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Na strende m'agghje 'ndise atturne o core / de fueche. Na u fa cchjù, ca pozze more. Da “Nu viecchju diarie d'amore” di Pietro Gatti
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martedì 24 luglio 2012

Pierpaolo Faggiano - The Spiritual Man


Vi riporto di seguito un pensiero scritto da Marco Colonna in merito al concerto del 18 luglio sorso.


NOI SIAMO UNA GRANDE CULTURA

La capacità di una cultura di identificare il dolore, viverlo e farne una rappresentazione cosciente e sociale, è sintomo di una grandezza, di una maturità che presagisce valore e capacità di esistenza. Capita perciò, che un gruppo di musicisti possa identificarsi in una cultura per salutare, ad un anno dalla sua violenta scomparsa, un amico, collega e compagno: Pierpaolo Faggiano.
La cosa che risulta evidente è che esistano ancora musicisti (di cui mi fregio di fare parte, probabilmente mio malgrado) in cui la dimensione collettiva è ben più importante dell'affermazione individuale. Ho scoperto come il dolore sia parte integrante di un processo di collettivizzazione forte e non ideologico. Tanto da farmi pensare che il nostro essere Europei cede il passo ad una ben più profonda capacità di relazionarsi a se stessi come esseri umani. Il Jazz da subito ha posto alla sua base il meticciamento culturale, per proporre sintesi sempre nuove e capaci in maniera rapida e repentina di rivoluzionare i punti di vista e le analisi. Appropriarsi di un linguaggio identificato ideologicamente con il popolo afroamericano, renderlo attuale e profondo in maniera onesta e vera, tanto da tracciare nella sua storia i gradi della nostra sensibilità è risultato che non andrebbe sottovalutato.
Non andrebbe sottovalutato il lavoro di centinaia di musicisti che sperimentano linguaggi e forme nel pieno rispetto e adorazione di una tradizione oramai secolare, capace di mettere in relazione molti dei linguaggi costruiti nel novecento musicale , in maniera organica e viscerale. Sottovalutare chi si occupa di forzare le regole del mainstream attuale è di per se una negazione dei valori fondanti di questa musica, di cui mi sento almeno in parte, attore contemporaneo.
Mi viene da pensare come in una cultura i riti funebri siano a volte la più alta realizzazione dei valori di bellezza, uso e trasformazione. Nell'esperienza vissuta per salutare il caro Pierpaolo, tutto questo si è realizzato attraverso la mimesi completa ai valori fondanti in cui ci identifichiamo.
Concepita in maniera amicale, dai musicisti per i musicisti, senza nessuno scopo commerciale e senza interessi in gioco, la performance è stata in qualche maniera esemplificativa del nostro essere emotivo e intellettuale. Il poeta e musicista Vittorino Curci ha aperto con le sue parole e la sua voce profonda, terrena e solare, così simile al suo ambiente di campi di ulivi e arida terra rossa, per accompagnarsi al flebile ed instabile suono del suo contralto, tanto umano da proiettarci quasi nella fragilità del nostro essere vivi. In un abbacinante contrasto che ci ha portato tutti, come guidati da una mano maestra (in questo noi mediterranei ci riconosciamo nella nostra essenza africana).
