscito a frenarlo? Perchè....troppo facile adesso la caccia al colpevole o ai colpevoli di questo fallimento.Comunque grazie a tutta la squadra e al presidente Laneve che ci hanno regalato per tutto l'anno intense emozioni.


Pallacanestro Serie D Maschile - Play off



NUOVA PALL. CEGLIE - A. DIL. BASKET TRINITAPOLI  
77 - 66
Ceglie- Trinitapoli 11-05-08La Nuova Pall. Ceglie vince la bella con il Trinitapoli e quindi disputerà la finale per la promozione in serie C2 con l'Athletic Club Castellana.


 

Sport

Dalla redazione sportiva



Sigh...




torno più tardi....

domenica 11 maggio 2008

Pallavolo play off

Dalla redazione sportiva


Osam Volley Ceglie - Trico V. Menelao Turi
2 - 3


Osam Ceglie -Turi 10-05-08Parziali 25-17 / 21-25 / 23-25 / 25-23 / 7-15



Conclusasi la regular season domenica scorsa, con il primo turno hanno avuto inizio ieri i play off di pallavolo femminile di serie C1 per decidere la terza squadra che deve essere promossa in serie B2, poiché le prime del girone A e B sono state promosse direttamente. La squadra dell’Osam Volley Ceglie, quarta classificata nel girone B, ha incontrato la Trico V. Menelao Turi,terza classificata nel gironeA.
Pubblico più numeroso del solito con una folta rappresentanza di tifosi della squadra avversaria. Il primo set inizia con il vantaggio del Turi subito recuperato dal Ceglie che conduce con sicurezza fino alla vittoria del set con il punteggio 25 a 17. Il secondo e terzo set sono vinti dal Turi con un sostanziale equilibrio tra le due squadre.Secondo set 21 a 25 e terzo set 23 a 25. Il quarto set vede la vittoria del Ceglie con un finale intenso ed emozionante, che gli permette di disputare il tie-break. Purtroppo il tie-break termina con la vittoria del Turi. Fino al cambio di campo il Ceglie è in svantaggio di 3 punti (5-8). Nella fase finale le nostre ragazze riescono a fare solo 2 punti  contro i 7 delle avversarie. Alcune decisioni arbitrali discutibili:l’assegnazione di 1 punto per una palla nettamente fuori nella fase finale della partita, diverse palle accompagnate non sanzionate della giocatrice n.7 del Turi che durante la partita ha realizzato molti punti. Alcuni errori banali delle nostre giocatrici in ricezione e in battuta, specialmente nel primo set. Muro non sempre efficace e in pratica la presenza di un’unica schiacciatrice risolutiva sono i punti deboli della squadra. In conclusione,visti i parziali dei set,le nostre ragazze non avrebbero demeritato la vittoria. Complessivamente una spettacolo gradevole degno di una cornice migliore. Si gioca al meglio delle tre partite:la prossima e l’eventuale bella a Turi il 14 e il 17 maggio.   


Pallacanestro
Si giocano stasera i due incontri decisivi  per designare la squadra che disputerà la semifinale in serie C1 (A.Dil.Basket Ceglie- A.S.Dil. Cus Bari ) e la finale in serie D (Nuova Pall. Ceglie -D. A. Dil. Basket Trinitapoli).
FORZA CEGLIE.


sabato 10 maggio 2008

Concerto

L’organo è uno strumento che sin da piccolo mi ha affascinato per la sua complessità e la grande varietà del suono emesso che, per la posizione in cui sono poste le canne, provoca una particolare suggestione e un certo fascino non legato necessariamente a motivi religiosi, perché durante i concerti non viene eseguita solo musica sacra.


L'organo ha un ruolo di primo piano nella musica sacra e nella liturgia. Infatti, il suono dell'organo è in grado, come sancito dal Concilio ecumenico Vaticano Il nel 1963, "di aggiungere un notevole splendore alle cerimonie della Chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti."



Chiesa Passionisti CeglieIn occasione dei festeggiamentí in onore di S. Aurelia V. e M. (ricorre quest’anno il 1° Centenario della sua presenza in Ceglie) la Comunità Passionista di Ceglie Messapica ha voluto commemorare la ricorrenza rea­lizzando il restauro dell'organo a canne esistente presso la pro­pria Chiesa. Esso, edificato nel 1980, fu il risultato di un ampliamento del vecchio organo costruito nel 1897, precedentemente collocato nella Chiesa del Convento dei padri Passionisti di Manduria, ampliamento effettuato con l'aggiunta di nuovi registri (nuove canne). Il restauro dell'organo effettuato tra il gennaio ed il marzo 2008 ha interes­sato la parte pneumatica, quella fonica ed  quella trasmissiva.


