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Na strende m'agghje 'ndise atturne o core / de fueche. Na u fa cchjù, ca pozze more. Da “Nu viecchju diarie d'amore” di Pietro Gatti

domenica 9 settembre 2012

Buona domenica


dalle ore 18.30-21.30 Centro Documentazione Archeologica
Info qui.


dalle ore 18.30-21.30
Galleria d'Arte Moderna Emilio Notte
Info qui.


18° Trofeo Menga Petroli Auto Moto Storiche

Ore 9.00-13.00  Albergo Ferrovia
“Passeggiando in Senegal con Daniela”

Mostra fotografica

Ore 13.00 Pranzo
Info qui.

Ore 21.00 Piazza Vecchia
PASTA IN FESTA E MUSICA POPOLARE
Rosso Rubino in collaborazione con Avocado Frutteria e Piazza Vecchia Cafe'


Farmacia di turno
Farmacia Lagamba Galante
Viale Moro Aldo, 14
Telefono: 0831-377167


Distributori carburanti
AGIP: Largo Arnendola
ENERGIA SICILIANA: Via C. Colombo


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18° Trofeo Menga Petroli Auto Moto Storiche




sabato 8 settembre 2012

Passeggiando in Senegal e…

Oggi possiamo andare o meglio passeggiare dappertutto o quasi, in questo mondo che diventa sempre più piccolo grazie ai mezzi di comunicazione sempre più veloci ed economici. Nonostante ciò, saranno pochi quelli che penseranno o potranno passeggiare in luoghi distanti e difficili, per motivi politici o ambientali. A coloro che vogliono comunque conoscere e capire, non resta che affidarsi ad un mezzo tradizionale come la fotografia . La mostra fotografica di Antonio Alfonso Locuratolo, presso l'albergo Ferrovia di Ceglie Messapica, ci trasporta in un luogo distante e difficile, permettendoci di guardare alcuni istanti della vita in Senegal: uomini, donne, bambini ed animali colti nella quotidianità. Bellissime le figure umane, una bellezza che va oltre quella fisica. Alla mostra è collegato un progetto di solidarietà come potete leggere di seguito.
La mostra resta aperta fino a domenica mattina 9 settembre.

Passeggiando in Senegal e…. non solo
di Mauro Molinari

Ad aprile nel corso di una visita nelle missioni in Senegal dei Padri Missionari Oblati di Maria Immacolata  accompagnato da  due Padri Missionari, Padre Natale Lessio e Padre Antonio DiBenedetto, e da un giovane valente fotografo, Antonio Alfonso Locuratolo, ho avuto occasione di discutere con i responsabili della comunità missionaria su cosa si poteva fare per portare un piccolo contributo ai loro sforzi quotidiani.
E’ nata l’idea di questo progetto che abbiamo chiamato “Passeggiando in Senegal con Daniela”:  infatti già nel 2006 quando mi sono sposato con Daniela avevamo chiesto  a tutti i nostri amici di festeggiare l’evento contribuendo alle iniziative dell’O.M.I. nel Senegal.
La scelta cadde su un progetto a Temento nella Casamance, nel Sud del Senegal, dove i missionari OMI hanno una Parrocchia ed un Santuario a cielo aperto dedicato a Nostra Signora della Pace con un piccolo monumento a ricordo della tragedia dell’affondamento del traghetto Dakar-Ziguinchor con la morte di millenovecento persone. Si trattava di contribuire ad un progetto di sostegno ad iniziative agricole ed all’addestramento di personale locale a tecniche di coltivazione più avanzate rispetto a quelle locali.
Contemporaneamente l’adozione a distanza di una bimba a Dakar, Maimouna, ci ha legati ancora di più a Padre Natale ed al Senegal. Nel 2008 Padre Natale ci propose di seguirlo in un viaggio nel Senegal ma, viste le condizioni di salute di Daniela, non ce la siamo sentiti. 
Quando Daniela ci ha lasciati, ho capito che quel viaggio dovevo farlo anche per lei e quindi è nato questo progetto che, grazie alle foto di Antonio Locuratolo ed a quelle dei bimbi senegalesi  a cui abbiamo lasciato un centinaio di macchine fotografiche  usa e getta, ci ha permesso di organizzare una serie di  mostre che stiamo portando in giro per l’Italia. L’iniziativa è  arricchita da un libro di foto e da un calendario che abbiamo posto in vendita durante le mostre.
La prima mostra ad Ovada nel Basso Piemonte alla fine di agosto è stata arricchita dalla partecipazione del gruppo di percussionisti e delle ballerine degli African  Griots.
Con i Padri Oblati abbiamo deciso di  concentrare le nostre iniziative sui cinque progetti:
Completamento del campo scuola agricolo di Temento, con la realizzazione di una casa per un custode e la sua famiglia;
programma di finanziamento di linee di microcredito per attività femminili;
campo di allenamento per il basket nella scuola CSPA di Dakar;
costruzione  di una grande aula polivalente socio-culturale a  Ngueniene;
progettazione delle opere di consolidamento e di restauro della ex cattedrale di  Carabane nella Casamance.
Nelle prossime settimane la mostra sarà a Ceglie Messapica, Sorrento, Melfi, Roma, Parma, Genova per concludere a Natale ancora nell’Ovadese a Molare.
Vorremmo cercare pertanto di contribuire a questi progetti  con l’aiuto dei nostri amici e di tutti quelli  che verranno a visitare le mostre nei prossimi mesi.
Fra i numerosi incontri con i Missionari  mi piace ricordare l’ultima sera a Dakar prima di tornare a casa: chiacchieravamo con Padre Flavio, Parroco della Parrocchia di Maria Immacolata a Dakar, commentando la grande e sentita partecipazione di persone che avevamo visto la mattina alla Santa Messa domenicale. Padre Flavio ci confermava l’impressione che avevamo avuto durante tutto il viaggio di rapporti generalmente buoni con la comunità musulmana di Dakar, confermati anche durante l’incontro con il Nunzio Apostolico a Dakar, Sua Ecc.za Mons. Luis Mariano Montemajor. 
Padre Flavio ci ha raccontato di un anziano musulmano, gravemente ammalato che aveva incontrato recentemente e che gli aveva chiesto “Dov’è Dio?”. Questa è una domanda che ci poniamo tutti quando siamo vicini ad una persona che amiamo e che sta soffrendo oppure davanti all’estrema povertà che abbiamo incontrato ovunque in Senegal.
Per chi volesse contribuire all’iniziativa: 
Il codice Iban di Casa Betania, è IT84 B 054 2803 2080 0000 0004803
RIPORTARE nella causale “PASSEGGIANDO CON DANIELA IN SENEGAL”