Subito dopo ho avuto l'onore di suonare con i maestri Marcello Magliocchi e Gianni Lenoci. Ovviamente lo sguardo non può essere così critico e analitico essendo io uno dei musicisti. Ma l'impressione (che vorrò verificare appena le registrazioni potranno essere ascoltate) è che naturalmente ci si sia trovati a condividere un universo di suoni in cui la densità fosse materia architettonica ed il suono respiro di insieme. Qui la componente dell'incontro diviene fondamentale. Incontro di realtà distanti geograficamente e dal punto di vista generazionale, messe a confronto con il medium profondo della condivisione di una condizione emotiva. Comunità. Il senso profondo di appartenere ad una comunità, che condivide molto fra pensieri, riflessioni, azioni.....Ancora una sensazione forte in tal senso.
Ancora al maestro Vittorino Curci il compito di traghettarci verso l'ultimo set della performance che vedeva Angelo Olivieri, Pasquale Innarella, lo stesso Vittorino Curci e Ivano Nardi.
Essendo stato di questo momento anche spettatore, mi sento ovviamente più a mio agio a parlarne in maniera analitica.
Un impianto tonale aperto ed instabile, ma con un forte polo attrattivo, un senso del ritmo molto più accentuato e “jazz” del nostro set, polifonia primitiva in cui il timbro e le linee melodiche si attraversavano in maniera esplosiva, dando l'impressione di essere un delicato equilibrio di scontri violenti. Il tutto concentrato e convincente senza nessuna voglia di prevalere solistico, senza nessun trucco di maniera (che ovviamente non manca quasi mai in quello che comunemente si chiama musica improvvisata), una “second line” furente e umana, pervasa dall'instabilità di Vittorino e dal suono pastoso del tenore del caro Pasquale. Il ritmo sospeso e sognate di Ivano, capace come di consueto di definire lo spazio in respiri infiniti e la lama lucente del suono di Olivieri...Tanto per essere poetici nella descrizione di ciò che è successo.....Analiticamente pareva evidente proprio la derivazione che un gruppo di fiati in questo ambito musicale trae da linguaggi archetipi del jazz, e da (indissolubilmente) la visione afro-oratoria di Albert Ayler.
Come dire abbiamo le nostre funzioni religiose. I nostri inni, le nostre odi. Abbiamo introiettato lo spirito di qualcosa di antico, ne siamo parte integrante in quel calderone meticcio che chiamiamo jazz.
Ho notato che l'improvvisazione finale, che ha coinvolto tutti i musicisti è stata una sorta di proposta al futuro. Una lunga improvvisazione, in cui ognuno di noi ha percepito una grande sintesi e forza, quasi una proposta, una soluzione delle esperienze precedenti.
Il nostro amico Pierpaolo si è tolto la vita un anno fa. Violentando il nostro rimanere qui, a cercare di capire un gesto, un'azione incontrollabile.
La possibilità che Giusy ed Adele ci hanno regalato, promuovendo la performance di cui stiamo parlando è stata quella di capire almeno cosa noi non vogliamo essere e cosa realmente siamo.
Noi siamo una grande cultura, che resiste ai moti scialbi di questa epoca oscura, che resiste all'abbrutimento e alla scelleratezza di un ambiente musicale...e lo fa con la poesia, con il canto, con l'essenza stessa del nostro appartenere alla genia dei musicisti di jazz.....
Jazz....Non nero, non europeo, ma umano. Capace di piangere il proprio dolore, trasformarlo e vincerlo, trasformandolo in bellezza, in infinità. Noi siamo parte di qualcosa di grande. Noi siamo una grande cultura. Sarebbe un grave errore sottovalutarlo.