Il concerto inaugurale dell’organo restaurato sarà tenuto dall’organista prof. Graziano Semeraro dopo la  S. Messa presieduta dal vescovo di Oria S.E. Mons. Michele Castoro.


 


PROGRAMMA


Johann Sebastian BACH (1685-1750)


Toccata con fuga in re minore BWV 565


César FRANCK (1822-1890)
Fantasia in la maggiore


Franz LISZT (1811-1886)
Offertorio dalla Messa ungherese dell'Incoronazione


Marco Enrico BOSSI (1861-1925)
Tema e variazioni op. 115


Louis VIERNE (1870-1937)


Dai Pièces de fantaisie op. 54 vol. 3 n. 6 - Carillon de Westminster


 


Domenica 11 maggio 2oo8 ore 2o.oo


Chiesa del Convento dei Padri Passíonístí


Via S. Paolo della croce
Ceglie Messapica
(BR)



 


Graziano Semeraro


Organista, clavicembalista, pianista e compo­sitore, è nato a Ceg!íe Messapica (BR) nel 1968. Diplomato col massimo dei voti presso i Conservatori "T. Schipa" di Lecce e «N. Rota» di Monopoli (BA» è artefice della riscoperta e valorizzazione dell'organo e della musica organistica in Terra di Brindisi: dal 1999 è direttore artistico del festival organistico di San Vito dei Normanni Maggio Organistico Sanvitese. All'attività concertistica, svolta con successo in Italia ed all'estero, unisce la ricer­ca musicologica con particolare attenzione per la musica barocca inedita o poco nota e per la musica organistica di compositori pugliesi antichi, moderni e contemporanei, interesse che l'ha portato alla realizzazione di varie pub­blicazioni per le Edizioni Carrara di Bergamo tra cui un'edizione critica in due volumi delle opere per strumenti a tastiera di Leonardo Leo (1995).


Già docente di Organo e Composizione orga­nistica presso l'Istituto Musicale Pareggiato di Ceglie Messapica (BR), titolare di Storia ed Ed. Estetica musicale presso il Liceo Socio­Psico-Pedagogico «E.Palumbo» di Brindisi organista presso la Chiesa S. Michele Arcangelo di S. Michele Salentino (BR), titola­re della cattedra di Teoria e Solfeggio presso il Conservatorio "T. Schipa" di Lecce, è attual­mente titolare della cattedra di Organo e Composizione organistica presso il Conservatorio «N.Rota» di Monopoli (BA), opera come consulente organario elaborando progetti di manutenzione e restauro di organi a canne sia antichi che moderni ed è direttore dell'ensemble Orchestra del Settecento da lui costituito nel 1991, specializzato nella esecu­zione della musica barocca.

venerdì 9 maggio 2008

Play off

Dalla redazione sportiva


Pallacanestro Serie C1 Maschile - Gir. G - Play off


 CEGLIE - BARI 


 74 - 68


Ceglie-Bari 08-05-08
Parziali: 26-9 / 38-27 / 54-45 / 74-68



Un inizio sfogorante del Ceglie dimostrato dal 13 a 0 senza che il Bari riesca ad entrare in partita.Il massimo vantaggio si ha nel secondo quarto con 22 punti di distacco.Purtroppo nella fase finale inizia il calo del rendimento della squadra.Si soffre fino a raggiungere il vantaggio minimo di 5 punti.Conduciamo sempre in testa fino alla fine della partita.Da segnalare i soliti Vozza e Rossi Pose.Sono mancati i tiri da tre in particolare di Albana grande realizzatore nella partita con il Monopoli.Si torna a giocare domenica prossima per l'ultima partita.  


Pallacanestro Serie D Maschile - Play off
A. DIL. BASKET TRINITAPOLI - NUOVA PALL. CEGLIE
77 - 63
Play off C1













Play off D
















Play off C Pallavolo


martedì 6 maggio 2008

Lasciate ogni speranza,voi...che tentate di entrare.

Una porta con i sistemi di chiusura di una volta.


canecchje


canicchiul


Varron


Oggi piove:
Iacqua di masc'
iun' e tasc'.
Fonte A.


Simile a:
Abbril',chiov' j-cchiov'
masc',iun' j-bbon'
Fonte: Per le parole antiche.