     

venerdì 7 settembre 2012

Garage 21

Garage 21 è aperto o meglio è nato senza schiamazzi.
" E' uno spazio che si propone di diventare laboratorio dinamico di proposte legate alle arti visive, ma non solo, in un centro "periferico": Ceglie Messapica." - Lorenzo Madaro.
Grazie ad Uccio Biondi per aver reso questa città meno "periferia".

La mostra sarà visitabile tutti i giorni (fino al 30 settembre) dalle 19.00 alle 21.30.
(info: 338.59.70.384)
Ceglie Messapica (Brindisi), via Bottega di Nisco, 21







Intervista a Uccio Biondi del direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino.

CLICCA QUI 

Lavori in corso


Ore 13.00
In via Mercadante nei pressi della scuola elementare De Amicis sono iniziati i lavori di ripristino delle strisce pedonali.

giovedì 6 settembre 2012

1° giovedì di settembre


Alla Masseria LoJazzo giovedì 06 settembre 2012 dalle ore 21:00 una festa alla natura e ai suoi prodotti e un benvenuto al dolce, struggente, magnifico mese di settembre.

 Degustazione di fichi e formaggi locali e concerto di musica balcanica e popolare con Claudio Prima (organetto, voce), Emanuele Coluccia (sax), Ovidio Venturoso (batteria etnica, cajon).

 Presentazione dei libri con la partecipazione degli autori:
 “Fichi di Puglia” di Paolo Belloni
 “Prima che il tempo cancelli la memoria” di Pietro Maggiore

 L’ultimo appuntamento della Masseria LoJazzo, edizione 2012 si inserisce nel solco della tradizione dei giovedì di settembre. L’Associazione “Passo di Terra” guiderà i convitati alla scoperta della biodiversità e delle tradizioni gastronomiche locali, con una degustazione di fichi e formaggi tipici. A seguire ci sarà uno straordinario intervento musicale: un ensemble di musicisti di prim’ordine, daranno vita a musiche e danze balcaniche, ,mediterranee, popolari.
 Ingresso gratuito.


 Masseria Lojazzo ore 21:00
Ceglie Messapica(Brindisi)
 ingresso libero
 Info. 339 843 2981

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e ancora

e per finire
Scuola De Amicis Ore 21.00
Cinema sotto le stelle
“To Rome with love”


mercoledì 5 settembre 2012

18° Trofeo Auto Moto Storiche

Il Vespa Club di Ceglie Messapica ha il piacere di presentare ed ospitare domenica 9 settembre presso il Booling il 18° Trofeo Menga Petroli Auto Moto Storiche.

United colors of ...


Il marmo delle sculture e quello degli edifici greci e romani erano coperti da una vivace policromia, che si è perduta con il passare dei secoli e dei millenni, oltre che con la pulitura radicale a cui sono state sottoposte molte sculture in parecchi musei; come sono andati perduti i marmi colorati  usati dai romani per rivestire le pareti degli edifici (incrustationes) a partire dall’epoca di Augusto (27 a.C. - 14 d.C.). Fonte. 


Ceglie non è l'antica Grecia o l'antica Roma. 
Ne riparleremo.

martedì 4 settembre 2012

Gnam gnam ...

SIAMO CIÒ CHE MANGIAMO
Discorsi sull'alimentazione.
Martedi  4 settembre ore 21.30
Contrada Ferruzzo - Ceglie Messapica


"Giudicare il cibo in base al Gusto sarebbe come giudicare la benzina in base al colore. O un dipinto in base alla cornice. O la luna guardando il dito."

Ospite: Leonardo Rubini, blogger.

