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Na strende m'agghje 'ndise atturne o core / de fueche. Na u fa cchjù, ca pozze more. Da “Nu viecchju diarie d'amore” di Pietro Gatti

Funghi


Attenzione non consumare funghi spontanei senza aver prima provveduto alla identificazione micologica avvalendosi del parere tecnico/sanitario di personale qualificato.


Alcuni funghi dei boschi cegliesi raccolti e classificati gentilmente dal prof. Cosimo Francesco Palmisano, tra questi un bel porcino di 450 grammi.

BOLETUS AEREUS 




Classe: Basidiomiceti
Nome scientifico: Boletus aereus Bull.: Fr.
Nomi volgari: Porcino nero - Boleto bronzeo - Bronzino - Bulé
Caratteristiche morfologiche
Cappello: 6-24 cm, emisferico, poi convesso, infine aperto, sodo, col tempo più morbido; da giovane bruno scuro con vaste zone irregolari più scure su fondo più pallido, bruno-ocraceo; superficie vellutata.
Tubuli: fini, semplici, lunghi, quasi liberi; bianchi o giallo-pallidi.
Pori: piccoli, fitti, in principio chiusi; di colore biancastro, poi giallastri.
Gambo: 5-12 x 3-7 cm, duro, dapprincipio ingrossato bulboso alla base poi cilindrico; brunastro; superficie ricoperta da un fine reticolatura, prima pallide poi più o meno colorate nel fungo adulto.
Carne: dura, bianca, non colorata sotto la cuticola del cappello. Odore e sapore gradevoli.
Spore: bruno-olivastro in massa.
Commestibilità, habitat e osservazioni
Relazione con l'ambiente vegetale circostante: fungo simbionte.
Si trova nei boschi di latifoglie (specialmente castagni e querce), dalla tarda primavera all'autunno.
Eccellente commestibile, migliore del Boletus edulis per la sua carne più consistente. Esistono varie specie e sottospecie di Boleti molto simili, tutte di ottima commestibilità, che si differenziano per il colore più o meno scuro del cappello, dei tubuli e del gambo.
Fonte


RUSSULA ILICIS (Funge Palummine)


Etimologia

Russula  =  piccola rossa (dal latino, diminutivo di russus  = rosso),
ilicis = del leccio (specie del genere Quercus, di cui la specie è principalmente simbionte).


Sistematica
Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Russulales, Famiglia: Russulaceae, Genere: Russula, Sezione: Heterophyllae, Subsezione: Ilicinae, Specie: ilicis.

Commestibilità
Commestibile ottimo; si presta ad essere consumato anche crudo in insalata.

Descrizione
Il cappello misura 50-130 mm di diametro, all’inizio globoso diviene convesso-depresso al centro, infine spianato con leggera depressione centrale o concavo-subimbutiforme a maturazione; il margine è prima involuto poi incurvato verso il basso, con la cuticola intera e liscia, debolmente scanalata al bordo nel vecchio, separabile fino ad un terzo del raggio, umida e lucente nel giovane poi asciutta ed opaca, biancastra o biancastro-crema, sfumata di tonalità pallide rosa-lilacine poi grigina-beige negli adulti  con macchie rossastre nei punti erosi.
Le lamelle sono, prima fitte poi più spaziate, attenuato-annesse o sublibere, forcate verso il gambo, con rare lamellule interposte, rigide ed inizialmente un po’ lardacee, bianche poi crema pallido con deboli riflessi ocracei e macchiate, a partire dal filo, di brunastro-ruggine a maturazione.
Il gambo misura 35-65x15-25(35) mm, cilindrico, tozzo, leggermente attenuato verso la base, pieno e sodo poi appena midolloso, cassante alla frattura, asciutto e pruinoso nel giovane poi rugosetto, bianco e macchiato di rossastro verso la base negli esemplari adulti.
La carne è alquanto soda e consistente, cassante alla frattura, bianca ovunque con odore debole e sapore mite nel giovane, moderatamente acre nelle lamelle dei vecchi esemplari. Viraggio grigio-rosa molto pallido con solfato ferroso, bruno porpora con fenolo, azzurro pallido con tintura di guaiaco.
Le spore misurano 6,5-9 x 5-8 micron e presentano verruche dense subreticolate, da largamente ellittiche a subglobose, crema in massa.
È una specie che cresce soprattutto nelle leccete; molto diffusa già in prima estate, a gruppi di numerosi esemplari, in luoghi aperti e soleggiati, ma eccezionalmente anche sotto Quercus pubescens e Ostrya carpinifolia.
Fonte