Marco Colonna  

giovedì 19 luglio 2012

Pierpaolo Faggiano The Spiritual Man

Grazie Pierpaolo per avermi fatto apprezzare di più il free.















Il video della parte finale della serata su Tibuna Libera
Clicca qui.

mercoledì 11 luglio 2012

Pierpaolo Faggiano - The Spiritual Man


'O VERO FREÈ *

 "Me ne jeve 'na sera mmieze ò mare
 cantanne free cù nostalgia
 e penzave, guardanne stì lampare
 ca nun ce stà cchiù musica 'a quanne è muorte 'o free

 'O vero free era chillo 'e 'na vota, tuccava 'o core 'o vero free
 pure l'Americane s'o cantavano,
 pè miezz'e nire ieve chella museca
 ma mò ca e tiempe belle so fernute
 'o core mie fernesce 'nzieme 'o free

 'O vero free era chilo 'e 'na vota, tuccava 'o core 'o vero free
 ma 'a tristezza cchiù grossa che m'accide
 è ca 'sti piscature 'e Margellina
 nun canteno cchiù free ma sule rock
 ma sulamente 'o rock".

 * Testo di Mario Schiano, interpretato sul disco "Swimming Pool Orchestra" dal mitico Trottolino, nome d'arte di Umberto D'Ambrosio, tratto dal libro intervista "Un Cielo di Stelle. Parole e musica di Mario Schiano" di Pierpaolo Faggiano (Manifestolibri 2003)

 Per ricordare un amico e continuare nel nome della sua opera, il comitato spontaneo che porta il suo nome, ha organizzato una serata di free jazz alla quale prenderanno parte i musicisti che hanno caratterizzato emozionalmente la vita di Pierpaolo.
 Un ringraziamento particolare va, innanzitutto, alla Famiglia Faggiano nelle persone della Sig.ra Maria e di Giuseppe, a coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell'evento, così come a Gianni Lenoci, Pasquale Innarella, Marcello Magliocchi,Angelo Olivieri, Ivano Nardi, Marco Colonna e Vittorino Curci.

 Si Ringraziano inoltre
 - Relais "La Fontanina"
 - ristorante "Antimo-Casina Terramore"
 - ristorante "Cibus"
 - Farina pianoforti
 - Antonio Furio service audio
 - Maria Domenica Maggiore grafica

mercoledì 18 luglio 2012
ore 20.30
presso
 Antimo-Casina Terramore
Ceglie Messapica

sabato 28 gennaio 2012

Petra Live Music


FABRIZIO BOSSO,  il più grande trombettista italiano, definito da Enrico Rava “una delle cose più belle  capitate al jazz italiano in questo decennio”  vi aspetta al Petra Live Music di Ceglie Messapica sabato 28 Gennaio alle ore 22:00.
   Nel corso della sua carriera ha avuto collaborazioni con artisti quali: Flavio Boltro ,Sergio Cammariere, Mario Biondi ,Randy Brecker, Paolo Fresu e tanti tanti altri 

L’esibizione al PETRA vedrà l’incontro magico tra Bosso, Cosimo Maragno, Giuseppe Venezia e Lorenzo Nicoletti  in:
“Intrioplay”,  che sta per giocano in tre,o suonano in trio .La musica è per loro una grande passione  prima di essere il loro mestiere. Il repertorio è costituito da brani che nell’ambito della musica jazz sono da considerarsi  intramontabili ,ma proprio per questo diventa molto difficile proporli in modo completamente originale cosi come da interpretazione di Fabrizio Bosso featuring Intrioplay.

Line up:
FABRIZIO BOSSO:  tromba
COSIMO MARAGNO: chitarra
GIUSEPPE VENEZIA: contrabbasso
LORENZO NICOLETTI:  batteria

martedì 28 giugno 2011

Blue Memories - un ricordo di Pierpaolo Faggiano


Questa sera sarà celebrata una Santa Messa in suffragio di Pierpaolo presso la Chiesa di San Rocco alle ore 19.30.

Intanto, mi piace ricordare Pierpaolo per la sua passione e per la sua competenza per la musica jazz. Chi non ne fosse a conoscenza, può dedurla in parte dalla miriade di articoli scritti per all about jazz:

DISCOGRAFIE
INTERVISTE
APPROFONDIMENTI E ALTRI ARTICOLI
RECENSIONI DI DISCHI
RECENSIONI DI CONCERTI E RASSEGNE

Clicca qui.

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NO TAV

In tv o sui giornali smbra difficile per chi non abbia seguito le precedenti puntate capire perchè ci sia qualcuno in Val di Susa e non solo contrario all'alta velocità. Consiglio a chi avesse voglia di informarsi, bypassando i media tradizionali, di informarsi qui: Comitato NO TAV-Torino,

- Perché diciamo NO al TAV Torino-Lione
- Un'alternativa al TAV ?