Beppe Grillo gli ha dato spazio per due volte sul blog. Leonardo racconta come l’alimentazione può cambiare la vita, addirittura facendo regredire molte malattie e impedendone la ricomparsa.

In un mondo in cui pare che le malattie siano una punizione di non si sa bene quale imprecisato Cielo; in cui la farmacologia sembra la sola branca del sapere capace di curare i mali degli esseri umani; in cui si sottovaluta l'atto di ingerire qualcosa di "altro da sé" per acquisire energia e benessere (o tutt'al più se ne fa una mera questione estetica - che il Gusto non è altro che estetica): in un mondo siffatto è salutare ricordarsi di non spegnere il cervello proprio nel momento più importante della nostra vita, quello in cui ci nutriamo.

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La storia di 
Taborre e Maddalena
del raccontar mangiando.
con Enrico Messina e Mirko Lodedo
Giovedì 5 settembre ore 20.00
Grotte di Montevicol​i - Ceglie Messapica (BR)
 A seguire cena a "La baita" con musiche di CASARMONICA


C'era 'na vota 'n re, 
bafè, viscottu e minè
c'aveva 'na figghia, bafigghia, 
viscottu e minigghia.
Sta figghia, bafigghia, 
viscottu e minigghia,
aveva 'naceddu, bafeddu, 
viscottu e mineddu
Gn'ionnu st'aceddu,bafeddu, 
viscottu e mineddu, abbulò.
Allura lu re, bafè, 
viscottu e minè disse:
a cu' trova l'aceddu,bafeddu,
viscottu e mineddu.
cci dugnu a me figghia, bafigghia viscottu e minigghia
Iù truvai l'aceddu, bafeddu, 
viscottu e mineddu, 
ci rissi 'ncarusu, vavusu, fitusu, viscottu e minusu.
Allura , lu re, bafè, 
viscottu e minè ci dissi : 
e iu pi 'naceddu bafeddu,
viscottu e mineddu, 
ti dava a me figghia bafigghia, 
viscottu e minigghia?
Ah! Vattinni, vavusu, fitusu, muvvusu, viscottu e minusu

lunedì 3 settembre 2012

Non si vedono più

Le strisce pedonali di questa città oramai non si vedono più.
Potete ridipingerle?
Grazie.

Un esempio
Via P. Gatti
Via P. Gatti
Non sono uscito di senno, ma sono stanco dell’estate.
Cerchi nel cassettone una camicia, e il giorno è perso.
Venga l’inverno e copra tutto, presto,
le città e le genti e, innanzitutto, il verde.
Io dormirò vestito, sfoglierò libri in prestito,
finché non se ne andrà per la sua strada l’anno,
quel che resta,
come il cane che sfugge al cieco e che traversa
lungo le strisce pedonali. È libertà
se scordi il patronimico del capo,
se è dolce la tua bocca più della chalvà
di Shiraz e se, col cervello strizzato
come il corno di un capro,
dall’occhio azzurro nessuna stilla scenderà.

Iosif Brodskij
Poesie

Garage 21


presenta

PRONTI VIA 

a cura di Lorenzo Madaro


Inaugurazione: giovedì 6 settembre 2012, ore 19.30
Ceglie Messapica (Brindisi), via Bottega di Nisco, 21
Artisti in mostra: Vittorio Balsebre – movimento M.I.L.C. – Davide Pepe
Testi critici: Serena Carbone e Lorenzo Madaro
Ufficio stampa: Valeria Maglio (info: 333.40.41.074)
La mostra sarà visitabile tutti i giorni (fino al 30 settembre) dalle 19.00 alle 21.30 (info: 338.59.70.384)


GARAGE 21 ARTE CONTEMPORANEA è uno spazio che si propone di diventare laboratorio dinamico di proposte legate alle arti visive, ma non solo, in un centro “periferico”: Ceglie Messapica. 

Per la mostra collettiva inaugurale si è partiti guardando a tre distinte realtà, tutte legate alla territorialità del meridione, coinvolgendo un maestro ormai storicizzato come Vittorio Balsebre (Candela, 1916), che in Puglia è giunto negli anni Sessanta e qui ha deciso di vivere; un artista che da questa terra è invece partito per confrontarsi con altre sollecitazioni, Davide Pepe (Ceglie Messapica, 1970) e un collettivo giovane che vive vicino a noi, in Calabria, proiettato su realtà differenti, anche sotto il profilo operativo: il movimento M.I.L.C., qui presentato da un testo critico di Serena Carbone. 

Durante l’inaugurazione vi sarà una performance musicale del “Coro dei clarinetti” diretto dal Maestro Antonio Bagnato e un aperitivo con vini delle Cantine Soloperto (Manduria). 