RUSSULA DELICA (Funge Picurazze)


Classe: Basidiomiceti
Nome scientifico: Russula delica Fries
Sinonimo: Lactarius exsuccus Otto
Nome comune: Durei - Russula delica
Caratteristiche morfologiche
Cappello: 6-15 cm, biancastro, sovente screziato di bruno-ocraceo, prima emisferico poi convesso, infine scavato in modo largo e profondo, cuticola non separabile, secca, pruinosa, con fibrille radiali, rugosa, sporca di terra.
Lamelle: larghe e spaziate, adnate, decorrenti, biancastre poi ocra-pallide, rigide.
Gambo: 2-5 x 1-3 cm, bianco, con macchie brunastre, superficie dapprima uniformemente opaca poi satinata, che può divenire rugosa.
Carne: bianca poi leggermente bruna o rosa dopo qualche ora di esposizione all'aria, spessa, dura, odore complesso di frutta o pesce, sapore acre.
Spore: bianco-crema.

Commestibilità, habitat e osservazioni
Relazione con l'ambiente vegetale circostante: fungo simbionte.
Cresce nei boschi di latifoglie in suoli calcarei o silicei, dalla fine della primavera all'autunno.
Mediocre commestibile.
Fonte

RUSSULA CYANOXANTHA (Funge Palummine)


Classe: Basidiomiceti
Nome scientifico: Russula cyanoxantha Schff.: Fr.
Nome comune: Russula maggiore - Moreleto
Caratteristiche morfologiche
Cappello: 4-15 cm, prima arrotondato poi convesso, depresso, colore blu-viola o verde-nerastro, grigio violetto e spesso con macchie di vari colori, cuticola in parte separabile, umida, con margine prima incurvato poi ottuso.
Lamelle: fitte, di consistenza grassa, lardose al tatto, bianco o leggermente azzurrognole.
Gambo: 4-10 x 1,6-5 cm, prima carnoso e sodo poi spugnoso, pruinoso, bianco o tinto di violetto con macchie brune.
Carne: bianca e soda; togliendo la pellicola si mette a nudo una carne pigmentata di colore ciclamino; senza odore, sapore dolce di nocciola.
Spore: bianche in massa.

Commestibilità, habitat e osservazioni
Relazione con l'ambiente vegetale circostante: fungo simbionte.
Molto comune, si trova nei boschi. Estate-autunno.
Ottimo commestibile, è fra le Russule più apprezzate.
Le Russule, di cui alle volte è molto difficile riconoscere la specie, sono l'unico genere di cui può essere determinata la commestibilità con una prova empirica: è sufficiente masticarne un pezzetto e scartare le specie a sapore nettamente acre. Non è detto per questo che tutte le Russule acri siano tossiche. Certo che, per tale diagnosi, è necessario riconoscere con certezza che si tratta del genere Russula, altrimenti una Amanita phalloides, mortale, che non ha sapore acre, potrebbe essere scambiata con una Russula verde, commestibile.
Fonte

LACTARIUS ZONARIUS (Funge Asccuante)




Etimologia
Lactarius = attinente il latte (dall'aggettivo latino) per il latice che le lamelle secernono;
zonarius = con delle zone (dall'aggettivo latino) per le zone concentriche evidenti sulla super-ficie del cappello

Sistematica
Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Russulales, Famiglia: Russulaceae, Genere: Lactarius, Sottogenere: Lactarius, Sezione: Zonarii, Specie: zonarius.

Commestibilità
Non commestibile.