Un estratto dal sito
ALTRE 150 BREVI RAGIONI TECNICHE CONTRO IL TAV IN VAL DI SUSA
Per i 150 anni dell’ Unità d’ Italia
1) Una grande opera o è fortemente utile o è fortemente dannosa, perché richiede investimenti che vengono sottratti ad altri capitoli di spesa e perché ha un forte impatto sul territorio che la ospita. La questione fondamentale del progetto della nuova linea ferroviaria Lione-Torino, che è anche la più costosa opera pubblica mai progettata in Italia, è la sua inutilità, perché le ipotesi di traffico su cui si basa sono state smentite dalla realtà dei fatti, che mostrano una inarrestabile caduta dei movimenti di merci e di passeggeri sulla sua direttrice.
...
8) Il costo al km dà dei dati impressionanti: se facciamo una media della intera parte comune italo-francese dividendo i 14 miliardi di euro della domanda di finanziamento all’Unione Europea per gli 80 km allora previsti, arriviamo ad un costo di 175 milioni di euro per km, in euro del gennaio 2006. Ma se dividiamo gli 8,8 miliardi che pagherà effettivamente l’Italia per i suoi 35,5 km della parte comune si arriva a 250 milioni per km. Per la tratta esclusivamente italiana, la valutazione è più incerta per via della mancata presentazione del tracciato preliminare, ma le notizie di stampa fornite dagli stessi proponenti ammettono un costo storico di 120 milioni di euro per Km, che, tradotto in euro correnti, corrisponde a 160 milioni di euro per km.

venerdì 25 marzo 2011

PUGLIAMERICA A/R


Venerdì 25 marzo ore 21.00
Maurizio Petrelli & Big Band
"PUGLIAMERICA A/R"

Teatro Comunale Ceglie Messapica

 
"Pugliamerica A/R" è la concretizzazione del percorso musicale del buon cantante e performer Maurizio Petrelli.
Il disco, in cui sono rispolverati brani come "Caravan" di Duke Ellington e "I've Got You Under My Skin" di Frank Sinatra, è da una parte un eccellente tributo al jazz classico/orchestrale americano e dall'altra un omaggio alla cultura musicale pugliese con la reinterpretazione di ben sei brani storici di Domenico Modugno fra cui "Meraviglioso" e la classicissima "Nel blu dipinto di blu". Il sound appare spensierato ed efficace in grado di lasciar trasparire una interessantissima capacità tecnica degna del miglior ensemble musicale. Nel disco sono infatti presenti ben diciannove musicisti e tre cantanti fra cui Guido Pistocchi (solista in una eccellente versione di "Mack The Knife"); il tutto sotto l'attenta regia musicale di Fernando Toma che da due anni dirige il già ben consolidato gruppo.
Trovare un nesso fra due culture musicali così differenti non deve essere stato semplicissimo, il prodotto finale risulta tuttavia uniforme ed equilibrato.
Mario Melillo per Jazzitalia 

giovedì 9 dicembre 2010

Spigolature

La Piazza
Piazza 03


Noi compriamo a Ceglie



Bolllenti Spiriti.

Il Comune di Ceglie Messapica, in collaborazione con la Cooperativa Sociale VERDE E DINTORNI ONLUS di Cisternino,  apre oggi il proprio Laboratorio Urbano in via San Paolo della Croce. A
lla conferenza stampa delle ore 17.00 interverranno: Luigi Caroli, Sindaco di Ceglie Mess.ca, Roberto Covolo, Staff Bollenti Spiriti - Regione Puglia, Anna Maria Cecere, Presidente della Cooperativa Sociale VERDE E DINTORNI ONLUS, gestore dei Laboratori Urbani di Ceglie e Cisternino per i prossimi tre anni. Alle ore 18.00 un incontro di ascolto delle associazioni del territorio.
Diventa così operativo anche a Ceglie il programma Regionale Bollenti Spiriti: l’Ex Macello Comunale di Ceglie, spazio del secolo scorso dismesso e in disuso, ospiterà MAC 9cento, luogo di aggregazione e creatività giovanile, di sperimentazione e confronto per una nuova generazione che cerca spazi per recuperare la propria dimensione di protagonista della propria terra.