Vittorio Balsebre, particolare di un Senza titolo, fotografia, anni ottanta.
Collezione del MACMa, Matino
«Scruta, strappa, accatasta. E poi incolla, squarcia e assembla il tutto in una dimensione contenuta: un foglio di carta bianca da saturare e su cui registrare un’immagine e, perché no?, una considerazione personale, quasi un diario. Vittorio Balsebre – scrive Lorenzo Madaro – d’altronde del prelievo di un’immagine e delle materie eteroclite ha fatto la sua cifra identificativa, secondo attitudini dettate talvolta dal caso, o da osservazioni ravvicinate dell’arte della sua epoca […]. Per GARAGE 21 abbiamo pensato di proporre una serie di opere della produzione recente che ben evidenziano il suo raggio d’azione, con alcuni “inserti” di altre epoche che rivendicano coerenza con un percorso.
MILC, frame Me´duses
Il corto che Davide Pepe ha riservato per questa mostra d’apertura è anch’esso, in qualche maniera, un collage. In questo caso di visioni tra realtà e surrealtà, sempre sul solco di un racconto autobiografico. Parte del sonoro ricostruisce il timbro dei filmini amatoriali d’antan per poi proporre un susseguirsi di visioni di foglie e riverberi dei raggi solari. Neri, tracce indefinite. Cieli anonimi. Ed ancora visioni sovrapposte, fotogrammi spezzati da luci e particolari di ombre, oggetti e una mano che muovendosi scandisce l’arrivo di un uomo che guarda l’osservatore attraverso una protesi dello sguardo riflessivo, una macchina fotografica». 

Davide Pepe, frame da video
Scrive Serena Carbone sul movimento MILC: «Michele Tarzia (Vibo Valentia, 1985) e Vincenzo Vecchio (Vizzini (Ct), 1984), sono due filmakers  che si occupano di cinema e arti visive. Nella loro ricerca sul cinema indipendente hanno creato nel 2011 il M.I.L.C., oggi movimentoMILC. Nello stesso anno realizzano una serie di video incentrando la risoluzione formale sulla figura umana, permettendo comunque allo sguardo di roteare a 360° su ciò che lo circonda […]. Nel 2012 vincono il concorso per le migliori sceneggiature di artisti under 35 indetto dal Mibac- Direzione generale per il cinema. Immagini di frontiera sono le immagini che attraggono l'attenzione di M.I.L.C. e sulle quali i due filmakers lavorano e ricercano, addentrandosi negli archivi storici come in quelli della mente, per scoprire dinamiche nascoste che la parola o un suono rinnovano alla luce del movimento». 



sabato 1 settembre 2012

Camera con vista



Il regno della musica non è regno di questo mondo, 
accetta anche coloro che hanno rifiutato indistintamente
 sia la buona educazione che l'intelletto e la cultura.

dal libro "Camera con vista" 
di Edward Morgan Forster

La semplificazione.
"Un'aria della Bohème che parla di artisti bohémien cioè scapigliati".

Montserrat Caballe "Nel cor piu non mi sento" di Paisiello, preferisco la versione di Cecilia Bartoli, eseguita anche ieri sera da una studentessa del conservatorio di Ceglie.
  

venerdì 31 agosto 2012

Amianto ... e mi domando

Non ho ricevuto ma pubblico e mi domando.
E' stata stipulata una convenzione con la SIECO srl di Galatina (LE) per lo smaltimento di manufatti contenenti amianto. In base a questa convenzione al cittadino cegliese lo smaltimento, nel rispetto della normativa vigente, costerà  € 0,80 al Kg + IVA.
Non abbandonate l'amianto nelle campagne.


Qual è il costo di smaltimento negli altri comuni?
- L’ Unione dei Comuni “Terra di Leuca” ( Alessano, Corsano, Gagliano del Capo, Morciano di Leuca, Patù, Salve, Tiggiano) ha stipulato una convenzione con la ditta SME GROUP per lo smaltimento dell’amianto ad un costo di €0,70 al Kg IVA esclusa. Clicca qui.

- Comune di San Pancrazio Salentino
Convenzione biennale sottoscritta in data 10.01.2012 con la ditta SIECO S.r.L.  € 0,75 al Kg. (IVA compresa). Clicca qui.

- Comune di Salice Salentino
Convenzione con la ditta Cascione Costantino s.r.l. Unipersonale da Veglie € 0,90 al Kg. oltre IVA. Clicca qui.

Siamo in attesa ...

delle campane e delle palme.



foto tratte dalla pagina Facebook Ceglie bella? Sì

mercoledì 29 agosto 2012

Ma veramente?

FOOD ART AWARDS 2012
Il ciociaro Augusto Orestini ha vinto quest’anno il primo premio con un lavoro post-pop su ossessione e sovrabbondanza di prodotti alimentari, ma il nostro Sergio Laterza ha ottenuto una menzione speciale da parte della giuria, inizialmente non prevista ma resasi quasi necessaria visto lo straordinario successo ottenuto dall’opera “L’origin du munn” che il Laterza ha esposto, come al solito, per sconvolgere il pubblico, dissacrando il senso stesso dell’arte.
 Si tratta di un’installazione che riprende il celebre dipinto (del 1866) di Gustave Courbet denominato “L’origine du monde” (riproducente un rigoglioso organo genitale femminile in primo piano) nel quale la vulva è stata sostituita con una “fica” e cioè con un frutto (come viene chiamato negli idiomi locali appulo-lucani) – vero – dell’albero di fico. Il successo è stato strabiliante. Orde di giapponesi in coda per una foto e gente del posto a ridacchiare smaliziata. Un inno al senso profondo del cibo – accostato al sesso che rende possibile la vita – e giuria unanime nel riconoscere all’opera un premio speciale.