Descrizione
La Sezione Zonarii comprende Lattari il cui cappello, usualmente viscido, appare più o meno zonato, con bande concentriche di colore variamente sfumato gialle, aranciate o rossastre. Margine glabro. Il latice è bianco immutabileo grigio verdastro quando essicca sulle lamelle. Una delle specie più rappresentative di questa sezione è Lactarius zonarius del quale forniamo la seguente descrizione:
Carpoforo di medie dimensioni, con cappello, carnoso e sodo, il cui diametro può raggiungere e superare i dieci centimetri di diametro. Convesso all'inizio, diviene poi piano e a maturità profondamente depresso fino a imbutiforme; margine ricurvo, ondulato, involuto, non striato, talora leggermente pubescente. La cuticola è di medio spessore, asciutta o un po' vischiosa col tempo umido, di colore giallo con sfumature aranciate-rugginose: le colorazioni assumono tonalità più o meno intense disponendosi in forma di zonature concentriche dal centro alla periferia.
Lamelle mediamente fitte con numerose lamellule e biforcazioni in prossimità del gambo. Da lievemente adnate a decorrenti, sottili, di colore variante dal bianco-crema, al crema giallastro, fino a crema-ocraceo, con riflessi carnicini. Tagliente dello stesso colore, unito, regolare. Alla rottura o al taglio secernono un latice biancastro, immutabile, da prima mite poi acre
Gambo cilindrico, inizialmente robusto e duro, poi farcito ed infine cavo, con superficie liscia o occasionalmente ornata da scrobicoli giallastri più o meno fitti ed infossati (nella varietà scrobipes). Colore crema-biancastro macchiato sovente di giallastro o di brunastro.
Carne soda e compatta nel cappello e all'esterno del gambo, cotonosa all'interno; il colore è bianchiccio ma tendente ad assumere tonalità rosate al taglio e a divenire grigiastro con l'invecchiamento. Odore fruttato, sapore piccante ma non bruciante. Si tinge di blù/verde scuro von tintura di Guaiaco, grigio verde pallido con solfato ferroso (FeSO4).
Le spore, da sub globose a ellittiche sono ornate da verruche ed ornate da creste parzialmente amiloidi; hanno le seguenti misure: 8 / 10 x 6 / 8 micron.
Predilige terreno calcareo e cresce, dall'estate all'autunno, in più esemplari, sotto latifoglie, in particolare associato a querce, a carpini o a faggi..


Attenzione non consumare funghi spontanei senza aver prima provveduto alla identificazione micologica avvalendosi del parere tecnico/sanitario di personale qualificato.



Cantharellus cibarius (Funge Rizze)



Atlante dei funghi - Funghi commestibili e velenosi
Classe: Basidiomiomiceti
Nome scientifico: Cantharellus cibarius Fr.
Nome volgare: Gallinaccio - Galletto - Finferlo - Giallino
Caratteristiche morfologiche
Cappello: 1-12 cm, carnoso, grosso, sodo, convesso e schiacciato poi aperto, più o meno depresso al centro, liscio, opaco; variante dal giallo arancio, raramente bianco; margine involto che si distende molto tardi, generalmente sinuoso, lobato, irregolare.
Lamelle: pliciformi, molto decorrenti; concolori al cappello.
Gambo: 3-7 x 0,7-2 cm, pieno, sodo, nudo, generalmente attenuato dall'alto in basso, anche cilindrico o irregolare; dello stesso colore del cappello. Carne: bianca o leggermente giallastra sotto la superficie, che rimane a lungo senza alterarsi, soda. Odore caratteristico. Sapore dolciastro.
Spore: giallo-pallide in massa.
Commestibilità, habitat e osservazioni
Relazione con l'ambiente vegetale circostante: fungo simbionte.
Molto diffuso, si trova dalla primavera all'autunno.
Ottimo commestibile. Facilmente riconoscibile, è fra i funghi piu' conosciuti e raccolti. Esistono diverse varietà, con colorazioni diverse, dal chiaro quasi bianco all'arancio vivo.
Fonte


Hygrophorus russula (Funge da lezze)



Classe: Basidiomiceti
Nome scientifico: Tricholoma russula (Fr.: Fr.) Gillet
Sinonimi: Hygrophorus russula (fr.: Fr.) Quél. - Agaricus russula
Nome volgare: Agarico vinato
Caratteristiche morfologiche
Cappello: 5-12, carnoso, color carne o porporino con screziature più scure, più pallido al margine, tomentoso, piano-convesso, alla fine depresso, appena ondulato.
Lamelle:  biancastre, con macchie rosse, sinuate o smarginate, un po' decorrenti, sottili.
Gambo: bianco, macchiato di rosso, con la parte superiore bianca e farinosa, pieno.
Carne: bianca, rossastra al taglio, soda, priva di odore e sapore particolari.
Spore: bianche.
Commestibilità, habitat e osservazioni
Relazione con l'ambiente vegetale circostante: fungo simbionte.
Nei boschi di latifoglie, fine estate-autunno; molto comune nelle zone temperate calde, meno al nord.
Discreto commestibile.