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Pallacanestro Serie C Regionale
 


N.P. CEGLIE  - S.VITO
 69 - 72



Classifica: Dld Basket Taranto 22, Santeramo 18, Castellana 16, Libertas Taranto 16, Trani 14, Barletta 14,  Np Nardò 14, Invicta Brindisi 12, Mesagne 12, Quelli Che … Brindisi 12, S. Vito 12, Assi Brindisi 10, Ceglie 6, Eagles Ruvo 6, Eagles Brindisi 4, Bari 0. 

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Concerto della Statale: 35 anni dopo
di Pierpaolo Faggiano 


Chiunque in quei giorni guardasse cosa succedeva per strada aveva moltissimo da imparare. Non si trattava solo di barricate, di vetri frantumati, di gas lacrimogeni negli occhi e dell'esplosione delle molotov. Scrutando attraverso l'aria fumosa lasciata dai gas ci si poteva rendere conto di cosa succede a una società quando vuole ridisegnare la sua storia, quando le leve del potere sembrano non rispondere più ai loro padroni e le masse prendono coscienza di sé e all'improvviso conquistano il centro della scena politica. Gli studenti delle università in quegli anni - gli anni Settanta, gli anni controversi del terrorismo e della repressione ma anche dell'utopia collettiva e delle grandi conquiste - impararono di più sulla natura della società nelle strade di quanto probabilmente avrebbero potuto imparare per anni nelle aule.
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Dicembre caldo con le stelle del jazz al Petralivemusic di Ceglie

di So.Gio

Le stelle del jazz tornano a infiammare il dicembre del Petralivemusic, l’esclusivo jazz club incastonato nel castello ducale di Ceglie Messapica, a un passo da piazza Plebiscito.  La rassegna di rango internazionale prende il via l’11 dicembre con la voce di Chloè Cailleton , direttamente dalla Francia, accompagnata nella esclusiva formazione con Alfredo Paixao, Vince Abbracciante e Fabio Accardi. La cantante che vanta numerose collaborazioni non solo con artisti del panorama jazz, ma anche del mondo hip hop come la collaborazione con il gruppo Hocus Pocus, spazia con eleganza dalla chanson francese alla brazilian music  al jazz standard. 
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martedì 5 ottobre 2010

Free.


Un’opportunità per la rete commerciale cegliese.
Approvato dalla Regione Puglia il progetto, presentato ad aprile 2010 dalla precedente amministrazione, di valorizzazione e di qualificazione della rete commerciale di Ceglie Messapica. Il progetto finanziato prevede uno studio di piano traffico, uno studio di fattibilità di albergo diffuso all’interno del centro storico, una programmazione di interventi di riqualificazione per vetrine, arredi, insegne pubblicitarie, software ed incentivi rivolti ad investimenti volti alla sorveglianza attraverso sistemi di nuova generazione.
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Intervista a Gaetano Liguori
AAJ: Hai ripreso dopo circa 30 anni il progetto dell'Idea Trio (quello storico con Roberto Del Piano e Filippo Monico) in occasione del CeglieJazz Open Festival, dove hai riproposto "I signori della guerra". Che esperienza è stata?