Non mi sono sconvolto alla vista dell'opera (in verità neanche per le altre) né come provincialotto "del posto" ho ridacchiato, forse perché ho visto l'originale di Courbet al museo d'Orsay che contestualizzato nell'epoca in cui è stato dipinto è sicuramente più sconvolgente. Un ortaggio "maschile" sarebbe stato più dissacrante e provocatorio. Quanto al legame cibo-sesso nessun artista ha visto "La grande abbuffata" film del 1973 diretto da Marco Ferreri? Sarà per la prossima edizione.

martedì 28 agosto 2012

WI-FI gratis a Ceglie



Dopo l’attivazione nei mesi scorsi nelle piazze principali di Mesagne e Oria, anche nel capoluogo è in funzione questo importante servizio gratuito che dà la possibilità a tutti, soprattutto ai giovani, di collegarsi liberamente alla rete Internet dalla centralissima piazza Vittoria. “Lo avevamo detto - ha dichiarato il presidente della Provincia di Brindisi Massimo Ferrarese - e lo abbiamo fatto. Il programma deciso sarà solo cambiato per la cittadina di Francavilla Fontana per la quale l’Amministrazione comunale non ha concesso l’autorizzazione all’installazione gratuita. L’impianto prevista per Francavilla Fontana sarà, pertanto, installato nel prossimo mese di settembre a Ceglie Messapica dove il Comune ha immediatamente dato la propria disponibilità. Continueremo anche in futuro – ha detto il presidente Ferrarese. Le cittadine di Fasano, Cisternino, Latiano e San Pietro Vernotico sono già state inserite nel programma per l’attivazione del Wi-Fi entro il prossimo inverno. Il nostro obiettivo - ha concluso Ferrarese – è quello di installare in tutti i Comuni della nostra provincia questo eccezionale servizio utile per tutta la popolazione residente e per i turisti”.
Fonte

Una straordinaria notte di teatro contemporaneo.

Masseria Lojazzo ore 21.30 
Ceglie Messapica


GIRO SOLO ESTERNI CON ANEDDOTI.
 Con Marco Sgarbi
 Collaborazione ai testi Monica Pavani
 Ideazione e regia Giulio Costa
 Produzione Costa/Arkadiscon il sostegno del Comune di Occhiobello (RO)
 Spettacolo vincitore del Premio ‘Dante Cappelletti’ 2011.

Una guida turistica, con la sua ‘arte’, ci mostra l’invisibile. Emergono così, in maniera autonoma e senza commento, l’impalpabilità della cultura, il nozionismo erudito, l’aspetto gregario del pubblico, il viaggio omologante e indifferente, la conoscenza come conseguenza di una testimonianza diretta.
“Il Premio Tuttoteatro.com/Dante Cappelletti ha lanciato due teatranti di spessore [...] con la loro serie pungente e godibile sui mestieri” (Gianfranco Capitta Il Manifesto 13.12.2011)
“Un’interessante e intelligente applicazione del teatro alla società” (Andrea Pocosgnich www.teatroecritica.net)
“L’attore traccia nella rinuncia alle immagini in favore della parola, un indizio di uscita dal post-moderno, quasi alludendo all’origine del teatro” (Motivazioni Giuria Premio Tuttoteatro.com ‘Dante Cappelletti’)
“Realismo astratto [...] capace di rinominare cose abituali, di rendere sogno, ipotesi, moltiplicazione mentale architetture e atti quotidiani.” (Massimo Marino Corriere della Sera 28.5.2012)


 IL LAVORO DELL'UOMO.
 Con Marco Sgarbi
 Ideazione e regia Giulio Costa
 Produzione Costa/Arkadis.

 PETTENELLA SUSPENDED
 Produzione Teatro dell'Est

 Video performance per una leggenda e tanti, tanti umani su due ruote.
 Un campione di ciclismo trova il suo posto molti anni dopo i trionfi olimpici, nella penombra polverosa della sua officina in Via della Semplicità, a Milano, tramandando a una tribù di ragazzini il sapere artigianale da ciclista dei tempi epici.

Il gatto


Il gatto non c'è più.
Il servizio di rimozione dal suolo pubblico di carogne di animali di piccola taglia spetta all'azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti urbani.