Attenzione non consumare funghi spontanei senza aver prima provveduto alla identificazione micologica avvalendosi del parere tecnico/sanitario di personale qualificato.


ARMILLARIA MELLEA



Etimologia
Armillaria = braccialetto (dal latino armillaria = bracciale, per l'anello che cinge il gambo);
mellea = mielato (dal latino melleus = attinente al miele per il colore delle lamelle).
Sistematica
Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Subdivisione: Basidiomycotina, Classe Homobasidiomycetes, Sottoclasse Agaricomycetideae, Ordine Tricholomatales, Famiglia Tricholomataceae, Sottofamiglia Tricholomatoideae, Tribù Clitocybeae, Genere Armillaria, specie mellea.
Commestibilità
Buon commestibile finchè ancora giovane, previa adeguata cottura, tossico se raccolto dopo una gelata (in tal caso la carne non è bianca ma bruna). Si consumano solo i cappelli perché i gambi sono duri e coriacei.
Descrizione
La "famigliola buona" è un fungo ricercato per le sue proprietà organolettiche e tuttavia può essere tranquillamente consumato solo se gli esemplari sono ancora molto giovani e se vengono ben cotti: contengono infatti delle emolitine si dissolvono ad una temperatura di 70°.
Armillaria mellea cresce cespitosa su legno di essenze arboree di cui è un pericoloso parassita. Come tale aggredisce alberi riuscendo a svilupparsi soprattutto nei confronti di piante in qualche modo ferite o indebolite; per questa ragione predilige crescere soprattutto sui tronchi di piante recise. Oltre che sui tronchi o alla base dei tronchi, possiamo ritrovare famiglie di A. mellea anche apparentemente sul terreno; è tuttavia evidente che in tal caso il fungo si è sviluppato da una radice interrata. Se il parassitismo del fungo riesce a predominare, esso sarà causa della morte della pianta ospite. E' interessante notare che in tal caso A. mellea modifica il suo sistema nutritivo, divenendo fungo saprotrofo, cioè tale da continuare ad alimentarsi su legno ormai "morto" provvedendo tra l'altro alla sua decomposizione e alla restituzione al terreno delle composizioni minerali necessarie alla ricostituzione dell' humus.
Come evidenziato dalla denominazione volgare, A. mellea ha inizialmente l'aspetto di un piccolo chiodo con il cappellino convesso del diametro di 2 o 3 cm. In seguito il cappello si distende fino a raggiungere dimensioni di 8 / 10 cm. La sua superficie è coperta da squamette irte che si diradano verso l'orlo e che tendono a scomparire lasciando tuttavia sul cappello l'impronta della loro presenza. Il colore dell'intero carpoforo è molto variabile in relazione al tipo di albero che lo ospita: si va dal nero al bianco, passando attraverso tonalità nocciola o brunastre.
Le lamelle sono relativamente fitte, di poco decorrenti sul gambo, bianche all'inizio poi di color beige un poco rosato, come il colore del miele di fiori di campo.
Il gambo è slanciato, elastico, fibroso, affusolato alla base quando la crescita è cespitosa oppure con base allargata e bulbosa quando cresce in esemplari isolati. Poco più chiaro del colore del cappello, assume tonalità più scure verso l'estremità inferiore. Nella parte alta del gambo si trova l'anello supero, membranoso e simile ad una armilla (calza superiormente svasata), con striature nella sua pagina superiore che si prolungano poi lungo il gambo nella porzione compresa tra l'anello e l'attaccatura delle lamelle; di colore è bruno molto pallido leggermente ingiallente verso l'orlo.
Carne soda quella del cappello, dura e coriacea quella del gambo. Odore fungino, talora lievemente spermatico; sapore un poco acidulo e dolciastro.
Cresce contemporaneamente ed in rapida volata, dopo le prime piogge autunnali, su alberi vivi, su ceppaie o su radici interrate, di solito cespitosa ma talvolta isolata.
La sporata bianca è determinata da spore ellissoidali o subovali, bianche, misuranti 7/9 x 5,5/7 micron.
Possibilità di scambio
Della A. mellea esistono molte varietà in rapporto alle diversità cromatiche dei carpofori (A. cepistipes, A. gallica, ecc.). Molto discussa è la A. ostoyae (= A. oscura) assurta ad entità tassonomicamente autonoma e che sarebbe diversa dalla A. mellea perché il cappello ha tonalità più scure ed è ricoperto da squamule irte e persistenti mentre l'orlo del cappello e dell'anello ha colorazioni bruno incarnato.
L'A. tabescens (color tabacco) è quasi identica alla A. mellea; di dimensioni più modeste, cresce soltanto sul terreno (anche se in prossimità di ceppi) e, soprattutto, è sempre priva di anello.
Assai simile è Kuhneromyces mutabilis che deve il suo nome al fatto di avere un cappello con due colorazioni concentriche le cui dimensioni variano a seconda del grado di umidità assorbito. Tutte le specie sopra citate hanno le stesse possibilità di essere consumate, se giovani e ben cotte.
Sono invece tossiche l' Hypholoma fasciculare e l' Hypholoma sublateritium che crescono anch'essi in maniera cespitosa alla base di tronchi o sopra ceppi. E' necessario, in questo caso, fare molta attenzione al colore della lamelle: color miele nelle Armillarie, colore verde oliva o verde violetto negli Ifoloma.