G.L.: Mah direi che è stata un'esperienza incredibile perché gli anni sono quasi quaranta. Ci sono due piani che si competrano: quello musicale, e quello umano. Per quello musicale è stato emozionante riprendere un dialogo dopo anni di esperienze separate. Certo fare un discorso musicale legato alle avanguardie musicali degli anni sessanta, avanguardie poco digerite, ci avvantaggia perché ci pone ancora adesso in rapporto dialettico con la musica e ci fa sembrare dei ragazzini che ancora sperimentano. Quanto al rapporto umano, quello non si era mai interrotto, mentre suonavo c'era una sospensione del tempo, futuro e passato si fondevano in una combinazione un po’ nostalgica ma senz'altro stimolante.
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Allenati per la vita
Il ritorno di una dittatura nel nostro paese non avverrà con i carri armati per le strade ma distruggendo la scuola pubblica.
Piero Calamandrei

Fa molto discutere ed ha creato molte polemiche il progetto” "allenati per la vita", frutto di un protocollo tra ministero dell’Istruzione e della Difesa, che avrà come banco di prova le scuole superiori della Lombardia grazie alla firma di un protocollo fra l'Ufficio scolastico regionale ed il Comando militare regionale. Si tratterà sostanzialmente di corsi di primo soccorso, arrampicata, nuoto e salvataggio e "orienteering", cioè esercitazioni di sopravvivenza e orientamento in ambienti ostili, nonché "corsi ginnico-militari", fra i quali vanno inclusi l'uso della pistola ed il tiro con l'arco; il tutto insegnato da militari in congedo.
Non ne sentivamo la mancanza.

Ceglie M. balilla



M. Ciracì, A. Ciracì, N. Santoro,
Ceglie Messapica dalla Marcia su Roma al Referendum, Fotocronaca (1922-1946),
C.R.S.E.C. BR/20

martedì 3 agosto 2010

... e vai che io sto qui che aspetto Bartali ...


Ore 16.20 Gruppo diretto a Ostuni

51a COPPA MESSAPICA

Gara Ciclistica Under 23 e Elite
a cura Ass.ne Sportiva Dilettantistica Ciclistica
G.S.C. “Orazio Lorusso”
Partenza ore 15.00 via S. Vito, arrivo via S. Rocco ore 18.30

 



Percorso: Ceglie Messapica, San Michele Salentino, Francavilla Fontana, Villa Castelli, Ceglie Messapica, Ostuni, Fasano, Cisternino, Ceglie Messapica.


Foto archivio ahiceglie

“La Coppa Messapica delle nuove generazioni”
di Giusi Pignatelli.


La Coppa Messapica è una manifestazione sportiva che ha sempre unito tutti, intere generazioni, bambini e anziani, donne e uomini, destra e sinistra, appassionati e non. E’ una manifestazione che da quel lontano 1952 è riuscita a superare il suo mezzo secolo di storia, a differenza di tantissime altre manifestazioni cittadine che, nel giro di pochi anni, hanno avuto un principio e una fine.
I ricordi di bambina, mi portano agli anni novanta, quando la Coppa Messapica si svolgeva ogni anno regolarmente il 15 agosto (un cambiamento avvenuto già negli anni 80, rimasto stabile fino a qualche anno fa).
Ricordo che, il 15 agosto regolarmente l’intera famiglia con i parenti venuti in ferie dalle città del Nord, si riuniva nella mia casa o in campagna dagli zii, attorno alle immense tavolate tipiche delle nostre zone, per festeggiare il “Ferragosto”. Alle ore 15.00, il pranzo per noi bambini s’interrompeva per assistere alla Gara. Se eravamo a casa mia, ci affacciavamo dalle verande per vedere se le transenne erano state posizionate al centro degli incroci stradali, per noi bambini era il segnale che la disputa stava per iniziare, e così scendevamo per strada e ci sistemavamo sul marciapiedi di via Fedele Grande, attendendo con tanta pazienza il passaggio dei ciclisti.
Continua qui.

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Atrio Castello ducale ore 19.00
Carlo Annese
I diavoli di Zonderwater.1941-1947.
La storia dei prigionieri italiani in Sudafrica che sopravvissero alla guerra grazie allo sport
Clicca qui.