lunedì 27 agosto 2012

A che servono le rose

LA SILLOGE POETICA “A CHE SERVONO LE ROSE” DI VINCENZO GASPARRO
di Andrea Bonanno

Avvince subito della silloge poetica dal titolo “A che servono le rose” di Vincenzo Gasparro, edita di recente da L’Arca Felice di Salerno con uno scritto introduttivo di Vincenzo Di Oronzo e dipinti di Sofia Rondelli, l’alto input di immagini poetiche che si libera da una struttura di base che favorisce riflessioni e proiezioni del sentimento su impellenti problematiche metafisiche. 
Immagini intense legate a folgorazioni dell’attimo solcano incessanti la coscienza del poeta, rivelando un aspetto duale ed oppositivo di uno stesso oggetto in senso metaforico e simbolico, sullo sfondo dei segni di una malinconia impietosa che sembra impietrire la realtà, ma che si attenua fino ad essere sommersa dall’incalzare delle mille voci della bellezza e dell’incanto della natura, anche se l’io del poeta rivive in ogni istante la drammaticità del trascorrere eracliteo di essi, disponendosi a quell’eterna interrogazione sui dilemmi “tempo-eternità”, “mutabilità-assoluto”, sentendone lo sbigottimento, come enigmi dell’arcano e dell’invisibile.
La cristallizzazione dell’esistente accumula così nell’anima del poeta un’acuta tensione che lo sollecita a ricercare e a svelare della condizione umana qualche barlume della sua essenza spirituale e della sua verità metatemporale. Nel venire scongiurato il tempo registrato meccanicamente, la coscienza è chiamata a scandire il tempo e lo spazio di ciò che proviene dall’esterno e dal profondo dell’io in una interrelazione sincronica e commisurativa che possa rivelare qualche barbaglio di luce e di verità. La staticità petrosa del reale origina così, in una vissuta durata dell’evento esistenziale, un nuovo reale, le cui  fascinazioni fugaci della bellezza stridono contrapponendosi alle voci che riverberano i segni della morte. Sullo sfondo di una Messapia, assunta dall’immaginazione e coscienza del poeta con l’interrelarsi dei suoi eventi passati e presenti, delle sue piante e fiori, e delle figure ed affetti rimemorati, il poeta, con la sofferenza di ogni uomo di oggi, segnato dai turbamenti della schisi e dalla ricorrente paura della morte, ricerca una risposta ai cruciali enigmi dell’esistenza. 
Di fronte alla consapevole ambivalenza dell’esistente, aleggiano nel libro le molteplici suggestioni sentimentali tese al ripristino di un’infanzia innocente, le allusioni e i sogni di un’altra vita, i vari prodigi di una natura estasiante, le cui voci sembrano comunicare il loro inappagato desiderio di poter sfuggire alla desolazione della morte, e, soprattutto, la speranza della prospettazione di una vita spirituale più vera nel presente.  La poesia del Gasparro, densa di confessate amarezze e di un intenso amore verso la vita, registra solitudini e dolori, in contrapposizione al tripudio dei colori del suo “quieto paese” (p. 13), gli spensierati e ignari volteggi del merlo sulla “torre orlata”, il nocchiero che abbandona la nave e l’inutilità di un monocorde orologio incapace di “scrutare lontano” e di rivelare un’esile goccia di verità. 
Nel darsi ossimorico dell’esistenza, i ricordi dell’avvenenza di lei e “La chioma del faggio sfavillante”, nella luce del mattino, dilatano attimi di malinconia per la loro apparizione subito dissoltasi, mentre la riflessione prolunga i suoi momenti analitici sul destino o, a “pensare e ripensare il tempo logoro consumato”, che ha fatto svanire per sempre i momenti più belli di “quell’amore disperso tra/ i profumi delle arance e i fiori del gelso” (p. 14). Suggestiva e densa di un’irrefrenabile angoscia è la poesia di pagina 15, che denuncia l’imperante alienazione della società attuale, che vive ormai di realtà virtuali dominate dalla menzogna e dalla simulazione: “… In piazza Duomo De Dominicis / nella frenesia ha deposto le ossa ci attende / lo sterminio simbolico della mostruosa / Calamita Cosmica ma tutto scorre infelice / nell’apparenza del piacere sulle guglie / s’è arroccato il dolore del mondo”1. Un dolore che continua a palpitare insistentemente nell’anima fino a originare nel sonno dei terribili incubi, con il ritrovarsi “sul dorso della collina / fra scheletri nel querceto e un cielo / dolente / La poesia, mi dissi, è il racconto che ci portiamo dentro della morte” (p. 16). Toc-cante, per l’elevata sensibilità di un autentico poeta, è la poesia sulla morte, che “arriva dall’ombra” di pagina 19, in cui alla vitalità gioiosa delle rondini, che nel cielo “disegnano / geometrie di vento e aria”, si contrappone quell’urlo e quello sguardo “posato sullo specchio rotto”.
Versi intensi sono inoltre dedicati alla Poesia che ci “svela i segreti” e che “si fa figura delle contraddizioni”, ma che può “cantare il fascino / della notte e la calda calma del mare blu / aizzando la mente ai sogni e al caso” (p. 23) e che fa parlare perfino il silenzio notturno, che “scopre la verità” e fa incontrare l’io con se stesso e, soprattutto, fa  sentire gli sguardi degli innocenti morti a causa della nostra indifferenza disumana. Altre suggestive e soavi immagini poetiche si riscontrano in molte liriche che tendono al voler delucidare aspetti e disarmonie della condizione umana e, nel contempo, i sogni più intimi ed impellenti riguardanti la prospettazione di una più elevata spiritualità dell’identità umana.
E’ una poesia, quella del Gasparro, mostrante una soave grazia ed un’alta intensità poetica, che sfugge alle fatue suggestioni del canto contemplativo, ai sortilegi-trappola degli “eterni ritorni” in un passato mitico improponibile in quanto nega all’io di poter agire nel presente2, e agli usurati rapporti intercorrenti fra l’io e il reale, per via di quelle potenzialità  commisurative dell’ io precario (che è quello ormai di tutti),  che non vive più di sensazioni irrelate, ma che si rivela attivo nella molteplicità simultanea della vita interiore, per il suo intuitivo verificarsi ai dati esistenziali, senza schemi preordinati.
In tale senso, la poesia gasparriana, aderendo ad una poetica del “caos in travaglio” e della “durata reale”, diviene un inventario di interrelazioni e di acquisizioni miranti allo svelamento di spazi e sollecitazioni nuove connesse alla fondazione di una inedita formulazione di una più spirituale identità dell’uomo. Ciò che è essenziale della poesia del Gasparro è quel tono innovativo del guardare e dell’essere guardati3, cioè quel commisurare aspetti delle cosalità reali con i suoi sentimenti e le sue visioni proiettive, che ritornano dal “son double”, come delle commisurazioni che interrogano l’io del poeta. E’ quell’ “Indomabile sguardo che cerca / altri mondi in questo”, per dirla con Cesare Viviani, è quel valore attribuito ad inesausta commisurazione della sua anima e del suo sentimento che ricercano gli spiragli per un altrove di purezza e di candore. 
Tutto è perfetto nel suo limite, afferma il poeta, in quanto la vita, seppure condizionata a livello biologico dal male e dalla morte, pur tuttavia lascia indeterminabile la volontà dell’uomo di poter aspirare alla prospettazione di nuove forme di vita spirituale e ad una nuova identità4, intenzionando il mondo delle essenze (le forme ideali o nuovi valori). Per questa ragione, il poeta non può dire altro che “tutto ci rimanda alla perfezione più grande” (p. 25), quando “l’anima precipita per ogni dove / e i quadranti temporali sono sghembi” (p. 26). Una silloge avvincente, dunque, che respira di una soave grazia e di un’intensità poetica notevole, nel cantare l’amore per la vita e il sogno di una palingenesi spirituale dell’anima dell’uomo, identificabile forse nel tentativo di sublimare l’io soggettivo di ognuno in un grande Sé di tanti io fraternizzati e solidali, miranti a espletare inediti e più alti valori umani e poetici.