Lactarius tesquorum Malençon, 1979.
Funge di Mucchje
Da "loca tesqua" (lat.)= landa desertica. Per i luoghi di crescita




Cappello: 3-8 cm, presto spianato o leggermente depresso ma con il margine a lungo involuto, superficie tipicamente decorata da una feltratura lanosa molto evidente che eccede anche un po' al margine. Colore rosato uniforme con tonalità verso il giallo, caratteristiche. 
Lamelle:  piuttosto fitte con presenza di lamellule, attenuato annesse, decorrenti per un uncino, color crema con tonalità rosate. 
Gambo: corto, cilindrico, attenuato verso la base, inizialmente un po' pruinoso bianco, poi subconcolore al cappello, con presenza di macchie o fossettine giallo ocracee, solitamente segnato da una zona anulare più colorata verso l'alto all'attacco delle lamelle.
Carne: bianca con macchie umide rosate più o meno presenti, secernente lattice bianco fortemente pepato come il lattice. 
Spore: 7-9 x 5-7 µ, ellissoidi-rotondeggiati, reticolate.
Habitat: tipicamente sotto cisto, zona mediterranea.  
Commestibilità: sembra essere commestibile, consumato nelle zone di crescita. Si sconsiglia per la sua somiglianza con il Lactarius torminosus.
Fonte: I funghi dal vero, vol. 5, Editura Arte Grafiche Saturnia, Trento 1986

Lyophyllum decastes (Fr.) Singer
Funge Cardelle



Classe: Basidiomiceti
Nome scientifico:
Sinonimi: Agaricus aggregatus Schaeff. - Agaricus decastes Fr. - Lyophyllum aggregatum (Schaeffer) Kühner
Nomi volgari: Agarico aggregato - Agarico conglobato - Castagnin - Castagneu

Caratteristiche morfologiche
Cappello: 5-7 cm, prima emisferico-convesso, poi aperto, con il margine involuto, con o senza umbone, ondulato e/o lobato, con la cuticola liscia o fibrillosa in senso radiale, brillante e lardacea con l'umidità , poco spessa, di colore bruno grigio, bruno-ocra, fino a bruno scuro, con il margine più chiaro, anche quasi del tutto bianco.
Lamelle: adnate, mediamente fitte, con lamellule, di colore bianco-ocra-grigiastro con sfumature rosa.
Gambo: 3-10 cm, pieno, elastico e fibroso, biancastro, un po' incurvato alla base.
Carne: abbastanza elastica, biancastra, con un gradevole odore e sapore fungino o di farina.
Spore: 5,5-7 × 5,0-6,5 µm, subglobose, lisce, ialine.
Commestibilità, habitat e osservazioni
Relazione con l'ambiente vegetale circostante: fungo saprofita.
Cresce generalmente in gruppi, nelle zone aperte dei boschi, sia di conifere che di latifoglie
Buon commestibile.


