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Na strende m'agghje 'ndise atturne o core / de fueche. Na u fa cchjù, ca pozze more. Da “Nu viecchju diarie d'amore” di Pietro Gatti

mercoledì 2 dicembre 2009

Poesia

Leggo sul blog di Smemorato che è stato pubblicato il bando dell'8^ edizione del concorso di poesia religiosa della parrocchia di San Rocco in Ceglie Messapica.
Colgo l’occasione per farvi conoscere la poesia di una mia carissima amica. Una poesia permeata dal dolore, e non solo, che colpisce, che scava nell’animo dell’autore e del lettore. Il dolore che colpisce tutti, come quello della perdita degli affetti familiari, e il dolore di chi vive un dolore personale fisico o dell’anima. Un dolore che non è un chiudersi in se stesso, ma che porta all’apertura verso gli altri, come dimostrato dal suo impegno nel sociale, guidata sempre da quella luce, che molti vedono e che tanti cercano.
Sarebbero diverse le poesie di Antonella Dipresa da farvi leggere. Sperando che si decida presto a pubblicare una silloge dei suoi scritti, nell’imbarazzo della scelta, pubblico questo scritto.


Dio



 


Alcune volte mi vien voglia di fuggire,


fuggire lontano per ritrovarmi…


mi ravvedo


è inutile fuggire


se dentro l’animo, non c’è luce,


a che serve fuggire


ed imboccare una strada oscura


e morirci


per il sovrappeso delle tenebre


allora piangi ti tormenti


per la tua nullità di uomo solo


preghi affinché tu nella tua


sconfinata nullità


trovi quella famosa strada


della Resurrezione,


quella strada invasa dalla fonte


di luce…Dio.
 


Antonella Dipresa