                                                                                                     Andrea BONANNO

Note
1. Gino De Dominicis, nato ad Ancona nel 1947 e morto a Roma nel 1998, fra le tante opere è autore di uno smisurato scheletro umano di ben 24 metri, largo 9 e alto quasi 4, disteso sul suolo, caratterizzato da un lungo naso e da un’asta dorata puntata sul dito indice della mano destra, punto in cui confluisce l’energia del corpo da indirizzare ed accordare a quella siderale,  dal titolo “Calamita Cosmica”(Gesso, polistirolo, resina sintetica, anima in ferro e collante vinilico). L’opera, composta nel 1989, espressa nel linguaggio artistico della presentazione metonimica e  mostrante la terribilità della dissoluzione del corpo operata dalla morte, neutralizzando le dimensioni spazio-temporali, mira all’affermazione dell’immortalità del corpo. L’artista con quest’opera presenta l’ipotetica possibilità di far interagire l’energia psichica del corpo con i segni dell’eterno, ma ribatte Nicolas Bourriaud che “la spiritualità di De Dominicis non si dà mai veramente come una trascendenza, anche se ne prende a prestito le forme” (in Flash Art, n. 156, giugno-luglio 1990, p. 115). E, continua con il dire che “De Dominicis ci offre lo spettacolo tragico della nostra impossibilità di afferrare i segni dell’immortalità” (p. 117). Di certo l’opera riesce ad accendere una esile fiammella di spiritualità: quella consistente nel “tentativo eroico”, a detta di I. Tomassoni, ma non mistico secondo noi, a detta di altri critici, di voler uscire dai letali effetti e dalle negatività (i mali e la corruttibilità del corpo) della vita e da un feroce apparato tecnologico alienante per la salvaguardia dell’unitarietà della coscienza e del medesimo destino dell’uomo.
2. In tal senso, afferma il poeta, che “…dobbiamo perdere la memoria / e il desiderio del ritorno all’isola di pietra” (p. 23).
3. Si noti che nella poesia di pagina 24, viene espresso il tema degli sguardi degli altri che interrogano la nostra anima: “Ci fissano gli sguardi e interrogano / la nostra crudeltà”.
4. Lo stesso poeta scrive, a pagina 11, che “L’io è frantumato e rivendica una teologia nuova. Il poeta, oggi, più che mai, deve ripartire dalla storia, a cominciare dalla propria biografia per approdare a un senso altro”.

Alcune problematiche legate alla vivibilità del territorio.

Tra le altre cose:
"da oltre due anni lo scrivente chiede, inutilmente, un intervento per garantire la viabilità di Largo Amendola, dove l’inesistenza di qualsiasi segnaletica orizzontale e verticale rende l’incrocio molto pericoloso."

e ancora su strade di campagna, contenitori per la raccolta del vetro, zanzare e topi.
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Tommaso Argentiero
Consigliere Comunale “Noi con Federico”


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 Per questo incrocio non si può fare niente? 