Tricholoma terreum (Schaeff.: Fr.) Kummer
Funge Cardillicchje


Classe: Basidiomiceti
Nome scientifico: Tricholoma terreum (Schaeff.: Fr.) Kummer
Sinonimi: Agaricus terreus Schaeff.
Nome volgare: Moretta, Agarico terreo, Bigietta

Caratteristiche morfologiche
Cappello: 4-8 cm, carne scarsa, prima convesso poi piano, più o meno umbonato, ricoperto da squame grigio-nere o grigio-topo.
Lamelle: lamelle larghe e fragili, prima bianche poi di colore grigio cenere.
Gambo: 3-5 x 0,4-0,8 cm, prima pieno poi subfistoloso e quasi cavo, presenta una cortina grigiastra.
Carne: bianco-grigiastra, fragile, senza odore.
Spore: ellettiche, ialine.
Commestibilità, habitat e osservazioni
Relazione con l'ambiente vegetale circostante: fungo simbionte.
Si trova nei boschi (specie conifere) in gruppi numerosi. Estate-tardo autunno.
Buona commestibilità.
Specie tossica simile è il Tricholoma tigrinum, che però è di taglia maggiore e con gambo sempre pieno e ingrossato alla base.
Fonte


Cortinarius variiformis Malençon
Funge turniedde



Tassonomia
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Cortinariaceae
Genere Cortinarius
Sottogenere Phlegmacium
Sezione Triumphantes

Descrizione
Cappello da 4 a 10 cm da globoso ad appianato, margine a volte debordante, colorazioni pileiche su toni ocra-giallastri con evidenti sfumature fulve-aranciate, di aspetto viscoso con tempo umido, diversamente asciutto con il secco, reagisce al brunastro con KOH.
Lamelle generalmente fitte, sinuose adnate, violetto-lilla da giovane,
grigio-violetto ed infine brunastre in matutazione, filo più chiaro, biancastro.
Gambo cilindrico, ma anche ricurvo alla base dove si allarga fino a formare un bulbo non marginato, ricoperto da resti del velo, giallognolo, brunastro al contatto o alla manipolazione.
Carne biancastra con sfumature viola-grigiastre poco pronunciate, odore non penetrante, terroso o che ricorda la patata tagliata, reagisce su toni ocracei con il KOH
Habitat raccolto presso Quercus cerris con Acer platanoides e Ostrya carpinifolia ma segnalato anche sotto Querce sempreverdi, predilige climi miti o mediterranei.
Osservazioni Specie non di facile determinazione e facilmente confusa con i suoi simili:
Cortinarius varius molto rassomigliante, ma cresce sotto Abete rosso e Abete Bianco;
Cortinarius caligatus può facilmente essere confuso con esemplari crescenti sotto Leccio e Sughere, si distingue per l'abbondante velo che decora il gambo come una calza e che forma decorazioni evidenti simili a ghirlande.
Cortinarius subvariiformis avrebbe lamelle di un viola più intenso, residui velari brunastri e microscopicamente spore più strette.
Microscopia spore (8) 9-10 (10,5) x 4,5-6,3 µm; Q = 1,50-1,90 media 9 × 5,5 Q = 1,75, da ovoidali-ellissoidali ad agmidaliformi con ornamentazioni abbastanza marcate, basidi tetrasporici, filo lamellare con cellule marginali cilindracee, pileipellis con ife cilindriche, flessuose, anche sinuose.
Fonte

COMMESTIBILE
Fonte 1, Fonte 2.



Attenzione non consumare funghi spontanei senza aver prima provveduto alla identificazione micologica avvalendosi del parere tecnico/sanitario di personale qualificato.



Boletus impolitus – Hemileccinum impolitum



Hemileccinum impolitum (Fr.) Šutara 2008

Tassonomia
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Boletales
Famiglia Boletaceae

Sinonimi
Boletus impolitus Fr. 1838
Xerocomus impolitus (Fr.) Quél. 1888

Note nomenclaturali
Il genere Hemileccinum, istituito da Šutara nell'anno 2008, comprende specie con caratteristiche macro e microscopiche intermedie fra i Boletus s.l. (portamento, trama dell’imenoforo), i Leccinum (superficie del gambo scabrosetta) e gli Xerocomus s.str. (struttura a trichoderma della pileipellis). La validità di questo nuovo genere è stata confermata da indagini filogenetiche che hanno dimostrato l’effettiva distanza evolutiva fra Hemileccinum, Boletus s.l. e Xerocomus.

Riconoscimento
Il Boletus impolitus si riconsce per il cappello di 5–18 cm di diametro, prima emisferico e poi convesso, per divenire infine spianato, con cuticola vellutata, poi liscia negli esemplari adulti, di un caratteristico colore giallo ocra o camoscio chiaro. I pori sono minuti e concolori ai tubuli che sono lunghi, arrotondati al gambo, prima gialli e poi giallo-verde. Il gambo è di 6-15 x 2–6 cm, sodo, pieno, lievemente ventricoso, di colore bianco crema con sfumature giallo chiaro e privo di reticolo. La carne è soda, giallastra, immutabile, con odore di fenolo più marcato alla base del gambo e con sapore dolce. All’analisi microscopica si notano delle spore di 9-15 x 4,5-6 µm, da ellissoidali a fusiformi, lisce, guttulate, bruno-oliva in massa e basidi tetrasporici di 22-30 x 8-10 µm.