 




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Largo Ognissanti ore 21,00
CeglieJazz Open Festival
Ladies in Jazz
LA TRADIZIONE
Francesca Leoni Quintet

 



E' continuata ieri sera sul palco la polemica sul festival jazz, grazie ad una dichiarazione di Minnie Minoprio. Sinceramente ne potevamo fare a meno del suo distinguere tra "la musica che ci piace" e "quella difficile degli altri". Paragonare stili diversi di jazz e metterli sul piano del piacere e dispiacere è troppo semplicistico, non da artisti. Ognuno sia libero di fare e ascoltare la musica che più piace. A me la sua voce non è piaciuta tanto, nè calda nè graffiante.
Ahi Ceglie... il solito presuntuosetto.

giovedì 3 giugno 2010

Spigolature


La nostra storia
Don Gianfranco Gallone presenta la pubblicazione: "Dal Castello al Territorio. Dinamiche insediative a Ceglie Messapica tra XII e XV secolo", a cura di Cosimo Damiano Fonseca e Isidoro Conte, Adda Editore - Bari 2010.
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Biscotto Cegliese
Giovedì 3 giugno ore 18,30 Piazzettta Vecchia alla presenza dei responsabili nazionali e regionali di Slow Food, enti pubblici regionali, provinciali e locali, associazioni e consorzi locali, si svolgerà la presentazione del Presidio del Biscotto Cegliese.
Clicca qui.

Fasano Jazz 2010
Fasano Jazz 2010, si parte
“Progressive” e “jazz canonico” nei cinque concerti in programma a giugno


Sono anni ormai che a Fasano Jazz si materializzano i capiscuola del Progressive e più in generale di tutta quella musica creativa cresciuta all'ombra della Swingin’ London anni '60. Gli Hatfield And The North" nel 2005, la “Soft Machine Legacy” nel 2007, Brian Auger nel 2008, i “Gong” di Daevid Allen l'anno successivo. Quest’anno toccherà a Patrizio Fariselli degli “(A)rea” e agli “Osanna” mantenere vivo il legame con quel laboratorio di creatività che sono stati gli anni a cavallo tra i '60 e i '70. Uno sguardo al Progressive tutto italiano (ma non solo) dunque, il filo conduttore della rassegna diretta da Domenico Demola. E non mancherà il Jazz - canonicamente parlando - rappresentato dal trio di Rita Marcoltulli, Palle Danielsonn, Roberto Gatto. Ad inaugurare ha XIII edizione del Fasano Jazz, giovedì 3 giugno alle 21, nella sala del Nuovo Teatro Sociale, sarà Patrizio Fariselli, con il suo recital per pianoforte solo dal titolo Area - Variazioni per pianoforte. «Non un semplice omaggio al suo passato degli anni ’70 - dicono gli organizzatori – ma una operazione di continuità, di tributo alla genialità del gruppo fiore all'occhiello della Cramps, di dimostrazione dell'attualità di quell'ineguagliata progettualità». All'esibizione di Fariselli farà seguito la proiezione del documentario «La Voce Stratos» (diretto da Luciano D'Onofrio e Monica Affatato e prodotto dalla Route1), un importante contributo cinematografico alla riscoperta - a un trentennio dalla prematura scomparsa- dell'opera del cantante Demetrio Stratos. Venerdì 4 giugno sul palco del Kennedy saliranno gli Osanna con David Jackson, sassofonista dei «Van Der Graft Generator» come special guest. Formazione tra le più rappresentative dello spirito prog Italiano, gli Osanna saranno accompagnati da Gianni Leone e Sophya Baccini, altri autorevoli esponenti del prog italiano di ieri e di oggi. Il 5 doppio concerto: il duo italo inglese Carlo Morena e Ian Ballamy e la Birthday Band di Richard Synclair messa su per omaggiare il Progressive. Chiusura l' 8 con il jazz moderno del trio Marcotulli/Danielsson/Gatto.
Píerpaolo Faggíano