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Vittima della strada...

Sabato pomeriggio, nell'attraversare la strada sulle strisce pedonali in via Pasquale Gatti, un gatto grigio, abitante nella zona, è stato travolto da un'automobile in corsa che non ha accennato minimamente la frenata. E' restato sulle strisce fino a quando un'anima buona lo ha tolto dalla strada per metterlo vicino al palo della foto. Giace lì ancora oggi.
Chi deve rimuoverlo ? 


P.S. Prego astenersi da facile ironia.

Le poesie di Pietro Gatti

La presentazione del CD “Le poesie di Pietro Gatti” prevista per il giorno 27 agosto in Piazza Vecchia è rinviata a data che sarà comunicata nei prossimi giorni.

domenica 26 agosto 2012

Buona domenica


dalle ore 18.30-21.30 Centro Documentazione Archeologica
Info qui.


dalle ore 18.30-21.30
Galleria d'Arte Moderna Emilio Notte
Info qui.


Ore 13.00 Pranzo
Info qui.

Ore 18.00-22.00 Piazza Sant'Antonio
Mercatino Settimanale


Ore 21.00 Piazza Vecchia
“ Grand Hotel” “C'è poco da ridere”
A cura del “Gruppo Amici del Teatro” di Villa Castelli

Ore 21.00  C.da San Giovanni
C.da San Giovanni
Festa di San Giovanni


Ore 21.30  Capolineacafè Ceglie
Blek Aut
Capolinea Diesis 4^rassegna musicale estiva

Albergo Ferrovia
AUTORITRATTI ARTISTI NEL TERZO MILLENNIO

Castello Ducale
FoodArtAwards 2012

Farmacia di turno
Farmacia Caputo
Via Umberto I, 47
Telefono: 0831-377159


Distributori carburanti
ENI: Via Martina Franca
TAMOIL: Circumvallazione SudEst



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FOOD ART AWARDS - PREMI e RICONOSCIMENTI



 La Giuria ha così assegnato i riconoscimenti e i Premi ai seguenti nominativi:

 Vincitore FOOD ART AWARDS 2012: Augusto Orestini

 II° Premio: Ettore Maragoni
 III° Premio Marcela Montemayor
 Miglior Giovane: Gianni Gentile

 MENZIONI SPECIALI:
 Cosimo Epicoco
 Mirko Gabellone
 Emanuele Cutrino
 Vincenzo Cianciullo
 Sara Say
 Simona Groshevska
 Sergio Laterza
 Peter Hide
 Elena Rossella Lana e Rita Correddu

sabato 25 agosto 2012

Pango


In occasione della 3^ rassegna Beat Music i Pango si esibiranno in Piazza Plebiscito con altri 4 gruppi cegliesi.
I componenti dei Pango sono: Giovanni Albanese alla chitarra ritmica, Gianvito Gallicchio alla chitarra elettrica, Antonio Ciracì  voce, Antonio Albanese al basso, Mattia Albanese alla batteria e Michele Ligorio alle tastiere. Il gruppo è nato a giugno dell'anno scorso senza il tastierista che si è aggiunto nel mese di luglio di quest'anno. Si sono esibiti in svariati posti in occasione di saggi, feste private eccetera. 
"Suoniamo musica rock, italiana e straniera. Non è un rock pesante, neanche leggero.. È il rock che piace alla gente". Parola di Mattia Albanese.  

Piazza Plebiscito ore 21.00
 Rassegna Beat-Music
 I giovani e gli Anni '60
 esibizioni di giovani gruppi musicali cegliesi


venerdì 24 agosto 2012

Prima che il tempo...

"Prima che il tempo cancelli la Memoria", opera prima di Pietro Maggiore, è stata presentata ieri sera nel castello ducale di Ceglie Messapica. Ha relazionato Rosario Jurlaro preceduto dagli interventi di Pietro Magno e di Marinella Canale. Ha moderato la presentazione Gaetano di Thiène Scatigna Minghetti. Interventi conclusivi del sindaco Luigi Caroli e dell'autore. Hanno letto stralci del libro Antonella Bellanova e Damiano Leo.
In sintesi.
Pregevole l'intervento di Pietro Magno, concetto di polis-Ceglie aperta e non chiusa in se stessa; 
prolisso l'intervento di Rosario Jurlaro, ma interessante con un picco, a mio parere, quando ha ricordato che la storia è fatta anche di emigrazioni, rintuzzando così una voce polemica proveniente dal pubblico che voleva scaricare sull'immigrazione la perdita dei valori tradizionali;
interessante il punto di vista di un ospite della nostra città Marinella Canale;
commovente l'intervento conclusivo dell'autore.
Grazie a Pietro Maggiore per averci consegnato parte della sua/nostra memoria.
Il pericolo della perdita della memoria popolare della nostra città, purtroppo, non viene dall'arrivo di nuove genti, ma dalle nuove generazioni che se ne disinteressano perché affaccendate nelle nuove tecnologie. Cosa resterà di tutto questo? Memoria digitale, che ogni 20/30 anni deve cambiare supporto con i rischi che ben sappiamo.  
Lunga vita al libro... di carta.