Usi e Tradizioni
Il Boletus impolitus viene considerato un fungo di buona commestibilità anche se si consiglia di eliminare la base del gambo che emana un caratteristico odore di fenolo.
È una specie che può essere confusa con il B. appendiculatus o B. fechtneri, entrambi commestibili, ma si differenzia da questi per la mancanza di reticolo sul gambo e per la carne non virante. Spesso anche se l’aspetto esteriore è bello e il fungo sembra giovane, quando si va a tagliare la carne si vede che è ampiamente segnata dai passaggi di larve.



Russula foetens 


Classe: Basidiomiceti
Nome scientifico: Russula foetens Pers.: Fr.
Sinonimo: Agaricus foetens
Nome comune: Russula fetida

Caratteristiche morfologiche
Cappello: 6-16 cm, prima emisferico poi convesso, infine piano, giallo ocra più scuro al centro, macchiato di bruno-rossastro, margine segnato da solchi, con cuticola più o meno separabile.
Lamelle: fitte, distanti, disuguali, dapprima biancastre poi crema con macchie bruno-rossastre.
Gambo: 4-8 x 1-2,5 cm, pieno, grosso, cilindrico, biancastro con macchie brune.
Carne: biancastra, brunastra all'aria, tenera, fragile, odore di ipoclorito e sapore piccante.
Spore: crema-pallide. 
Commestibilità, habitat e osservazioni
Relazione con l'ambiente vegetale circostante: fungo simbionte.
Nei boschi di conifere e latifoglie, nei luoghi umidi, in estate-autunno.
Velenoso

Russula heterophylla

Russula heterophylla (Fr.) Fr.
Classe: Basidiomiceti
Nome scientifico: Russula heterophylla (Fr.) Fr.
Nome comune: Colombina eterofilla, Colombina verde

Caratteristiche morfologiche
Cappello: 5-10 cm, dapprima convesso-subferico, poi appiattito e leggermente depresso, con cuticola separabile, un po' viscoso da umido, brillante e liscio per il secco, di colore verde, più carico al centro con componenti che possono darle tonalità giallastre, grigiastre e anche gialle o vinaccia.
Lamelle: fitte, annesse, connesse tra loro da basse venature biforcate, colore bianco o bianco-crema.
Gambo: generalmente corto, attenuato a punta verso la base, piuttosto compatto, bianco con tendenza ad ingiallire o con macchie brunastre.
Carne: bianca, compatta, odore non molto forte, ma comunque non sgradevole; il sapore è mite.
Spore: bianche.

Commestibilità, habitat e osservazioni
Relazione con l'ambiente vegetale circostante: fungo simbionte.
Cresce in boschi di latifoglia e di aghifoglia, piuttosto comune e presente in stagione precoce.
Commestibile.


Russula mairei

Russula mairei
Famiglia: Russulaceae Lotsy 1907.
Genere: Russula Persoon 1796.
Sottogenere: Russula emend. Sarnari.
Sezione: Russula emend. Sarnari.
Russula mairei Singer 1929.

