Mercoledì 24 febbraio ore 21.00
Teatro Comunale Ceglie Messapica
Armamaxa Teatro
1981
All’inizio dell’era del godimento
di e con Enrico Messina
Teatro Comunale Ceglie Messapica
Armamaxa Teatro
1981
All’inizio dell’era del godimento
di e con Enrico Messina
Quando eravamo bambini le giornate erano più lunghe, come se durassero di più. Ma tutte, proprio tutte finivano allo stesso modo; e alla stessa ora. La televisione, si accendeva lenta; a valvole. E da lontano arrivava quella musica.... Carosello. I cancelli si aprivano... e ti portavano nel mondo del "merendero", della "peppina" e di "miguel son sempre mi!", e "paulista". Ma nel 1981 Carosello era già finito, non c’era più.
A pensarci adesso, noi siamo diventati grandi quando è finito Carosello ed è arrivata la pubblicità, quella vera, fatta con gli spot. Una volta, però, in quel 1981, dentro alla mia televisione c’era un sacco di gente, troppa.
Si agitavano, intorno a un buco per terra; un pozzo. Ci era caduto dentro un bambino, Alfredino. Era Vermicino. Fu il primo, terrificante, reality show, e con quel bambino precipitarono in un pozzo 30 milioni di spettatori italiani. Alla pagina "Radio e Televisione" di La Repubblica del 17 Giugno 1981 si legge: "...un indice d’ascolto record, che ha toccato i trenta milioni di spettatori intorno alla mezzanotte di venerdì... una diretta storica, almeno dal punto di vista del Servizio Opinioni dell’azienda".
A pagina 3 dello stesso quotidiano Domenica 14 Giugno Paolo Guzzanti scriveva: "...è stato il festival della proiezione, tutti eravamo tutti: tutti eravamo Alfredo nel pozzo, tutti eravamo la madre, tutti eravamo Pertini cha abbandona la crisi di governo, tutti eravamo i vigili del fuoco...", mentre sul Corriere della Sera, in prima pagina, Carlo Bo si domandava: "...di quella emozione registrata alla televisione che cosa resta, che cosa leggiamo nel cuore comune del paese...". La Televisione, scopriva in quei giorni il proprio enorme potere: poteva trasformare la realtà in spettacolo. E noi ci trasformammo da popolo in pubblico: era l’inizio dei "favolosi anni ottanta", l’inizio dell’era del godimento.
Si agitavano, intorno a un buco per terra; un pozzo. Ci era caduto dentro un bambino, Alfredino. Era Vermicino. Fu il primo, terrificante, reality show, e con quel bambino precipitarono in un pozzo 30 milioni di spettatori italiani. Alla pagina "Radio e Televisione" di La Repubblica del 17 Giugno 1981 si legge: "...un indice d’ascolto record, che ha toccato i trenta milioni di spettatori intorno alla mezzanotte di venerdì... una diretta storica, almeno dal punto di vista del Servizio Opinioni dell’azienda".
A pagina 3 dello stesso quotidiano Domenica 14 Giugno Paolo Guzzanti scriveva: "...è stato il festival della proiezione, tutti eravamo tutti: tutti eravamo Alfredo nel pozzo, tutti eravamo la madre, tutti eravamo Pertini cha abbandona la crisi di governo, tutti eravamo i vigili del fuoco...", mentre sul Corriere della Sera, in prima pagina, Carlo Bo si domandava: "...di quella emozione registrata alla televisione che cosa resta, che cosa leggiamo nel cuore comune del paese...". La Televisione, scopriva in quei giorni il proprio enorme potere: poteva trasformare la realtà in spettacolo. E noi ci trasformammo da popolo in pubblico: era l’inizio dei "favolosi anni ottanta", l’inizio dell’era del godimento.