Il nome della specie mairei è dovuto al nome latinizzato di Maire, per ricordare un grande Micologo francese del secolo passato: René Charles Joseph Ernest Maire (1878-1949).
Descrizione della sezione
La sezione Russula comprende carpofori di taglia piuttosto piccola e fragili, che presentano un cappello di colore rosso più o meno vivo, il gambo bianco, senza velo, la carne di sapore pepato normalmente molto forte. La sporata va dal bianco al giallo scuro, con presenza di dermatocistidi plurisettati o unicel- lulari ma molto ben caratterizzati, normal- mente nudi, solo in poche specie si possono trovare incrostati.
Descrizione della specie
Cappello: 4-6 cm, convesso, infine anche un po’ depresso, a consistenza carnosa, margine liscio, generalmente senza scanalature se non tardivamente; cuticola separabile per metà raggio, brillante, di colore rosso, a volte parzialmente decolorata al crema, crema avorio.
Lamelle: attenuate, fragili, di colore bianco, con talvolta riflessi glauchi.
Gambo: robusto, rugoso, con corteccia rigida e all’interno farcito, di colore bianco che tende a sporcarsi di bruno ocraceo con l’età.
Commestibilità: non commestibile a causa della sua acredine.
Osservazioni. Questa specie si caratterizza per la taglia medio-piccola, il gambo cilindroide, tozzo e
corto, per la carne a consistenza dura, per la reazione quasi immediata al Guaiaco e per la crescita in faggeta.
È possibile confonderla con: Russula silvestris, che si può definire come sosia perfetto, ha però la reazione al Guaiaco negativa, le spore leggermente più grandi con grosse verruche; Russula persicina, che ha il gambo che spesso è pigmentato di rosa rosso, la sporata crema che conferisce alle lamelle del fungo maturo un riflesso giallino; Russula luteotacta, ha le lamelle che tendenzialmente
sono decorrenti e spaziate, la carne che si macchia di giallo nelle parti erose; Russula rhodomelanea cresce nei boschi caldi di quercia, le lamelle sono più spaziate e la carne tende al grigio nerastro quando si disidrata.
Sinonimi: Russula fageticola Melzer ex S. Lundell 1956; Russula mairei var. fageticola Romagnesi 1962.
Fonte.

Russula cutefracta

RUSSULA CUTEFRACTA Cooke
Da “cutis” (lat.)= pelle e “fractus”(lal.)= rotto. Per la cuticola rotta al margine del cappello

Cappello: 6-10,5 cm, sodo e compatto, globoso, con il centro precocemente e fortemente depresso; di colore variabile, che va dal verde-cupo al bronzo con qualche macchia gialla, al violaceo molto chiaro. La cuticola secca, più o meno rugosa è rotta in areole, specialmente verso il margine, da richiamare l'aspetto della Russula virescens.
Lamelle: serrate, minute, furcate, anastomosate, non ventricose, strette, leggermente lardose; bianche con sfumature azzurrognole.
Gambo: 4-7 x 1,3-2,2 cm, corto, grosso e massiccio, sodo, subcilindrico,
qualche volta attenuato alla base; pieno, poi spongioso bianco; macchiato di bruno sporco giallastro o grigiastro.
Carne: grossa, soda, bianca; odore nullo; sapore dolce.
Spore: 6,5-9,5 x 5,5-7,2 µm, bianche, arrotondate o leggermente ovali.
Habitat: boschi di latifoglie. Rara. Estate.
Commestibilità: commestibile buona.
OSSERVAZIONI: È molto simile alla Russula cyanoxantha, ma mantiene costante il carattere che le ha dato il nome specifico. Ha infatti sempre presente una screpolatura areolata al margine del cappello.

Fonte: 
B. Cetto,  I funghi dal vero, vol. 2°,  p. 407.


Lepista nuda


Tricholoma nudum (Bull.: Fr.) Mre.
Atlante dei funghi - Funghi commestibili e velenosi
Classe: Basidiomiceti
Nome scientifico: Tricholoma nudum (Bull.: Fr.) Mre.
Sinonimo: Rhodopaxillus nudum - Lepista nuda (Bull.: Fr.) Cke.
Nome volgare: Tricoloma nudo - Agarico violetto

Caratteristiche morfologiche
Cappello: 5-14 cm, convesso poi piano, liscio, umido, arrotondato al margine da giovane, bruno-rossiccio, o violetto più o meno sfumato al fulvo.
Lamelle:  sottili, fitte, arrotondate verso il gambo, più o meno decorrenti, prima violetto-chiare poi violetto-brunastre.
Gambo: 6-10 x 1-2 cm, robusto, fibroso, pieno, lilla o lilla-grigio, con fibrille bianche, ingrossato alla base.
Carne: bianco-violacea, fragile quella del cappello e fibrosa nel gambo, odore gradevole e sapore dolciastro.
Spore: ialine al microscopio, rosate in massa.
Commestibilità, habitat e osservazioni
Relazione con l'ambiente vegetale circostante: fungo saprofita.
Cresce nei terreni ricchi di humus dei boschi, spesso sotto le conifere, preferibilmente in autunno.
Ottimo se cotto: lievemente tossico se crudo (si raccomanda la prebollitura). Si presta alla coltivazione.



Attenzione non consumare funghi spontanei senza aver prima provveduto alla identificazione micologica avvalendosi del parere tecnico/sanitario di personale qualificato.